Ecco perchè riesumare i vecchi pc

Ecco perchè riesumare i vecchi pc

2 Settembre 2019 Off Di Nicola Adamu

Da quando la cosiddetta “rivoluzione informatica” ha preso piede, sono sempre di più le persone che amano mantenersi aggiornate sugli ultimi ritrovati della tecnologia, un po’ per amore della stessa, un po’ per legittima curiosità e un po’ perché possedere un dispositivo elettronico all’ultimo grido è ormai uno status symbol al pari di quanto in passato poteva avvenire con un capo di abbigliamento o con un paio di scarpe. In una società capace di divorare l’informazione all’ordine del secondo, il concetto di portabilità è diventato ormai essenziale. È ormai inflazionata la frase che vuole che “con uno smartphone si è collegati al mondo intero in qualsiasi momento”, concetto di per sé positivo ma che è figlio di un modo di pensare che conduce al rischio di un consumismo sfrenato, capace di lasciarsi indietro senza possibilità di ripescaggio ciò che ha condotto, storicamente, alla creazione di quello stesso smartphone. Succede così che l’utente medio odierno – con particolare riferimento alla fascia più giovane della popolazione – non solo abbandoni degli strumenti ancora attuali (PC, lettori MP3 e fotocamere digitali si trovano ancora oggi negli scaffali dei centri di grossa distribuzione), ma lasci finire in soffitta ciò che, con un po’ più di attenzione e cura dell’ambiente, potrebbe ritrovare una propria utilità se diversamente impiegato. Vediamo, ad esempio, come potrebbe essere riutilizzato quel vecchio portatile che avete accantonato chissà quanto tempo fa perché “è lento”, “faccio tutto con il telefonino”, “è pesante da trasportare” e così via. Innanzitutto, per paradossale che possa sembrare, un vecchio computer portatile può essere utilizzato da… computer portatile! Quella definita come “lentezza del computer”, quando oggettiva e non dovuta a percezioni soggettive, è generalmente causata da una cattiva gestione del software in esso installato: il sistema operativo è spesso obsoleto (molti PC con installato Windows XP sono pressoché inutilizzabili da quando, nel 2014, la Microsoft ha deciso di interrompere gli aggiornamenti del prodotto) e in genere integra con sé tutta una serie di componenti ormai inadeguati alle moderne tecnologie di sviluppo del web.

 

Fortunatamente, con un po’ di curiosità e di applicazione, si può sostituire il vecchio XP con un sistema operativo aggiornato e concepito su misura per macchine ormai datate. A venirci incontro è l’open source, cioè il cosiddetto sviluppo di software “a codice sorgente libero”, la cui particolarità principale è quella di essere gratuitamente installabile e fruibile da chiunque senza alcuna limitazione in termini di tempo. I tanti anni di sviluppo di sistemi operativi basati su tecnologia Linux conducono oggi alla possibilità di avvalersi di nuove piattaforme che esulino dal mondo Windows, dall’aspetto sempre più user-friendly e con profonda diversificazione tra loro, in modo che l’utente possa scegliere quanto più si avvicina alle proprie esigenze. Due dei più famosi sistemi operativi Linux-based sono certamente Ubuntu e Debian, che forniscono la base per dar vita a tutta una serie di derivate (chiamate anche con il nome di distro) tra le quali si può trovare quella più adatta da installare nel proprio PC. Ciascuna di queste derivate ha generalmente uno scopo preciso, ma in genere quasi tutte integrano gli strumenti minimi per poter garantire un uso domestico del PC: suite d’ufficio in stile Microsoft Office, browser web e client di posta elettronica sono in genere preinstallati nel sistema operativo, al pari di tante altre utilità diventate di uso comune. Supponiamo però di “soffrire” ancora del fatto che il nostro PC sia troppo pesante da trasportare e che, in ogni caso, non si abbia la voglia o il tempo di documentarsi su sistemi operativi diversi da Windows; senza ulteriori modifiche software (se non, magari, un po’ di manutenzione minima) il nostro PC può comunque essere riutilizzato anche in altri modi, come ad esempio: Media center/lettore video. I televisori attuali (anche non smart-tv) possono essere collegati facilmente a un qualsiasi PC. Questo permette di rivedere i vecchi DVD su uno schermo più grande di quello di un notebook anche se non si dispone di un lettore, o comunque di collegare una qualsiasi memoria USB in cui sono salvati dei video e di goderne della visione in maniera più dettagliata. Retrogaming. Gli ultratrentenni ricorderanno con piacere la consolle di gioco che avevano ricevuto in regalo per una brillante promozione durante le scuole medie, o il tempo speso con gli amici nelle sale-giochi dove con cinquecento lire potevano divertirsi per alcuni minuti di fronte a un cabinato. Grazie all’esistenza di programmi chiamati “emulatori” queste emozioni si possono rivivere, e se non vi piace giocare con la tastiera potete comunque trovare in commercio tanti joystick a prezzi decisamente popolari. 


 

Scambio e distribuzione di contenuti

Tramite il protocollo Peer-to-Peer è possibile procedere al download di contenuti di proprio interesse, con la possibilità di mettere a disposizione i propri per altri utenti. Ciò viene effettuato tramite degli appositi programmi chiamati client. Generalmente, si effettua una ricerca del contenuto desiderato all’interno del client e si lancia il download, attendendo che questo termini. Il PC “abbandonato” verrà dedicato solamente allo scarico dati e diventerà così una sorta di raccoglitore dei contenuti desiderati, dal quale si possono esportare perché sia possibile fruirne dove e come si desidera. 
A seconda della competenza – o anche semplicemente del desiderio di mettersi in gioco – di chi legge, gli usi ulteriormente possibili per un vecchio PC possono essere molteplici. Vale la pena ricordare che in commercio, in particolare sul web, si possono trovare a prezzi contenuti i componenti necessari per migliorare le prestazioni hardware di un PC; con un po’ di oculatezza, può bastare una cifra tra i 100 e i 150 euro per ridare la giusta dignità a un computer vecchio di dieci anni. D’altro canto, nel 1969 l’uomo andò sulla Luna con l’equivalente di un personal computer degli anni Ottanta: è proprio necessario rincorrere le prestazioni più avanzate per svolgere quelle operazioni che oggi rientrano nella totale normalità? 


 

 

del dott. Nicola Adamu – Informatico

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