BORSE DI STUDIO: TASSABILI O ESENTI?

BORSE DI STUDIO: TASSABILI O ESENTI?

24 Settembre 2019 Off Di Giovanni Fanni

Quali sono le borse di studio esenti irpef e quali sono quelle tassabili?

Normalmente il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) considera “le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio” come redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, quindi assoggettate a tassazione. Questo significa che tali importi, nella generalità dei casi, sono tassati in capo allo studente come uno stipendio, con le aliquote irpef ordinarie.

Tuttavia esistono delle norme particolari che introducono specifiche esenzioni per particolari tipologie di borse. Sono esenti:

– le borse di studio corrisposte dalle regioni a statuto ordinario, in base al D. Lgs. n. 68/2012, agli studenti universitari e quelle corrisposte dalle regioni a statuto speciale e dalle province autonome di Trento e Bolzano allo stesso titolo;

– le borse di studio corrisposte dalle università e dagli istituti di istruzione universitaria, in base alla Legge n. 398/89, per la frequenza dei corsi di perfezionamento e delle scuole di specializzazione, per i corsi di dottorato di ricerca, per attività di ricerca post-dottorato e per i corsi di perfezionamento all’estero;

– le borse di studio bandite dal 1° gennaio 2000 nell’ambito del programma “Socrates”, nonché le somme aggiuntive corrisposte dall’Università, a condizione che l’importo complessivo annuo non sia superiore ad Euro 7.746,85;

– le borse di studio corrisposte ai sensi del D.Lgs. n. 257/91 per la frequenza delle scuole universitarie di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia;

– le borse di studio a vittime del terrorismo e della criminalità organizzata nonché agli orfani ed ai figli di quest’ultimi (Legge n. 407/98).

Nel caso in cui la borsa sia percepita all’estero, la disciplina convenzionale prevede generalmente la tassazione nel paese di residenza dello studente che percepisce il reddito, a patto che l’ente erogante non abbia sede nello stato estero di “provvisoria permanenza”. Ad esempio se un contribuente residente in Italia soggiorna per motivi di studio in Francia e riceve una borsa di studio da un soggetto erogante italiano, é tassabile in Italia; se invece la borsa é pagata da un soggetto francese quest’ultimo può tassare il reddito ma lo studente deve dichiararlo in Italia sfruttando il credito d’imposta per quanto pagato all’estero.

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