Il valore e il prestigio di pecore e formaggi

Il valore e il prestigio di pecore e formaggi

3 Agosto 2019 Off Di Alessandro Frau

La Sardegna ha conosciuto tempi sicuramente più felici, lontana dalle dinamiche del dio denaro. Tuttavia oggi, è proprio con i soldi che si determina buona parte del nostro benessere, sarebbe falso affermare il contrario. Per questo motivo dovremmo riflettere su quelli che sono i settori che possono dare sviluppo alla nostra economia. La nostra isola, nei decenni scorsi, in cambio di pochi spiccioli, rispetto alle operazioni industriali che abbiamo subito, ha vissuto un effimero seppur concreto periodo di “falso benessere” grazie all’importazione di una industria certamente non autoctona. Il tessile e il petrolchimico hanno dato posti di lavoro ma allo stesso tempo allontanato i sardi dalle loro secolari attività produttive. Un’ industria spietata, che troppe volte ha devastato l’ambiente e altre economie locali, quella stessa Sardegna abbagliata dal miraggio del benessere a lungo termine, poco consapevole delle proprie potenzialità, incapace di valorizzarle in passato, pochissimo nel presente. I sardi, noti come “POCOS, LOCOS Y MALUNIDOS” imitando erroneamente altre comunità, abbindolata dal boom economico e consumistico del secondo dopoguerra hanno consegnato intere distese di terra a ricchi industriali con progetti sicuramente poco lungimiranti rispetto alle economie che ci appartengono. Pocos, è oggettivo – siamo meno di 1500000 di abitanti – Locos perché scarsamente preparati a valorizzare le proprie risorse. Malunidos perché geneticamente e antropologicamente poco avvezzi a unirsi per portare avanti delle attività in cui necessariamente (che ci piaccia o no) l’unione fa la forza. Basterebbe guardarsi intorno con la sensibilità necessaria per rendersi conto che viviamo in un’isola naturalisticamente fortunata, banalmente ma seriamente baciata dal sole. Quello stesso sole che nei nostri territori conferisce ai prodotti un valore nettamente superiore a quelli di altre aree mediterranee e la nostra è una fortuna, un’opportunità, non certo un nostro merito, la nostra posizione nel mediterraneo, rispetto all’equatore e un punto di forza sottovalutato. Salvo eccezionali fenomeni atmosferici, i nostri territori possono godere di un clima favorevole all’agricoltura, all’allevamento e al turismo. I nostri terreni fertili e poco contaminati ci possono garantire pascoli e raccolti di grande qualità e biodiversità in modo naturale, in altre realtà per ottenere risultati migliori si interviene sulle produzioni con metodi artificiali. I nostri frutti, i prodotti dell’orto, gli erbai, sono tutti elementi di qualità che, se avessimo capacità di valorizzare, potrebbero diventare le fondamenta di economie di sviluppo per la Sardegna, naturalmente ci sono altri aspetti che andrebbero migliorati per facilitare il nostro sviluppo: Questione fiscale e competenze degli amministratori su tutto. In questo articolo vorrei soffermarmi sui pascoli. I pascoli sono l’elemento che determina il valore aggiunto a quell’unica industria che fonda le sue radici nel nostro territorio, ci permette di produrre latte, carni e formaggi dalle pecore, tutti di ottima qualità come dicono i “continentali” noi siamo famosi per le pecore e per il formaggio. Proprio sul formaggio, che è un cibo eccezionale e che io conosco bene, vorrei portare l’attenzione nei prossimi capoversi. Ho vissuto i primi quindici anni della mia vita a Siliqua, un territorio in cui la pastorizia può mostrare tutta la sua potenzialità, tuttavia, tranne poche eccezioni per i siliquesi non è mai stato un settore affascinante e meritevole delle dovute attenzioni. Qualche “straniero” invece si è dedicato.

 

Oggi ho quarant’ anni e tante esperienze e conoscenze lontane dal mio paese d’origine e se osservo quelle persone che con dedizione, fatica e impegno hanno portato avanti attività legate al settore agro pastorale, vedo numerose realtà floride ed economicamente felici, quelle stesse persone hanno dei figli, hanno studiato all’Università, hanno delle famiglie si sono potute evolvere nel mio territorio. Non posso dire lo stesso di troppe altre persone che hanno inseguito strade apparentemente più sicure, ma non ne faccio una colpa, per carità… sono figlio di un operaio che grazie al suo sudato stipendio in un’ industria anch’essa ormai dismessa, ha potuto far studiare e crescere dignitosamente quattro figli. Tuttavia se salto la generazione dei miei genitori e osservo bene, vedo condizioni lavorative precarie ed economicamente instabili e tanta emigrazione. Tornando alla questione del valore e del prestigio che la pastorizia rappresenta nel mio territorio non posso fare a meno di citare un’eccellenza delle aziende di produzione artigianali di formaggio. È un caseificio a conduzione familiare che partecipa spesso alle competizioni internazionali del settore vincendo premi e riconoscimenti motivo di orgoglio per tutto il territorio. Un territorio che si sviluppa dall’Iglesiente al Cagliaritano, lungo il fiume Cixerri, nella sua valle, tra pascoli rigogliosi, da secoli scelta dagli “esperti” dell’allevamento ovino in Sardegna. Mi piace definire geograficamente la “piana del Cixerri” simile alla Pianura Padana, certo, con le dovute proporzioni. Il Po e il Cixerri, la foce del primo sull’adriatico, del secondo sulla laguna di Santa Gilla. Le sponde dei due fiumi consegnano alle terre circostanti fertilità. La Padana da sempre valorizzata per creare lavoro, sviluppo e ricchezza, l’altra meno sfruttata da chi l’ha abitata per secoli ma guadagnata da chi ha saputo creare valore con le pecore, le loro carni, i formaggi. Il pecorino sardo, il Fiore sardo, sono due prodotti sardi a marchio DOP tra i più apprezzati. In questo contesto naturale ricco ed eterogeneo per flora e fauna sorge l’azienda Monte Accas del mio caro amico Carlo Frau e della sua famiglia, originario di Ovodda ma nel nostro territorio da generazioni. Grandi lavoratori, guerrieri di fronte alla vita ma soprattutto grandi esperti del mestiere e appassionati del buon mangiare, ottimi prodotti di latte di pecora e capra sono i destinatari dei loro premi e riconoscimenti. Nella sua azienda troverete panorami spettacolari, processi di produzione tecnologicamente avanzati e moderni, dove l’igiene è la cura del latte sono al primo posto, dove la tradizione trova la sua massima espressione. Verrete conquistati dai sapori autentici e sani: della ricotta a su casu agedu ovino e caprino, i pecorini e i caprini a pasta semicotta e verrete rapiti dai sapori del re dei formaggi sardi, sua maestà il Fiore Sardo. Da grande appassionato posso confermare che il suo è tra i più buoni che io abbia assaggiato. Consiglio di fare visita alla sua azienda, si trova tra Siliqua e Uta e domina sul lago della diga del Cixerri, è anche geo referenziata su Google Maps.Una location che mostra tutta la bellezza del nostro territorio nella valle che a sud guarda la catena montuosa di Arcosu e a nord verso il Campidano e il medio Campidano.

 

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