IL BREVETTO INNOVATIVO SASSARESE

IL BREVETTO INNOVATIVO SASSARESE

26 Settembre 2019 Off Di Andrea Doro

Si chiama Costanzo Salis, ha sviluppato una grandissima innovazione nel settore della lana sarda.

Parliamo di un brevetto made in Sassari che dona dignità a tutto il territorio e porta una grande ventata di ottimismo e freschezza.

Il mercato della lana è molto complesso e negli ultimi anni le cose, non sono certo migliorate.

All’inizio dell’estate 2018, il prezzo all’allevatore per il prodotto grezzo è partito da una base iniziale di circa 65 centesimi al chilo, per raggiungere – dicono gli addetti ai lavori – punte di 70-75 in rari momenti e quindi calare a 60 centesimi a fine stagione.

Quando parliamo di lana dobbiamo citare tutto quello che ruota attorno a questo Business. Un business sardo per eccellenza.

L’orbace ad esempio è il principale tessuto ricavato dalla lana. Si presenta grossolano, ruvido e pungente, e caratteristiche fondamentali per la costruzione di costumi sardi maschili come “sas ragas”, “sa berritta” e “su gabbanu”.

E’ doveroso ricordare la principale caratteristica delle pecore sarde. Infatti, contrariamente alle altre pecore, presenti nelle altre regioni d’Italia, quella sarda si distingue per essere destinata alla produzione di latte. Questo fa conseguire che la loro lana infatti, è di scarsa qualità da un punto di vista tessile, in quanto è ricca di giarra, la parte più ispida del vello.

 

Insomma, con una premessa abbastanza dura come questa, la domanda che sorse spontanea è: Esiste un futuro sostenibile per la lana sarda?

E qui entra in gioco Costanzo Salis, l’artigiano sassarese che dal suo laboratorio a Caniga ha brevettato un sistema naturale di isolanti a cappotto per esterni e interni dei fabbricati di lana naturale

Salis rappresenta oggi l’uomo chiave per il rilancio di questa materia e la sua grande forza di volontà gli ha permesso di avere un brevetto dedicato al suo sistema.

Grande soddisfazione è stata espressa anche da Luigi Sanna, funzionario di Confartigianato provinciale Sassari: «Siamo davvero orgogliosi – ha detto – che un nostro associato abbia ottenuto un riconoscimento di questo genere. È un passo importante per le potenzialità legate alla green economy su tutta la filiera dell’edilizia, che può avere una ricaduta positiva anche sul mondo delle campagne e su tutto il territorio. Può risultare vincente la combinazione tra calce tradizionale, lana e canapa sativa».

La lana sarda sembra vedere la luce in fondo al tunnel.

 

 

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