La fattura Elettronica

La fattura Elettronica

26 Luglio 2019 Off Di Giovanni Fanni

Dal 1° gennaio 2019 tutte le fatture emesse, a seguito di cessioni di beni o prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia, dovranno essere fatte in formato elettronico.

Ma cosa è questa fattura elettronica?

La fattura elettronica non è un semplice file PDF inviato tramite posta elettronica ma è un documento informatico in formato XML (eXtensible Markup Language), formato di testo strutturato già utilizzato per le specifiche tecniche del modello 730 e del modello Irap o per la generazione dei bilanci da depositare presso il Registro delle Imprese. Tale documento va trasmesso per via telematica al Sistema di Interscambio (c.d. SdI), struttura istituita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che funge da “postino” recapitando la fattura al soggetto destinatario, dopo aver effettuato gli opportuni controlli. Rispetto alla tradizionale fattura cartacea c’è un cambiamento sostanziale. Infatti non sono più due i soggetti coinvolti nel processo di fatturazione (soggetto emittente e soggetto ricevente) ma entra in gioco anche l’Agenzia delle Entrate che, come gestore del Sistema di Interscambio delle fatture, gestisce i dati e le informazioni che passano tramite questo riferendo al Ministero sul suo andamento e sulla sua evoluzione con cadenza semestrale. L’origine della e-fattura si deve a una direttiva europea (direttiva 2014/55/Ue) che ne ha disposto l’impiego negli appalti pubblici con la finalità di ridurre i costi di gestione e di contrastare l’evasione dell’IVA.

 

Effettivamente l’introduzione a regime di tale strumento consentirà un risparmio dei costi della carta, della stampa, della spedizione e della conservazione dei documenti e probabilmente creerà anche un aumento dell’efficienza nei rapporti commerciali tra clienti e fornitori, grazie alla data certa di emissione e consegna della fattura garantita dal Sistema di Interscambio (SdI). Tuttavia al momento si registra qualche malumore tra imprese, professionisti e commercialisti: i primi si lamentano dell’aumento della rigidità del processo di fatturazione che causa ritardi negli incassi, i commercialisti non gradiscono la posizione di disagio che hanno forzatamente dovuto assumere tra il cliente e il malfunzionamento del sito istituzionale dell’Amministrazione Finanziaria probabilmente non ancora pronto a processare una mole di dati così importante. Se in Italia nel triennio 2015/2018 il fenomeno della fattura elettronica ha interessato solo una piccola parte di contribuenti che fatturavano in formato elettronico verso la Pubblica Amministrazione, a partire da quest’anno i soggetti interessati diventeranno molti di più.

 

Sono assoggettati a tale obbligo tutti i soggetti passivi IVA che cedono beni o effettuano prestazioni di servizi verso soggetti privati residenti o stabiliti in Italia. L’estensione di tale obbligo riguarda sia le operazioni business to business (B2B) che quelle business to consumer (B2C). Ma c’è qualche soggetto che non è stato travolto dalla novità della fattura elettronica e che può godere di un regime di esonero per il 2019: si tratta di tutti quei contribuenti che rientrano nei regimi fiscali agevolati “minimi” e “forfetari” o che esercitano professioni sanitarie già tenute all’invio dei dati dei pazienti al Sistema Tessera Sanitaria per il modello 730 precompilato. Per gli altri non resta che rimboccarsi le maniche e fare di necessità virtù. 

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