Il risarcimento del danno da insidia

Il risarcimento del danno da insidia

28 Novembre 2019 Off Di Salvatore Cappai

 

Hai mai sentito parlare di danni da “insidia”?

A volere semplificare concetti ben più complessi, si può considerare come insidia, in generale, sia una situazione di pericolo non visibile e non prevedibile, sia una situazione caratterizzata dalla impossibilità di avvistare il pericolo in tempo per poterlo evitare.

Devi sapere che i danni provocati da tali insidie sono danni risarcibili!

 

Quindi, per fare alcuni esempi, chiunque dovesse subire delle lesioni scivolando sul pavimento di un supermercato o inciampando su un marciapiede sconnesso avrà diritto al ristoro del danno.
Allo stesso modo avrà diritto al risarcimento nel caso in cui una buca non visibile sul manto stradale provochi danni a pneumatici o sospensioni (in questo caso si parla di insidia stradale).

 

Ma se si tratta di danni risarcibili qual è il soggetto responsabile?

Il responsabile è il custode del bene che ha provocato l'evento dannoso.

Infatti l’articolo 2051 del codice civile stabilisce “ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”.
Significa che il custode del bene che ha causato il danno sarà sempre chiamato a rispondere, salvo che l’evento dannoso sia stato provocato da un evento imprevedibile ed inevitabile (che prende il nome di caso fortuito).

Il nostro ordinamento, secondo l'interpretazione fornita dalla giurisprudenza di legittimità, consente al danneggiato che agisce per il risarcimento dei danni subiti a causa di un'insidia di ottenerlo fornendo una prova “semplificata”.

Infatti, la Cassazione afferma che quest'ultimo “è tenuto a provare semplicemente la verificazione dell'evento dannoso e del suo rapporto di causalità con la cosa in custodia, non anche a fornire prova dell'imprevedibilità e non evitabilità dell'insidia o del trabocchetto, né della condotta omissiva o commissiva del custode, gravando su quest'ultimo, in ragione dell'inversione dell'onere probatorio che caratterizza la responsabilità ex art. 2051 c.c., la prova di aver adottato tutte le misure idonee a prevenire che il bene demaniale presentasse, per l'utente, una situazione di pericolo occulto”.

 

 

 

 

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