Lettere in redazione

Lettere in redazione

29 Giugno 2019 Off Di sardegnasocieta

Ciao a tutta la Redazione di Sardegna Società. Vi ringrazio per la possibilità che mi state offrendo di potermi raccontare e trasmettere un messaggio a tutti i lettori.

Mi chiamo Daniela e sono originaria di un paese in provincia di Cagliari. Sono una mamma.
Una mamma a 360  gradi che vive respira e ama suo figlio con tutta se stessa.
Il mio ragazzo ha 13 anni, tutto va bene fino quando sono iniziati i problemi causati dai suoi coetanei che fin dalle scuole elementari hanno iniziato a deriderlo, ad offendere e talune volte anche a colpirlo con pugni o calci.
Il mio bambino iniziava così a cambiare e sentirsi in difetto nei confronti degli altri, iniziando a chiudersi in sé stesso.
Con l’ingresso alle scuole medie nulla è cambiato e anzi l’isolamento che ha intorno rimbomba ferendolo sempre più.
A nulla è servito il confronto con le mamma di questi “ragazzi” che come giustificazione dicono “è solo vivace mio figlio”. I cosiddetti muri di gomma con il quale scontrarsi si traduce in un continuo rimbalzo.
La scuola è assente e i pochi insegnanti attenti non hanno mezzi.
Il bullo viene visto come uno forte, un esempio da copiare,  un modello  per altri e seguirlo diventa quasi un esigenza per non essere esclusi.
Ma vedere tuo figlio che si sveglia durante la notte perché ha paura nonostante la luce sia accesa e che fino ai 12 anni dorme con te e ricerca la tua mano per dormire fa male e ti spezza il cuore.
Scrivo questa lettera per sensibilizzare i genitori affinché guardino oltre il loro amore e i comportamenti che i figli possano avere in casa. Dovrebbero sensibilizzare , educare al rispetto perché tutti questi giovani bulli sono gli uomini di domani.
E quello che ora stanno facendo con tanta semplicità, lasciano dei segni talvolta  indelebili nella vita  di chi subisce.
Il bullismo è una parola che sentiamo continuamente, ma finché non lo subiamo non capiamo la sua gravità e la devastazione che può portare.
Mio figlio non esce di casa se non con me, non lo vedete  in piazzetta, passeggiare o giocare a calcio con altri ragazzi. La maggior parte del suo tempo lo trascorre a casa solo come se il mondo dovesse rimanere fuori dalla sua stanza.

Riuscirò a fargli capire che non sono tutte così le persone?
Riuscirò a fargli vedere i colori dell’arcobaleno che questa vita ci riserva?
Si, insieme ci riusciremo. Il percorso è lungo, doloroso ma lotteremo per arginare ogni paura con amore perché io lo supportero’ sempre e arriveremo in cima a questa grande montagna e lui potrà gridare:”MONDO CI SONO ANCHE IO”.

Daniela

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