Buon inizio anno scolastico 2019/2020

Buon inizio anno scolastico 2019/2020

14 Settembre 2019 Off Di sardegnasocieta

Buonasera a tutta la Redazione di Sardegna Societa’
Mi chiamo Maria Serena, ho 53 anni, sono mamma di due ragazzi rispettivamente di 16 e 21 anni e moglie di Giacomo, da 23 anni.
Sono laureata in lettere ed esercito con passione la professione di insegnante da 21 anni. Ho iniziato prima nella scuola primaria e poi alle medie. Il mio lavoro è diventato presto una missione, una grande gioia nei tanti periodi duri della mia vita personale. Mi piace stare con i giovani e con le colleghe. Adoro il mio lavoro e lo svolgo sempre con il sorriso, cercando di restare al passo con i tempi e aggiornandomi spesso e volentieri. Sono consapevole che non esistono degli ingredienti speciali per far bene il proprio lavoro, sicuramente poche regole per garantirsi la ricetta giusta per insegnare a leggere, a scrivere e a contare, ad approcciarsi alle materie umanistiche con disinvoltura, piacere e concetto. Mi piace insegnare la storia e ho sempre trasmesso questa passione ai miei alunni. Le difficoltà le sto incontrando negli ultimi anni, come risultato delle incoscienti scelte fatte dai governi. Le altre difficoltà vengono dalle famiglie spesso troppo indifferenti in rapporto all’istruzione e a seguire i propri figli nell’esperienza scolastica. Ho riscontrato qualche problema nel gestire ormai da sola data Bes e diversamente abili ma per il il resto il mio lavoro resta una parte importante della mia vita e mi sento di avere ancora tantissimo da offrire.

L’estate si volge quasi alla fine e fra poco si riprende con il solito tram tram quotidiano che vede coinvolta la scuola come organo istituzionale responsabile nell’insegnamento e gli alunni, veri protagonisti in questa impresa.
Ho cercato di non rivolgermi ai miei figli, con le stesse frasi che mio padre, mi volgeva alla loro età: ” Studia se vuoi diventare qualcuna nella vita”. Lo studio non può rappresentare solo un dovere, perché se ci si senti obbligati per ottenere ottimi risultati, prendere un diploma o una laurea per poi trovare un buon lavoro, si perde l’essenza stessa di quel qualcosa che in verità deve rappresentare un piacere e un occasione. Quando siamo obbligati a fare qualcosa, senza avere un interesse concreto alla base o una passione, quel qualcosa viene eseguito controvoglia e , il più delle volte, non si arriva alla meta oppure non si raggiunge un risultato auspicato. E’ anche vero che raramente sentiamo un bambino o una adolescente affermare ” wow, che bello studiare” e anzi la maggior parte delle volte è più “usuale”sentirli lamentarsi di non voler studiare, di non voler fare i compiti perché è più stimolante andare in giro con gli amici, oppure giocare con la playstation. Noi adulti, da un certo punto di vista, nel capirli tendiamo ad assecondarli(perché ci siamo passati prima di loro, anche nelle lamentele ) ma allo stesso tempo siamo consapevoli che in fondo potendo tornare indietro avremmo studiato, impegnandoci molto di più.

Per i giovani, di qualsiasi generazione, il futuro è sempre un concetto inesistente perché ci si focalizza sul tempo presente e quindi incentivare un ragazzo o una ragazza ad imparare qualcosa che di fatto gli potrà tornare utile dopo 10 anni, apparentemente non è un programma facile. La realtà è che bisogna capire il metodo, trasmettere questo cercando di soffermarsi sugli aspetti importanti e di quanto ciò che si apprende gli o le, serve oggi per capire il presente e per sapersi anche gestire in tutto quel che accade intorno a sé. Se spingiamo i nostri bambini, i nostri ragazzi a studiare solo ed esclusivamente ai fini di una prossima carriera lavorativa, non possiamo stupirci se poi alla lunga, la maggior parte decide (seppur inconsapevolmente) di non studiare. Ogni tanto mio figlio più grande, al secondo anno di Medicina, mi guarda e mi dice: ” Mamma, ogni tanto penso chi me lo faccia fare a farmi il mazzo se poi in giro è strapieno di persone che si fanno strada, gestiscono attività, guadagnano soldi senza aver conseguito alcun titolo di studio?”.

Ogni volta lo guardo dopo averlo ascoltato e gli rispondo: “Ti ricordi la tua insegnate di matematica in seconda liceo? Ti ricordi che fino alle medie, odiavi questa materia? Ti sei appassionato perché la professoressa xxxx è stata brava nel rapire la tua attenzione, incuriosirti attraverso l’amore e la passione che lei aveva verso la matematica. Lei ha trovato la chiave giusta per schiudere il suo cuore logico agli studenti coinvolgendoli e coinvolgendoti nelle sue lezioni e facendo in modo che ciò che vi spiegava avesse in realtà a che fare con il presente, con l’oggi nonostante la matematica sia una materia fra quelle che i giovani(anche io alla tua età),percepiscono lontana dal proprio mondo, ma anche poco utile in vista del futuro”.
La storia, la letteratura, l’arte, il latino e tutte le discipline in generale sono importantissime per la crescita, per carpire come evolversi, come diventare individui più consapevoli e per avere anche una propria idea e prospettiva su ciò che viviamo e vediamo. La cultura è fondamentale. Purtroppo non si apprezza molto questo valore, inteso come consapevolezza, concezione però questa ha un ruolo fondamentale all’interno della nostra società e ci permette di fare delle scelte piuttosto che delle altre. Se ci soffermiamo a riflettere, uno dei motivi per i quali, le dittature sono contrarie alla cultura e all’informazione libera è perché ad un popolo che non conosce si può raccontare qualsiasi storia che si voglia e che conviene. Lo si può così manipolare, perché chi ignora, non conosce altre soluzioni a quella che sta ascoltando e alla quale sceglie di credere. Studiare si sposa bene con l’acquisire conoscenza e acquisire conoscenza si lega bene alla competenza, acconsentendo di sviluppare la capacità di saper pensare con la propria testa, di saper scegliere, di offrire una propria opinione, considerazione e contributo. Mi rivolgo a tutti i giovani con tutto il cuore, aprite la vostra volontà all’apprendimento e cercate di individuare le vostre passioni, perché questo e’ importante per realizzare sogni ed essere felici. Conoscenza è progresso. Siamo passati dall’essere uomini che vivevano nelle grotte, nel corso dei millenni, a uomini e donne che vivono nelle case riscaldate e con tante comodità. Lo studio, la ricerca ha permesso di schiudere tante scoperte sensazionali nel corso della storia e che hanno fatto storia. Conoscere è qualcosa di magico che non finisce mai con la fine della scuola perché il nostro intelletto è come una spugna e ha davvero bisogno di assorbire nuove informazioni per non assopirsi e restare sempre vigile.

 

Buon Inizio Anno Amatissimi Giovani.

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