TONARA, un viaggio nella Barbagia nel paese del Torrone

TONARA, un viaggio nella Barbagia nel paese del Torrone

29 Settembre 2019 Off Di Carlotta Piras

“Siede nell’alto, tra il principio di due valli una inclinata verso l’austro, l’altra nella parte contraria, ma non nel mezzo, perché il suo più alto rione è di alcun poco distante dal vortice o linea divisoria delle acque ne primi gradi della discesa all’austro.
Questa valle australe è fiancheggiata a levante dalla montagna detta Ghenna de Floris, a ponente da vari colli, uno dé quali è detto propriamente Su Toni o Toniri…”
(Goffredo Casalis)

La lavorazione del Torrone - Illustrazione di Sabina Salussolia

La lavorazione del Torrone – Illustrazione di Sabina Salussolia

Situato nel cuore della Sardegna, nella zona definita come Barbagia di Belvì, Tonara è uno dei centri più elevati dell’Isola. L’aria salubre e frizzante dei paesi di montagna caratterizza questo piccolo paese, la cui altitudine varia dagli 850 ai 1050 metri.
Con i termini toni e toneri si indicano in sardo le affascinanti rupi calcaree che caratterizzano il paese, da cui probabilmente deriva il suo nome.
Tra queste straordinarie formazioni, a partire dal Neolitico, si stabilirono le antiche civiltà sarde; queste erano appartenenti alla cultura di San Michele di Ozieri (3200-2800 a.C.) e di Bonnanaro (1800-1600 a.C.), e si stanziarono in condizioni semiselvagge tra le montagne impervie. Un insediamento databile VII sec. a.C. risulta confermato dal ritrovamento di ceramiche e di frammenti di suppellettili (frecce, ossidiane, corna lavorate d’animali), rinvenuti in grotticelle funerarie nei territori del paese, all’apice della confluenza delle vallate del Rio Iscra e del Bau Codina. Sono importanti il sepolcro carsico di Pitzu’ e Toni e di Su Toni. Altri reperti, come affibbiagli in bronzo, lance e pugnali, furono rinvenuti in soprattutto nella zona di Monte Corte-Intr’errios.
Durante l’invasione romana, Tonara non esisteva nella sua forma attuale. Era formato da più comunità separate tra loro dislocate in diversi punti delle vallate.
Furono rinvenute in territorio tonarese alcune stoviglie, fibule e monete romane raffiguranti l’imperatore Teodosio; altre monete si presentavano con l’effige dell’imperatore Gordiano III, risalenti al periodo del tardo impero romano.
Nel periodo alto-medievale (anni 1000-1297) Tonara appartenne al Giudicato d’Arborea, come curatoria del Mandrolisai.
Continuano ad essere anni bui, dei quali poco o nulla si conosce circa gli avvenimenti e la storia del paese. Verso l’anno 1000 la maggior parte della popolazione viveva probabilmente dispersa nelle montagne, insediata in piccole agglomerazioni interdipendenti tra loro. Bisogna arrivare fino al secolo XIV, nel periodo della dominazione spagnola e aragonese (anni 1297-1718), per avere notizie più precise circa il paese barbaricino. Nell’anno 1341, infatti, il nome di Tonara apparve trascritto per la prima volta in un registro.
Gli avvenimenti che si possono documentare durante la dominazione spagnola a Tonara non sono numerosi. Dalla ricerca condotta, si è potuto riscontrare che nel periodo spagnolo è iniziata la costruzione della attuale parrocchia di San Gabriele.
Nel 1720, a seguito della guerra per il regno di Spagna contro le potenze europee, la Sardegna fu consegnata definitivamente all’Austria, la quale la cedette ai piemontesi di casa Savoia. La dominazione piemontese vanta di effetti positivi.

 

Tonara si presenta avvolto da torrenti e da boschi di leccio, querce, roverella, noci, noccioline e soprattutto castagno, pianta simbolo di queste alture, insieme all’agrifoglio.
L’aspetto naturalistico rappresenta una delle maggiori attrazioni del territorio. Le alte cime sono facilmente raggiungibili dai sentieri. Il territorio è un susseguirsi di foreste che presentano una flora e una fauna ricchissime.
Le antiche origini di Tonara sono rappresentate dai numerosi reperti archeologici distribuiti sul territorio. Numerose sono le domus de janas (tombe scavate nella roccia); tra le più importanti ricordiamo quelle chiamate forreddos de janas, a tre cellette in località Martì, a circa cinquecento metri dal paese. In località Su Nuratze è possibile ammirare i resti delle fondamenta di un nuraghe e di alcune capanne nuragiche ai piedi della rupe giurassica.
All’interno del centro storico si sviluppano vie strette e le caratteristiche case a due o tre piani con i balconi in legno sulla facciata, che spesso collegano le case poste sui lati opposti delle vie.
La ex Casa Porru, oggi museo, è un’abitazione signorile acquisita dal Comune, con pavimenti in terra battuta e in tavolato, composta da 44 vani tra cui, oltre agli ambienti di vita familiare, anche i ricoveri per gli animali e le stalle. I vari ambienti della casa sono stati arredati con gli oggetti di uso quotidiano e gli attrezzi che venivano utilizzati in passato.
Tonara è caratterizzata dalla presenza delle antiche e suggestive case pastorali all’interno del centro abitato, strette e sistemate a più piani nella tipologia a palatzu, o distribuite in lunghezza con i fondachi per gli animali e le provviste (i funnagos), seguendo il declivio e le pendenze delle montagne.
Nel centro storico è possibile visitare il campanile originario, risalente al 1607, della chiesa parrocchiale di San Gabriele.

Tonara è conosciuta a livello nazionale come la “capitale del torrone sardo”; infatti, il fiore all’occhiello della gastronomia di questo paese è proprio il torrone. Tra i dolci più diffusi e conosciuti in tutta la Sardegna, i suoi ingredienti principali sono mandorle, nocciole, noci, miele e uova.
Nel paese sono presenti numerosi laboratori artigianali e famiglie di privati che assicurano la produzione annua necessaria.
Il termine ‘torrone’ è d’origine latina e, comunque, nel mondo classico, si trovano diverse indicazioni su dolci fatti con miele e sesamo, preparazioni che già dettavano le basi del moderno torrone. Le denominazioni del dolce, seppur con gli stessi ingredienti, assumevano nomi diversi.
L’origine del torrone in Barbagia è da collocarsi intorno alla seconda metà dell’ 800, periodo in cui si hanno le prime segnalazioni sulla produzione del torrone tonarese, che oggi rappresenta una specialità tipica della nostra isola, affermata in tutte le sagre ed eventi isolani e che, progressivamente, si fa largo nella grande distribuzione regionale e nazionale.
Mentre oggi il torrone viene realizzato prevalentemente con mezzi industriali, un tempo veniva lavorato artigianalmente da mani sapienti nel periodo tra marzo e settembre: si faceva scaldare il miele in un recipiente di rame, chiamato su cheddargiu, su un fornello di mattoni, chiamato sa forredda, alimentato da legna di agrifoglio, in modo da garantirne una combustione molto lenta e priva di fumo. Il miele, con l’aggiunta degli albumi montati, veniva cotto per circa 4 ore, e al termine si amalgamavano le mandorle sbucciate e tostate: il composto veniva inserito in appositi contenitori di legno foderati con carta oleata e ostie; il torrone veniva raffreddato ed in seguito tagliato e consumato.
In occasione della ‘sagra del torrone’, che si svolge annualmente il lunedì dell’Angelo, è possibile ammirare l’antica tecnica di preparazione e degustare il prelibatissimo dolce.

Tonara basa la sua economia anche sulla produzione artigianale dei tappeti, dei campanacci per il bestiame, della produzione del legname, del legno intagliato e delle cassapanche tipiche.

Tra le manifestazioni religiose più suggestive ricordiamo S’Incontru della Pasqua, dove viene riproposto l’incontro della Madonna con il figlio risorto, con l’utilizzo dei vestiari tipici.
Di particolare interesse il confezionamento del vestiario tradizionale, soprattutto di quello femminile, arricchito ed addolcito da pregevoli ricami floreali a mano e dalla plissettatura fine della lana d’orbace rosso porpora.
Tra gli appuntamenti più importanti troviamo la già citata Sagra del Torrone di Tonara: esperti dell’arte del torrone preparano, secondo la tradizione, questa specialità per tutti i visitatori che potranno gustare il dolce ancora caldo.
In occasione della sagra si svolge la competizione “Il campanaccio d’oro”: gli artigiani di Tonara si sfidano nella realizzazione dei campanacci per il bestiame.
Il 2 e 3 agosto si festeggia San Gabriele, patrono del paese. Sempre durante questo mese, si svolge la “Corsa dei quattro rioni”, una gara podistica tra le strette vie del paese.
Durante il periodo autunnale viene organizzata l’importante manifestazione “Cortes Apertas”, una rassegna di arti, mestieri, prodotti tipici dell’artigianato e della cucina che coinvolge a turno, durante i fine settimana autunnali, i paesi della Barbagia e del Mandrolisai.
Tonara, inoltre, è punto di partenza per le escursioni verso le alte cime del massiccio del Gennargentu, a cui appartiene la montagna sarda più elevata che ospita strutture ricettive, alcuni impianti sciistici di risalita e sciovie per i divertimenti invernali.

 

 

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