L’amaranto

L’amaranto

11 Luglio 2019 Off Di Marcello Onorato

Famiglia: Amaranthaceae

Nome scientifico: Amaranthus spp.

Etimologia: Dioscoride sosteneva che il termine amaranto deriva dal vocabolo greco ἀμάραντος, che significa che non appassisce, che non muore, per il calice e le brattee che sembrano non appassire mai. Oltre due secoli fa, il botanico Paolo Bartolomeo Clarici proponeva un’altra ipotesi molto simile: amaranto significherebbe che non marcisce. 


Pianta: La maggior parte delle specie della famiglia Amarantacee sono originarie del continente africano e di quello americano, anche se, nel complesso, la famiglia è ben distribuita in tutto il mersi in acqua, durando molto a lungo. Sono piante erbacea annuali, di altezza variabile, secondo la specie, da 0,5 a 3,5 m, con foglie di diverse forme, da ovale a lanceolata. I fiori sono riuniti in infiorescenze (panicoli), che possono essere erette o pendenti, ramificate, lunghe sino a 90-100 cm, di colore rosso tipico (dovuto al contenuto di betacianine), verde o giallognolo. I semi sono di piccole dimensioni, di forma circolare schiacciata, di colore variabile da molto chiaro a bianco-latte, a giallo-oro, oppure dal bruno al nero. Misurano circa 1-1,5 mm di diametro, il peso di 1.000 semi è compreso tra 0,5-0,6 e 1 g. Usi: Il genere Amaranthus comprende circa 60 specie. La scoperta o riscoperta delle qualità alimentari di questi ferro, magnesio, vitamine del complesso B e vitamina C. Le foglie della pianta di Amaranto sono più ricche di ferro rispetto ai semi e possono essere cucinate in maniera simile agli spinaci. L’Amaranto è utilizzato per la produzione di barrette, snack, muesli, semi soffiati, estrusi e altri prodotti come biscotti e pane. Nei nostri ambienti rappresenta la tipica coltura primaverile-estiva che si può inserire in rotazioni con cereali, leguminose e ortaggi. Prove di coltivazione attuate recentemente in Pianura Padana mostrano la possibilità di effettuare fino a due raccolti, uno estivo e uno autunnale, dalla stessa pianta, con un ciclo colturale variabile tra 100 e 160 giorni dalla semina. Per la maturazione scalare della sua pannocchia, la raccolta è la fase più delicata di tutta la tecnica agronomica; infatti i semi maturi si distaccano facilmente dal panicolo provocando perdite di una certa consistenza, soprattutto se si procede con la raccolta meccanica, anche se piccole differenze sono state osservate secondo la varietà utilizzata. E’ una coltura molta rustica, non molto idroesigente, facilmente coltivabile con le attrezzature meccaniche utilizzabili per il frumento. E’ una coltura davvero interessante per l’orto di casa, pianta molto semplice da coltivare, si adatta a tutti i tipi di terreni ed ha pochi nemici naturali ed avversità. I suoi semi sono molto vitali, restano attivi anche 10 anni nel suolo, una pianta ne può produrne anche un milione, per questo può trasformarsi in erba infestante, è quindi necessario prestare attenzione nelle successioni colturali, assicurando alla coltura che le succede tutte le precauzioni che consentono di eliminare il seme di Amaranto residuo. Predilige terreni di medio impasto, ricchi di sostanza organica, infatti si trova spesso a infestare le aiuole dove era presente. La semina si effettua da metà aprile. La preparazione del terreno consiste in una vangatura profonda e una concimazione organica. Il seme si pone a poco meno di 1 cm di profondità, generalmente si seminano 2-3 semi di amaranto insieme; le piante devono essere poi diradate, considerando distanze tra esse di 15-20 cm, se si vuole consumare la foglia, aumentando la distanza invece se si vogliono coltivare piante da granella. L’irrigazione è necessaria solo in periodi molto secchi perchè si tratta di una pianta resistente alla siccità, un’irrigazione settimanale può bastare a garantire una corretta crescita anche nei periodi caldi. E’ sufficiente la concimazione all’impianto, nella misura di circa 3-4 kg di letame o di compost al metro quadro. Non bisogna effettuare alte concimazioni, soprattutto con prodotti a base di azoto, perché questa pianta, come gli spinaci, può accumulare nitrati nelle foglie, che risultano poi leggermente tossiche al consumo. L’ Amaranto da foglia si raccoglie quando la pianta è giovane e tenera, si possono asportare le foglie o raccogliere l’intera pianta. Le foglie si consumano cotte. I semi maturano tra agosto e ottobre, si raccolgono quando risultano sufficientemente compatti e semplici da separare tra le dita. Si impiegano come i cereali (in farina, per fare il pane, in zuppe e minestre, possono anche essere soffiati). 


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