Raspberry pi – una sola scheda per migliaia di usi

Raspberry pi – una sola scheda per migliaia di usi

28 Giugno 2019 Off Di Nicola Adamu

Quanto sareste sorpresi se vi dicessi che esiste un computer che potreste portarvi in tasca?

Sicuramente la maggior parte di voi lettori penserà che sto parlando degli smartphone, che ormai arrivano ad avvicinarsi, per prestazioni e funzionalità, ad alcuni PC di fascia medio-bassa, ma in realtà mi riferisco proprio a un piccolo elaboratore al quale si possono collegare tastiera, mouse, monitor e rete (via cavo o WI-FI) in modo da farne una vera e propria postazione da lavoro. Il prodotto in questione si chiama Raspberry Pi e sino a oggi ne sono state prodotte quattro diverse versioni, numerate da 0 a 3; la versione 1 è l’evoluzione, in termini di caratteristiche hardware, della 0, la versione 2 della versione 1 e così via.

 

Il Raspberry Pi si presenta come una schedina elettronica nella quale possiamo distinguere le varie uscite: soffermandoci sulla versione più recente, la 3, abbiamo quattro porte USB, una porta per il collegamento del cavo di rete, una porta HDMI per connettere il monitor, un jack audio al quale può essere collegato un paio di cuffie o delle casse e, naturalmente, un attacco micro-USB per l’alimentazione (è quindi sufficiente un normale caricabatterie per cellulare Android per accenderlo). Come già accennato, è possibile collegarsi anche tramite rete wireless.

Naturalmente, non ci si possono attendere prestazioni elevatissime dal Raspberry Pi 3: il processore è un Quad Core da 1.2 GHz e la RAM è da 1GB, caratteristiche che potevamo trovare in uno smartphone di fascia media nel 2014-2015. Inoltre, non c’è un sistema operativo preinstallato come accade nei cellulari (ma questa è una scelta ben precisa da parte del produttore) né un pulsante di accensione. Tutti questi possono apparire come svantaggi, ma la realtà è che l’incredibile versatilità del Raspberry Pi fa passare in secondo piano certe presunte ‘scomodità’.

Sinora, infatti, mi sono limitato a rapportare il Raspberry Pi con i computer e i cellulari, ma la verità è che, con un po’ di pazienza e di perizia, il suo ruolo è quello di schedina programmabile in grado di essere letteralmente ‘plasmata’ a piacimento di chi la acquista, tante sono le possibili applicazioni a cui può essere dedicata.

Le potenzialità di questa schedina sono state intuite, infatti, dagli sviluppatori Linux che hanno messo a disposizione una serie di sistemi operativi installabili su MicroSD card che consentono di impiegarla in un’infinità di maniere. Non va infatti trascurato il fatto che oltre alla scheda in sé (che ha un costo di circa 35€) esistono in commercio tantissime altre componenti addizionali quali mini-schermi touchscreen, sensori di vario tipo (ad esempio di temperatura, di piovosità, di movimento), cavi, ventole e quant’altro per realizzare da soli il dispositivo elettronico che desiderate.

Una delle applicazioni più comuni e più semplici da attuare è quella del retrogaming, vale a dire dell’utilizzo della scheda come piattaforma di gioco ‘vintage’: molti nostalgici di vecchie piattaforme come ad esempio il Super Nintendo o il Sega Master System scelgono di rivivere le emozioni dei loro vecchi videogiochi grazie a distribuzioni appositamente realizzate. Sono in molti a propendere per questa scelta visto che oggi è estremamente facile reperire i vecchi giochi gratuitamente su Internet e che non sono richieste attrezzature supplementari se non un semplice joystick USB oltre all’alimentatore e al monitor. Chiaramente, i più fanatici arrivano a spingersi anche oltre ciò e riescono addirittura a realizzare delle vere e proprie repliche dei ‘cabinati’ in voga nelle sale-giochi degli anni Ottanta e Novanta.

Tuttavia, i videogiochi rappresentano solo una delle possibilità offerte: a seconda del proprio livello di curiosità e di competenza, ci si può addentrare nella realizzazione di media center, impianti HI-FI con possibilità di connessione al web, cornici digitali, sistemi di controllo applicabili nel campo della domotica o addirittura di smart mirror, degli specchi come quelli tradizionali ma ‘potenziati’ con la tecnologia touchscreen attraverso cui è possibile lanciare delle applicazioni come in un cellulare.

Un sito ricco di progetti di questo tipo è www.instructables.com, nel quale esiste una sezione appositamente dedicata al Raspberry Pi, oltre a un elevato numero di tutorial sulle tematiche più svariate. Prima di visitare questo sito, però, può essere utile documentarvi nel sito ufficiale in lingua inglese di Raspberry Pi (www.raspberrypi.org) oppure in nei principali portali a tema in lingua italiana: www.raspberryitaly.com e www.raspberryitalia.it.

 

del Dott. Nicola Adamu 

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