Tradizioni Nostrane: Il Museo dell’intreccio Mediterraneo

Tradizioni Nostrane: Il Museo dell’intreccio Mediterraneo

2 Agosto 2019 Off Di Carlotta Piras

L’intreccio della città di Castelsardo si configura come sapere antico non scritto, ma ancora oggi documentato e tramandato dagli abitati del borgo medievale alle nuove generazioni. Nelle vie della città è possibile incontrare le cestinaie, figure storiche e moderne che, nell’uscio di casa, intrecciano la palma nana, il fieno marino e la rafia. I loro manufatti, esposti ai turisti ed ai passanti, riprendono le tecniche, le forme ed i decori dell’antica tradizione ad intreccio di Castelsardo, ma richiamano anche i gusti personali ed il talento innovativo dell’artigiano contemporaneo del luogo.

In Sardegna, la diversa distribuzione della fibra di trama sull’ordito, determina la distinzione di due diverse tecniche compositive: le strutture a spirale e le strutture ad incrocio; a queste si aggiungono gli intrecci usati per tetti e stuoie, per occasioni cerimoniali sacre (come la palma in occasione della Pasqua), per la seduta delle sedie caratteristica della cucina sarda, per le attività lavorative quotidiane legate al settore di interesse, come le nasse per la pesca ed i cesti per il pane.

Il museo ha sede a Castelsardo in una suggestiva fortezza militare del XII secolo, eretta dalla famiglia Doria, quale caposaldo strategico del sistema difensivo genovese nell’isola.

La raccolta museale, dedicata ai prodotti artigianali realizzati intrecciando fibre vegetali provenienti dall’intera area mediterranea, si configura come un vero e proprio centro di documentazione.

Il percorso si articola su nove ambienti distribuiti su due piani. Al piano inferiore sono ubicate le sale dedicate prevalentemente alle tecniche di lavorazione, mentre al piano superiore si trovano le sale dedicate agli ambiti d’uso.

Nel museo sono esposti principalmente splendidi pezzi della cestineria di Castelsardo, quali corbule, canestri, crivelli e setacci.

Particolare spazio è riservato anche ai manufatti realizzati intrecciando fibre vegetali provenienti dalla stessa Sardegna, ed utilizzati per gli usi della vita quotidiana, la conservazione dei prodotti agricoli, il piccolo allevamento, la pesca e il commercio, fino all’ambito magico-religioso, con oggetti e suppellettili di particolare interesse.

Il museo è unico nel suo genere per la vastità dell’esposizione, per la particolarità del percorso museale che si svolge all’interno della fortezza e per la splendida veduta panoramica che si gode dagli spalti.

Pezzo forte della collezione è “su Fassoi“, imbarcazione realizzata intrecciando giunchi lacustri con fieno palustre e chiodi di canne, utilizzata dai pescatori degli stagni di Cabras e Santa Giusta, in provincia di Oristano.

Da 40 anni, Santa Giusta organizza un evento di grande richiamo sia per la sua valenza culturale, sia per l’importanza rivestita dall’antica imbarcazione. Oggi “su Fassoi”, un tempo insostituibile strumento di lavoro dei pescatori locali, ritorna a vivere grazie alla regata storica organizzata dal Comune in collaborazione con la Pro Loco, l’Alea e altri enti istituzionali e privati.

 

 

INFO

Il museo si trova in Via Marconi; è aperto tutto l’anno con orario continuato tutti i giorni della settimana.

L’ingresso prevede il pagamento di un ticket.

 

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