Cagliari onora San Saturnino Martire

Cagliari onora San Saturnino Martire

30 Ottobre 2019 Off Di Andrea Agostino

San Saturnino è festeggiato a Cagliari il 30 ottobre come Patrono della città di Cagliari. Secondo studiosi Saturnino nacque a Cagliari da genitori cristiani, era figlio unico, educato nel culto del vero Dio e nonostante fosse giovanissimo si dimostrò nemico degli idoli e delle superstiziose pratiche pagane. Accusato al Barbaro, preside romano nella Sardegna sotto la persecuzione di Diocleziano e Massimiano, non avendo voluto sacrificare a Giove e ai falsi dei, patì la morte per testimoniare le fede in Gesù Cristo il 30 ottobre del 303-304. Se le antiche leggende discordano su molti fatti della sua vita anteriori al suo martirio, sono tutte concordi in ciò che riguarda il suo martirio per decollazione, avvenuta il 30 ottobre, giorno nel quale la Chiesa cagliaritana lo commemora. Altri studiosi inoltre rifiutano i tanti racconti leggendari, ma concordano che nacque da genitori cristiani e che da essi fu cristianamente educato facendone risalire il suo martirio all’anno 304, al tempo della persecuzione ordinata da Diocleziano e Massimiano. Nonostante la giovane età e la bassa statura raggiunse maturità e fermezza di carattere ed ebbe un grande e forte animo. I cristiani che non si piegavano a questi ordini degli imperatori venivano imprigionati, torturati e successivamente decapitati. Il 23 novembre di quell’anno si celebravano nel Campidoglio cagliaritano, situato vicino al mare, solenni sacrifici a Giove, e molte persone si dirigevano al tempio, recando le vittime, per la via Sacra, detta anche di Apollo, che congiungeva allora il Campidoglio con un luogo detto Fonte Nuova. Il giovane Saturno, che si trovava in quei pressi, fu riconosciuto e condotto davanti al sacerdote e interrogato per non aver partecipato al sacrificio in onore di Giove. Egli proclamò coraggiosamente la propria fede ed ebbe parole di chiaro disprezzo per il culto agli dei di bronzo o di marmo, che sono sordi, muti e impotenti verso gli uomini. Alcuni pagani presenti rimasero toccati dalle parole del giovane e si convertirono alla fede cristiana, ma il resto della gente, offeso per l’insulto agli dei, invocò con alte grida la pena di morte, che avvenne immediatamente per decapitazione.

Il corpo fu successivamente portato dai suoi fratelli cristiani fuori della città e seppellito in una grotta. «Il luogo fuori di città nel quale fu sepolto il martire, costituì la parte centrale, il martyrium, di quella che poi divenne la basilica intitolata al santo». Attorno alla figura del Santo ruotano dubbi se il suo nome fosse Saturno o Saturnino, nella tradizione sarda è al diminutivo. Il santo cagliaritano – come hanno dimostrato alcuni studiosi – é Saturno. Con il ritrovamento delle reliquie ad opera di Mons. Desquivel, 12 ottobre 1621, il giorno del martirio fu fissato definitivamente al 30 ottobre. Un martire giovane, che nella sua vita non ha avuto il tempo di compiere azioni da scrivere nei libri di storia, né ci ha lasciato opere letterarie o poetiche. Ha professato pubblicamente la sua fede in Cristo, e quello è stato il momento culminante e anche conclusivo della sua giovane vita. Un martire locale, venerato principalmente qui nella sua città, anche se non sconosciuto nel resto dell’Isola e nella Chiesa.

La Basilica di San Saturnino, fuori dal centro della Cagliari degli inizi del IV secolo, dove i cristiani hanno portato a sepoltura il corpo del Martire, è stato da subito luogo di preghiera e di pellegrinaggio, ma è stato valorizzato in modo particolare dal vescovo africano San Fulgenzio di Ruspe, qui esiliato assieme ad un gran numero di altri vescovi e di fedeli cristiani, che proprio qui ha voluto costruire chiesa e monastero, un complesso che attraverso i secoli e varie trasformazioni è giunto fino a noi. Anche Fulgenzio con i suoi compagni di esilio, per almeno due volte, ha attraversato il Mediterraneo forzatamente, da profugo, ma ha reso fecondo il suo soggiorno in questo luogo, da vero Padre della Chiesa, come giustamente è riconosciuto dalla storia.

 

 

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