Il Museo delle Conce di Bosa

Il Museo delle Conce di Bosa

27 Luglio 2019 Off Di Carlotta Piras

TESTIMONIANZE DI ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE

L’attività conciaria di Bosa risale ai tempi dei Romani ed ebbe una riscoperta nel 1600, ma raggiunse l’apice solo nel 1800. La cittadina di Bosa è stata la capitale delle concerie in Sardegna ed in Italia, dalla fine dell’Ottocento e per tutta la metà del Novecento.

Il Museo delle Conce risulta essere unico nel suo genere, e rappresenta un luogo di straordinaria importanza per scoprire i segreti della lavorazione delle pelli. Esso è situato a ridosso del fiume Temo ed è nato con l’intendo di far conoscere l’antico ed affascinante lavoro del conciatore, protrattosi nella cittadina fino al 1962, anno della chiusura dell’ultima conceria.

Il museo è ospitato da una conceria risalente al 1700, abilmente restaurata, nella quale sono state riportate alla luce, al piano terra, le originarie vasche in muratura, con la classica struttura in pendenza per consentire lo scolo e la loro pulizia per evitare la fermentazione e l’accumulo del fango. È all’interno di queste vasche che avveniva la prima fase di lavorazione delle pelli.

Al piano superiore vi è una fedele riproduzione dell’aspetto originario delle conce e degli attrezzi che si utilizzavano per la lavorazione e la rifinitura, nonché un’importante esposizione di antiche fotografie.

La visita guidata permette di ritornare indietro nel tempo e rivivere la complicata situazione lavorativa degli operai, che lavoravano in ambienti dannosi ed insalubri.

Negli anni ’20 del ‘900, la modernizzazione dei sistemi di produzione e dei macchinari permise di aumentare la produzione diminuendo notevolmente i tempi di lavorazione; ciò permise anche l’esportazione i prodotti lavorati in Italia e nei mercati esteri (principalmente Francia).

Le pelli utilizzate erano principalmente bovine ed i prodotti finiti erano di ottima qualità, tanto da ottenere importanti riconoscimenti nazionali.

Le antiche costruzioni rappresentano un bellissimo esempio di architettura proto-industriale, ancora oggi ammirabili. Essi sono lontani dal centro abitato per via dei cattivi odori prodotti dalle pelli durante la lavorazione. Si tratta di una schiera di piccole case realizzate con pietre locali, fango e calce, affiancate le une alle altre, le quali richiamano la struttura delle tipiche abitazione bosane.

Nell’800 fecero un ottimo lavoro di restauro; frutto di ciò sono le facciate che si presentano con gli ingressi in trachite e grandi finestre, indispensabili per consentire l’aerazione delle pelli.

Il fascino delle concerie addossate sulla sponda sinistra del Temo con la loro intramontabile attrazione decadente dal glorioso passato, sono uno degli elementi più caratteristici e spettacolari di Bosa.

Un decreto del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali del 17 ottobre 1989, le ha dichiarate Monumento Nazionale.

Grazie al museo, ogni conceria rivive la sua storia, la rinnova, la ritrova e la conserva.

INFO

Il museo si trova in Via Sas Conzas; è aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 10.00 alle ore 13.00; mentre il sabato e la domenica è aperto anche il pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 17.00.

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