Quelle estati di Fra Lorenzo sul Monte Arcuentu

Quelle estati di Fra Lorenzo sul Monte Arcuentu

5 Luglio 2019 Off Di Andrea Agostino

cima del Monte Arcuentu

Fra Lorenzo, del convento di Fra Ignazio da Laconi di Cagliari, originario di Sardara, per 30 anni era solito trascorrere un mese all’anno sul Monte Arcuentu – nella zona di Arbus –  cercava e ritrovava il legame con la natura e con Dio. Nel suo cammino hanno avuto  un ruolo importante le giornate trascorse da eremita in cima al monte.
La sua dimora è stata un’umile capanna, senza branda e senza tavolo. Una cappella semplice con un Cristo in rame poggiato su uno scarno altare è stato lo spazio per il suo raccoglimento interiore. Bibbia da meditare, salmi da recitare, digiuno, preghiera e ringraziamento a Dio circondato da una meravigliosa vegetazione, dalla storia e dalle leggende che circondano questo luogo magico.
Tra le rocce da osservare, il fruscio del vento sulle piante, il canto degli uccelli, i tramonti struggenti sul mare e un silenzio irreale: una solitudine rotta da quanti con devozione percorrevano la Via Crucis per andare a salutarlo e si fermavano a pregare con lui.

Fra Lorenzo da Sardara è deceduto nel pomeriggio del 16 dicembre 2016. Ai suoi funerali, celebrati il 20 dicembre a Cagliari, nella Basilica di Bonaria, sulla sua bara poggiata per terra, sono stati apposti rami di arbusti del monte che lui amava, Monte Arcuentu.

Considerato il continuatore della missione spirituale del Beato Nicola da Gesturi e del Servo di Dio fra Nazareno da Pula, fra Lorenzo da Sardara riposa in un umile loculo nella cappella dei cappuccini, in cima al colle del cimitero di Bonaria, dal 20 dicembre 2016, dopo i grandiosi funerali celebrati nella vicina basilica dedicata alla Vergine. Nato a Sardara il 20 dicembre 1919, Benvenuto Pinna (questo il suo nome da secolare) all’età di sedici anni chiese di entrare tra i Frati Minori Cappuccini del convento di Sant’Antonio, a Cagliari, dove fu accolto il 20 settembre 1936. Concluso il noviziato ed emessa la professione religiosa solenne come frate laico, fu destinato a servire in qualità di infermiere presso il convento dei cappuccini di Roma. Nel 1946 fece ritorno nel capoluogo sardo, mantenendo il medesimo incarico che continuerà ad esercitare fino al termine della propria esistenza terrena, il 16 dicembre 2016. Alla sua iniziativa si deve la fondazione della farmacia del povero, presso il convento cagliaritano, ma non era soltanto per poter disporre di medicinali gratuiti che tante persone, ogni giorno, facevano ressa alla sua porta, in una stanzetta a piano terra dell’infermeria: la sua bontà d’animo e la sua profonda religiosità, irrobustita da lunghe esperienze eremitiche sul Monte Arcuentu, nel corso degli anni ne fecero infatti una vera e propria guida spirituale, amata e rispettata da tutti, alla quale poter ricorrere con fiducia in un momento di sconforto, per ottenere un consiglio, o chiedere un supporto nella preghiera. Molto noti e apprezzati furono il suo presepe meccanico, di cui cominciò personalmente la costruzione nel 1948, sempre arricchito e migliorato nel corso degli anni; e un orticello, attiguo al convento, in cui coltivava le sue erbe medicamentose. All’età di novantasei anni, di cui ottanta trascorsi in religione, sentendo approssimarsi “sorella morte” chiese di essere riportato dall’ospedale SS.ma Trinità di Cagliari, in cui era stato ricoverato nel corso dell’ultima malattia, al suo convento: il suo testamento spirituale, che scrisse in un biglietto non potendo ormai più parlare, fu: “Amo tutti”. La sua tomba è immediatamente divenuta meta di un incessante, quotidiano pellegrinaggio, e i suoi numerosi ammiratori e devoti attendono il maturare dei tempi canonici, cinque anni dalla morte, per poter richiedere che ne venga formalmente introdotta la causa di beatificazione.

 

 

Ph. Cappuccini Tv

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