La nuova stagione del lirico di Cagliari

La nuova stagione del lirico di Cagliari

12 Aprile 2019 Off Di Nicola Pinna

Dopo la grande apertura di stagione con la Seconda Sinfonia di Mahler, dopo due raffinati concerti affidati a nuovi e giovani interpreti (Michele Gamba, Alessandro Taverna), dopo l’imperdibile serata di musica da camera con Giovanni Sollima e Giuseppe Andaloro, ci concentriamo sul concerto che si è svolto il 12 e 13 aprile che ha visto debuttare in città Michele Spotti, giovanissimo direttore d’orchestra e considerato uno dei più promettenti nel nostro panorama nazionale. In programma ci sono stati nomi dei compositori che caratterizzano la stagione 2019: Sibelius e Mendelssohn. Del finlandese ascolteremo la Sinfonia n.2 in re maggiore, di grande naturalezza e immediatezza tematica, in cui si trova racchiusa la genuina personalità del compositore, poiché capace di evocare paesaggi e atmosfere della sua nordica terra. Di Mendelssohn verranno eseguite la Sinfonia n.3 in la minore “Scozzese” e l’Ouverture “Le Ebridi”, composizioni celebri e note al grande pubblico, che non smettono mai di sedurre con la loro forza evocativa. «Da impressioni di carattere originariamente visivo, colte con immediata naturalezza pittorica (Mendelssohn, fors’anche grazie all’educazione ricevuta nella casa paterna, non era privo di talento e di capacità come disegnatore e acquarellista), nasceva l’intuizione musicale: un tema, un timbro, un colore espressivo. Cosi avvenne, durante il viaggio inglese (nel 1829) di Mendelssohn, per l’Ouverture “Le Ebridi”, per la stessa Sinfonia “Scozzese”: alla fine di luglio, durante una visita a Holyrood Palace, le rovine della cappella dove Maria Stuarda era stata incoronata regina di Scozia colpiscono la fantasia del giovane musicista, che «trovò» il tema per l’introduzione della Sinfonia, fondamentale alla costruzione dell’opera come all’affermazione del suo clima poetico. L’elaborazione della Sinfonia sarà lunga (…) e intrecciata alla composizione di molti altri, importantissimi, lavori; quando vi si dedicherà con decisione, Mendelssohn sarà ormai nel pieno della sua maturità di compositore, e capace più che mai di concretare l’intuizione espressiva in una consapevolezza formale olimpicamente predominante sull’impeto dell’emozione» (D. Spini). Un concerto questo che ha saputo schiuderci ancora una volta la straordinaria ricchezza della temperie musicale tardo-ottocentesca, cangiante e potente, altamente seduttiva e delicata, ancora sospesa tra classico rigore della forma e slancio incontenibile del cuore.

di Nicola Pinna

Foto di Priamo Tolu

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