I volti della fede sarda: Santa Greca di Decimomannu

I volti della fede sarda: Santa Greca di Decimomannu

29 Settembre 2019 Off Di Andrea Agostino

Non esistono gli atti del suo martirio che ci narrino dei suoi tormenti. Dagli “acta” riferiti ad altri martiri sappiamo del metodo romano di trattare i condannati. Si iniziava con le lusinghe, si passava poi ai tormenti, quale la fustigazione al fine di ottenere da loro una abiura della fede. Quando però i cristiani restavano fermi nella loro fede si tentava con altre torture più energiche. La tradizione afferma che una ulteriore tortura inflitta a santa Greca fu quella di conficcarle sul capo, a colpi di martello, tre grossi chiodi, anche in questa tribolazione la ragazza resistette ferma nella fede e nel coraggio, finché il 12 gennaio del 304 venne uccisa mediante la decapitazione. In quattro peducci delle lunette della cupola della chiesa della Santa, viene narrato il martirio di Santa Greca. La lapide con l’iscrizione sepolcrale della B.M. Greca, oggi è collocata nel loculo nel quale furono trovate nel 1614 le reliquie. Il corpo di Santa Greca rimase per vari secoli occulto, si sapeva del luogo della sepoltura ma si ignorava il punto esatto. Il ritrovamento avvenne, secondo testimonianze dell’epoca, in modo inaspettato.

Nel sec. XVII viveva a Cagliari Francesco Ortolano, fratello coadiutore della Compagnia di Gesù, fu proprio lui che, ispirato da Dio, rivelò con una certa precisione i luoghi dove giacevano i corpi dei martiri. Fu in seguito a queste rivelazioni che il 6 Novembre del 1614, mons. Francesco D’ Esquivel arcivescovo di Cagliari, diede inizio alla ricerca dei corpi dei Martiri nella Basilica paleocristiana di S. Saturnino in Cagliari. Si invenirono tanti corpi di martiri: Saturnino, Lucifero, Vitalia, Giusta, Giustina ed altri. Sparsasi la notizia di ciò che accadeva a Cagliari, l’allora marchese di Palmas di Decimo ed il canonico Giacomo Spiga vollero ricercare il corpo della martire Greca. Ottenuto il permesso dall’arcivescovo di Cagliari e seguendo le indicazioni del gesuita Ortolano, iniziarono gli scavi. Ben presto sotto un vecchio altare fu trovata la bramata tomba con la lapide con la scritta: “La Beata Martire Greca, riposa in pace, visse anni 20, mesi 2, giorni 19 – fu deposta il 12 gennaio”. Manca l’anno di morte, perché la morte era considerata l’inizio della nuova vita. “Tolta con precauzione e grande ansia quella lapide ed il lastrone di pietra sottostante, apparirono giacenti nel loculo le ossa della Martire, ricoperte di leggera polvere prodotta dalla decomposizione delle vesti e del corpo”. Il 20 Maggio 1789 l’arcivescovo di Cagliari mons. Vittorio Filippo Melano fece una ricognizione delle reliquie di Santa Greca e avendole trovate in perfetto ordine, le fece rimettere nello stesso sarcofago. Il 26 settembre del 1928, su richiesta del parroco, ed in preparazione alle grandi feste per l’Incoronazione della Santa, avvenuta il 30 Settembre 1928, l’arcivescovo di Cagliari, mons. Piovella, alla presenza delle autorità civili e del clero, fece un’altra ricognizione delle reliquie di Santa Greca. In quella occasione le ossa di Santa Greca furono tolte dal sarcofago, sistemate in un’urna di bronzo dorato offerta dalle ragazze dell’ Azione Cattolica di Decimomannu e rimesse nello stesso posto sotto la nicchia di S. Antonio, dove tutt’ora si trovano.

Sotto l’urna di bronzo furono collocate due cassette di legno pregiato contenenti la testa e altri frammenti di ossa, trovate nel fondo di detto sarcofago. In quell’ occasione fu demolito il vecchio sarcofago di marmo ed il bassorilievo deposto in fondo alla nicchia. Nell’agosto 1984, in occasione degli ultimi restauri della chiesa di Santa Greca, il parroco di allora fece sistemare il bassorilievo del primo sarcofago accanto alla tomba della Santa. Nel 1882 il suo nome, assieme a tanti altri santi sardi, fu tolto dal Calendario Diocesano per volontà della Sacra Congregazione dei Riti, ma l’anno successivo (1883), la Sacra Congregazione a nome di papa Leone XIII ordinava che nell’ elenco delle feste, tra i nomi venerati con culto locale venisse reinserito anche quello di Santa Greca, con la qualifica di martire.

Un’ altro intervento della stessa Sacra Congregazione si ebbe quando, con decreto del 15 maggio 1914, fu estesa a tutta la Sardegna l’ufficiatura dei Martiri Cagliaritani, tra i quali è ricordata Santa Greca.

 

 

(ph. Pierino Vargiu)

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