Tra le bellezze di Desulo

Tra le bellezze di Desulo

25 Ottobre 2019 Off Di Carlotta Piras

Fiera e ruzza, in mesu a sos castanzos

seculares, ses posta, o bidda mia;

attaccada a sos usos de una ‘ia, generosa, ospitale a sos istranzos.

Sos fizos tuos, pienos d’energia,

chircan in donzi parte sos balanzos

cun cuddos cadditteddos fortes, lanzos, carrigos de diversa mercanzia.

Gai passende vida trista e lanza

giran s’isula nostra ventureris;

e cand’intran in calchi bidd’istranza

tott’isclaman: Accò sos castanzeris!

E issos umiles naran: Eh… castanza!

E chie comporat truddas e tazzeris?

 

Antioco Casula 


 

Desulo, il cui nome probabilmente significa ‘esule’ (ad indicare un gruppo di cristiani cacciati dalla Calmedia, l'odierna Bosa), è situato in una zona completamente montuosa, ed è inserito nel cuore del Gennargentu. Vi si alternano boschi e pascoli e le coltivazioni sono scarse, mentre sono numerose le sorgenti dalle quali hanno origine alcuni corsi d’acqua dell’Isola. Gli spazi soleggiati protetti dalle alte montagne, assicurarono un rifugio ai popoli antichi, che si stabilirono in questo territorio fin dal Neolitico. I ritrovamenti di ossidiana e ceramica sono testimonianza delle civiltà che abitarono nelle grotte e costruirono le Domus de Janas. Nel territorio sono presenti tracce di numerosi nuraghi, uno dei quali, il nuraghe Bruncu Nurage, è tra i più alti della Sardegna, situato a 1300 metri dal livello del mare. L’attuale abitato è di origine incerta, ma probabilmente si è formato nel periodo medioevale dalla fusioni di tre gruppi di abitazioni che oggi corrispondono agli attuali tre rioni del paese. Era incluso nel giudicato di Arborea; infatti i giudici ricorrevano spesso agli abitanti di Desulo, in quanto gli uomini dediti alla pastorizia erano montanari rudi e forti. Non si hanno fonti certe sulle vicende della comunità; ma si presume che essa si sia sviluppata secondo i ritmi tradizionali della pastorizia transumante ed i conflitti con le popolazioni dei paesi vicini. Nel periodo invernale i ritmi della transumanza venivano interrotti dal rigore del clima, e ciò contribuiva a rendere isolato il villaggio. I pastori trovavano riparo negli antichi ovili chiamati Cuile is Mariagos. A Desulo se ne conserva uno, poco raffinato ma di grandi dimensioni; tutti gli altri non versano in ottimo stato, ma sono tutt’ora utilizzati.

Il paese conserva l’antico assetto nella disposizione delle case lungo le strade ripide, e rivela l’antica distribuzione della popolazione nei tre centri dai quali è derivato. Si conserva poco delle case tradizionali a più piani la cui facciata era ingentilita dal balcone in legno, il quale in primavera si presentava infiorato. Desulo conserva due chiese dedicate a Sant’Antonio; la prima, risalente al XVI secolo, fu abbandonata a causa del suo decadimento, ed i fedeli si trasferirono in una nuova chiesa inaugurata nel 1980. La chiesa di San Sebastiano venne realizzata nel 1700, ma fu rimaneggiata diverse volte, soprattutto nella prima metà del 1900; infatti rimane ben poco dell’impianto originale. La chiesa di Santa Croce fu costruita durante il XVII secolo per volere di una delle confraternite desulesi. L’elemento fondamentale del tempio è i legno. La chiesa della Madonna del Carmelo venne edificata nel 1858, non lontano dall’area nella quale sorgeva un più antica struttura religiosa. Infine, la chiesa della Madonna della Neve che si trova fuori dal paese e fu edificata nel 1920 per esaudire un voto fatto alla Madonna da parte di alcuni sopravvissuti ad una notte di tormenta. Il 31 dicembre del 1913, cinque commercianti ambulanti si misero in cammino verso casa per trascorrere l’ultima notte dell’anno con la propria famiglia, nonostante la tormenta di neve ed i consigli ricevuti da chi aveva più esperienza di loro. Gli uomini furono costretti a bloccarsi e persero di vista il punto più alto del percorso; solo due di loro si salvarono. Un'antica istituzione religiosa che si tramanda dal passato sono le Compagnie delle Prioresse.

Queste svolgono un ruolo importante in diversi momenti lieti o tristi della vita; si occupano di organizzare le feste religiose, di curare il decoro delle chiese, di assistere i malati e i bisognosi, di recitare le preghiere nell'accompagnamento dei defunti. Le Prioresse partecipano alle processioni o ai funerali indossando l'abito tradizionale desulese, e recando in mano stendardi e candele. La loro presenza conferisce un senso di solennità e di sentita partecipazione di fede. Come già accennato, Desulo è un o dei paesi barbaricini più isolati e meno esposti al contatto con il mondo esterno. In questo luogo le donne hanno mantenuto il loro singolare costume in orbace scarlatto, ornato di azzurro e giallo, indossato sin da piccole. È caratteristica la cuffietta, negli stessi colori e nello stesso tessuto del vestito. Sopra la cuffia le donne, se sposate indossano d’inverno un cappuccio di orbace rosso, se vedove lo indossano nero e d’estate un velo di seta. Splendido anche il costume maschile, con il corpetto rosso e l’alto cinturone di cuoio lavorato, con tasca centrale.

A Desulo si può ammirare il fascino della natura e la ricchezza delle tradizioni secolari. I boschi che circondano il paese creano scenografie e colori che si trasformano ad ogni stagione. Occasione per visitarla è Autunno in Barbagia, nelle date 1, 2 e 3 novembre 2019. In contemporanea, il 2 novembre, si chiude la manifestazione annuale di ‘La Montagna Produce’ (dal 31 ottobre al 2 novembre). La manifestazione è una tappa importante in quanto è una vetrina significativa per l’esposizione e la valorizzazione dei prodotti della montagna. Nella stessa vengono rappresentati il paesaggio con le caratteristiche autunnali ed esposti i prodotti della montagna, come castagne, noci, nocciole, prosciutti, salsicce, funghi, pane tipico desulese, formaggi e dolci. Le castagne di Desulo sono famose in tutta l’Isola, arrosto e bollite; da non scordare il pregiato e ricercato miele di castagno. A testimonianza dell’importanza del castagno, a novembre 2018 si è svolto l’evento ‘Multifunzionalità e valorizzazione dei prodotti del castagno’, in collaborazione con l’Agenzia regionale Laore, il consorzio universitario di Nuoro ed il comune di Desulo. Questo evento è servito per conoscere meglio il castagno, le sue proprietà, i suoi prodotti e le potenzialità sul mercato. Oltre a trattare della sua valorizzazione, si è fatta una degustazione sensoriale. L’enorme fascino delle bellezze naturali, le eccellenti produzioni e la ricchezza delle tradizioni locali, ha favorito sin dal Novecento la crescita di una fiorente industria turistica.

Il museo etnografico di Desulo è situato in quella che era la casa di Antioco Casula, uno dei maggiori poeti lirici della Sardegna. La palazzina, ristrutturata, conserva i tratti tipici delle abitazioni desulesi. Il tema principale della mostra è rappresentato dagli strumenti funzionali al lavoro agricolo, alla pastorizia, all’artigianato, alla panificazione, alla tessitura ed alla lavorazione della cera. Il museo è situato in via Montanaru, 34.

 

 

 

Ph. Simone Littarru - L'antica parrocchia di Desulo

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