Truffe alle Assicurazioni: I furbetti del Cid e i carrozzieri compiacenti

Truffe alle Assicurazioni: I furbetti del Cid e i carrozzieri compiacenti

18 Ottobre 2019 Off Di Sofia Perinu

I primi di ottobre è andato in onda su in un programma televisivo, un servizio sulle truffe alle assicurazioni e sui sinistri falsati volontariamente.

Nel servizio viene ampliamene mostrato come un carrozziere compiacente ha messo su nella sua auto carrozzeria un magazzino perfetto per simulare un danno alla macchina.

L’unica cosa da fare è trovare un “compare” che firmi il CID.

Con appena 300,00€ promette al cliente, un guadagno di ben 4’000,00€.

L’auto nuova senza alcun graffio viene smontata, nelle parti più costose, che vengono sostituite con delle altre danneggiate.

La perizia, che per ovvi motivi non viene eseguita durante il servizio televisivo, ma viene comunque confermata la stima del valore economico del danno da una differente auto carrozzeria.

Così l’auto viene riportata in officina dove il carrozziere rimonta tutti i pezzi nuovi sul veicolo.

Colto sul fatto il carrozziere, sostiene di non poter andare a rubare che l’unica via di guadagno per mantenere attivi i guadagni e ovviare i costi della sua azienda era l’attività illecita.

“Ma quanta gente c’è che imbroglia, lo fanno tutti”

Il vero paradosso è che l’assicurazione che noi tutti paghiamo aumenta sempre per compensare i risarcimenti delle truffe gli incidenti che avvengono ogni giorno.

L’esempio di questa situazione è solo una delle tante che ogni giorno vengono denunciate alle assicurazioni, la truffa purtroppo è dietro l’angolo.

Si pensi che a livello nazionale la percentuale di sinistri con rischio frode è calcolata oltre al 23%.

Vi è un’ingente speculazione non solo per i danni a cose ma anche sui danni fisici, che comportano somme di risarcimento molto più elevate ovviamente, rispetto al danno auto.

Per ovviare alle truffe sulle lesioni fisiche son stati eliminati dai sinistri auto risarcibili, i danni da colpo di frusta con percentuale di invalidità dichiarata inferiore al 3%.

Far fronte alle truffe non è semplice, specie per persone in buonafede che cascano nella trappola di gente esperta che conosce le situazioni più disparate per creare il sinistro equivoco in cui magari il povero malcapitato non può difendersi perché solo, senza testimoni, o perché la denuncia arriva successivamente all’evento e non vi è alcun modo di valutare la possibilità che quanto raccontato non sia effettivamente reale.

 

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