Tra musica e curiosità

Tra musica e curiosità

30 Settembre 2019 Off Di Davide Martello

In linea di massima, è possibile definire la musica come stimolante di pura emozione. Cercando di rimanere il più neutrali possibile, è quantomeno innegabile che ogni musica susciti all’ascolto una o più emozioni, a volte contrastanti tra loro, a volte di piacere, altre di sconcerto, dove anche il disgusto rientra nella cerchia.

È al contempo innegabile che le emozioni suscitate non siano le stesse per ogni ascoltatore, così come non lo siano per ogni ascolto nel tempo: la musica infatti viene percepita, elaborata e assimilata differentemente da individuo a individuo, tra attimo e attimo assume per ciascuno significati differenti ed è sempre stata parte integrante della vita di ciascuno di noi. Possiamo affermare che la musica stessa sia emozione.

Oggi la musica circonda la nostra giornata e lo fa in ogni momento. Questo anche perché con il passare dei tempi l’accessibilità alla musica è migliorata, grazie poi alle nuove tecnologie, come l’uso diffuso del web come mezzo comune di comunicazione, è andata in crescendo. Tanto è cresciuta nella possibilità di ascolto, altrettanto lo è nella possibilità di crearla, al punto che paradossalmente parrebbe oramai siano più i creatori di musica che i suoi semplici fruitori, amanti del solo ascolto.

La musica quindi, stimolando emozioni è utilizzata per orientare i recettori di ogni ascoltatore verso il compimento di una o più azioni. A volte la musica si insidia nei pensieri dell’ascoltatore tramutandosi in una canticchiata sovrappensiero ma rigorosamente fuori posto, che magari in questo duemiladiciannove inneggia ai benefici del riso senza il pericolo del lattosio così come, invece, qualche anno prima diveniva un linguisticamente insensato “Pooo po po po po pooo po”. Ovviamente l’intero processo si manifesta nella mente dell’ascoltatore durante lo svolgersi di tutt’altra attività, magari un’importante riunione o un delicato lavoro, ma sempre con la stessa subitaneità di un popup pubblicitario indesiderato che esige attenzione.

La musica è una strana compagna di vita, capace di spronarci, consolarci e venderci di tutto, di soddisfarci anche nel momento stesso in cui la creiamo, dando luce all’ascolto delle nostre emozioni e alla volontà di condividerle con altre persone capaci di ascoltare realmente la musica e non semplicemente sentirla. Va di pari passo con la curiosità, maggiore è l’una, più si è in grado di scoprire le sfumature e la bellezza dell’altra, oltre alle sue splendide diversità.

La Sardegna, la nostra isola è un chiaro esempio di come la curiosità, forzata dall’insularità stessa e dalle difficoltà che questo aspetto comporta, sia stata la madre che ci ha consentito di racchiudere in un territorio così territorialmente limitato, una quantità di talento tale da rappresentare in piccolo un mondo. Rock, Pop, Jazz, Elettronica, Sperimentale, Blues, Metal, Punk, Hardcore, Classica, non manca nulla, basta saper cercare ed essere abbastanza curiosi nel farlo. Potremmo scoprire la musica anche a due passi da casa nostra, e potrebbe essere capace di eguagliare quello che ascoltiamo proveniente da oltreoceano. Una caratteristica che ci contraddistingue è quella di poter vantare una tradizione musicale in grado di essere riconoscibile ovunque, siamo stati in grado di utilizzarla in forma ibrida per sperimentare, portando alla luce aspetti incredibili che non ci saremo mai sognati di ottenere.

Il pensiero quindi va alla nostra quotidianità, al nostro ciclo ordinato di attività nelle 24h che condiziona qualsiasi nostro pensiero, che abbatte la nostra curiosità perché da alcuni considerata erroneamente futile, da relegare nel tempo libero, tenendo bene a mente che rispetto ad altro, in una classifica che la comprenda, quasi sempre l’altro prende il sopravvento. Questo ci porta alla passione, quell’area del nostro carattere che vuole, desidera, scalcia per riuscire a essere soddisfatta. La passione porta la curiosità ad avere un posto prioritario nel nostro ciclo ordinato quotidiano, anche se si riduce concretamente a un’attività svolta nel tempo libero.

Il desiderio è padre della passione, una conseguenza dell’aver selezionato tra gli stimoli, quelli che maggiormente ci aggradano. Il desiderio implica conoscenza, strettamente legata alla curiosità ma ancor più al nostro modo di vivere la musica. Vivere la musica può sembrare banale come concetto ma non lo è affatto, soprattutto tenendo conto che, come già ribadito, essa stessa è emozione e di conseguenza, concetto complesso per definizione e mai banale.

Da questo nostro percorso nel quotidiano della nostra vita, possiamo quindi tracciare delle tappe fondamentali: partendo dalla passione, essa genera curiosità, che viene nutrita dalla musica e che, a sua volta, genera emozioni e soddisfa il desiderio, che infine accresce la passione.

Il ciclo quindi si chiude, nel miglior modo possibile per garantirci, tra musica e curiosità quella che è una formula consapevole per una sana vita in questo mondo costantemente strabordante di stimoli.

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