La responsabilità del veterinario

La responsabilità del veterinario

25 Ottobre 2019 Off Di Salvatore Cappai

Se un soggetto procura delle lesioni ad un animale o ne causa la morte, il proprietario dello stesso ha diritto al risarcimento del danno. Purtroppo, può anche accadere che questi danni siano causati da chi dovrebbe limitarli, da chi gioca un ruolo decisivo per la salute e il benessere di ogni animale.

Mi riferisco al veterinario.

Comunemente si pensa che il veterinario sia un medico per animali. In realtà questa figura ha tanti altri compiti, svolgendo un’attività decisiva anche per la nostra salute. Si pensi soltanto al controllo sull'igiene degli allevamenti ed alla prevenzione di epidemie. In questo articolo, per esigenze di brevità, limiterò il discorso al veterinario libero-professionista, quello a cui ti rivolgi se il tuo animale necessita di un intervento o di cure. Nell'ambito di questa sua funzione il veterinario svolge un’opera di tipo intellettuale, esattamente come l'avvocato o il dentista, per fare solo alcuni esempi. E' evidente che, come ogni altro professionista, non potrà garantire sempre e comunque il risultato positivo sperato dal cliente. Per questo motivo, a seconda dei casi, l'obbligazione che assume potrà ritenersi un’obbligazione “di mezzi” o “di risultato”.

Ti spiego meglio...

Se il veterinario che deve curare un cane affetto da una grave patologia gli somministra la giusta terapia farmacologica, non dipenderà solo da lui la perfetta guarigione dello sfortunato paziente; molto influirà il modo in cui l'organismo di quest’ultimo risponderà alla cura. Ugualmente, se un animale ha subito lesioni gravissime agli organi interni e per salvarlo si rendesse necessario un intervento chirurgico di particolare difficoltà, non si potrebbe pretendere dal veterinario il risultato finale della piena ripresa delle funzioni vitali della bestiola. In queste due ipotesi si può valutare soltanto se il veterinario abbia correttamente adempiuto alla propria obbligazione. Si dovrà verificare, in altre parole, se ha svolto il proprio compito con la perizia che si richiede al buon professionista. Questa è quindi un’obbligazione di mezzi. Molto diverso è il discorso che deve farsi con riferimento ad un'attività semplice e di routine.
In questo caso il cliente deve poter fare affidamento sulla effettiva realizzazione dell’obiettivo che si attende. Per questo si parla di obbligazione di risultato.

Per fare un esempio: Ormai la sterilizzazione è ritenuta un’attività veterinaria standardizzata e abbastanza semplice; in questo caso il proprietario dell’animale può tranquillamente attendersi come risultato il perfetto esito dell’intervento.

Nell’ipotesi in cui ad alcuni mesi di distanza dallo stesso dovesse arrivare una bella cucciolata, il veterinario non potrebbe certo difendersi sostenendo la particolare complessità dell’opera prestata. Queste differenze sono essenziali per stabilire la sussistenza di un’eventuale responsabilità del professionista. Ove l’attività sia complessa il veterinario che sbaglia sarà chiamato a rispondere solo in caso di dolo o colpa grave. Se l’attività svolta è invece semplice risponderà anche in caso di colpa lieve. Chiariti questi aspetti che riguardano la natura dell’obbligazione, è importante rilevare come tra veterinario (autonomo o clinica) e cliente si instauri un rapporto di tipo contrattuale. Questo fatto ha delle importanti conseguenze sul termine di prescrizione del diritto al risarcimento e sull'onere della prova. Se la responsabilità è contrattuale il cliente per poter richiedere il risarcimento ha molto più tempo a disposizione: dieci anni contro i cinque della responsabilità extracontrattuale.

Al cliente, inoltre, sarà sufficiente dimostrare la nascita del rapporto contrattuale ed affermare le conseguenze negative subite dall’animale (inadempimento o inesatto adempimento del veterinario). Starà invece al medico veterinario il compito di difendersi dimostrando o la particolare difficoltà dell’obbligazione o che l’inadempimento dipende da una causa a lui non imputabile. Una prova molto semplificata per il danneggiato. Il veterinario ritenuto responsabile dovrà, evidentemente, risarcire il danno causato. 


 

 

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