Caro direttore: Non voglio lasciare la mia terra …

Caro direttore: Non voglio lasciare la mia terra …

28 Settembre 2019 Off Di sardegnasocieta

Caro direttore

Nei miei pochi anni di “occupato” ho sempre svolto attività lavorative saltuarie che non andavano oltre i 3/6 mesi, e non sono mai stato licenziato per richiami, assenze, inaffidabilità, inefficienza. Ma perché non c’era possibilità di rinnovo, o perchè la sostituzione era finita, o perchè l’appalto era stato perso o addirittura perché pur essendo un ottimo operaio o commesso le feste comandate erano finite e quindi non c’era più bisogno di me.

Non voglio lasciare la mia città, il mio Paese e trasferirmi altrove come molti giovani della mia età, vorrei mantenere le mie radici e facendo capire che il grido d’aiuto non arriva solo in forma silenziosa, dove tutti si lamentano della mancanza di lavoro ma nessuno fa nulla, poichè siamo nel periodo di crisi e poichè l’indice di disoccupazione è alto. Per far andare avanti l’Italia o le città che ne fanno parte credo sia giusto non solo da parte nostra investire o effettuare una ricerca dissennata di lavoro, credo che il lancio dovrebbe venire dallo Stato.

Forse chiedo troppo ma io voglio e devo lavorare. IL LAVORO NOBILITA L’UOMO e non è solo un DOVERE ma è soprattutto un DIRITTO!

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Ecco questo è il primo Articolo enuncia proprio questo, io credo che per dare speranza a me e ad altri come me; bisognerebbe partire da qui.

Concludo questa lettera citando un giovane rapper italiano, Fedez: “Adolescenti che non cercano lavoro, voi parlate spesso dei giovani e troppo poco con loro. Quando chiedono impartiscono,pretendono e proibiscono, in questo mondo malato il sogno è diventato un sintomo.”

 

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