Il Lirico riapre le porte al pubblico

Il Lirico riapre le porte al pubblico

28 Settembre 2019 Off Di Nicola Pinna

Come sono rappresentati gli amanti nella più alta e raffinata lirica cortese, solleciti ed impazienti, così pure noi abbiamo aspettato la riapertura della stagione del nostro Teatro Lirico, il quale ha risposto alla nostra attesa con una programmazione ricca quanto variegata.

Venerdì 06 settembre alle ore 20:30 (replicato sabato 07 alle 19:00), il decimo appuntamento della stagione concertistica ha visto l’esibizione di entrambi i complessi artistici stabili, Orchestra e Coro del Teatro Lirico, guidati da Donato Sivo, nell’insolita veste di direttore, oltre a quella consueta di maestro del coro. In qualità di solisti hanno cantato: Elena Schirru (soprano), Martina Serra (contralto), Mauro Secci (tenore), Dongho Kim (basso). Il programma musicale delle due serate ha proposto all’ascolto del pubblico tre importanti composizioni di musica sacra, sinfonica e liederistica: la Missa in tempore belli n. 10 in Do maggiore Hob. XXII/9 di Franz Joseph Haydn, le Variazioni per orchestra su un tema di Haydn op. 56a di Johannes Brahms e il Wanderers Sturmlied per coro e orchestra op. 14 di Richard Strauss. Intelligente e acuta la scelta di presentare composizioni così importanti e però non così frequentate nelle sale da concerto: dal genere drammaturgico della messa, al giovanile ma austero gioiello straussiano, alle prove di eccelsa tecnica contrappuntistica delle Variazioni brahmsiane; composizioni che a un esame attento risultano saldamente legate l’una all’altra da chiari modelli e influenze compositive.

Secondo appuntamento del mese è stato il concerto di giovedì 12 settembre (sempre alle ore 20:30), col giovane e talentuoso pianista Orazio Sciortino, il quale ci ha offerto in un preziosissimo ed entusiasmante récital l’esecuzione integrale delle parafrasi e trascrizioni di Liszt su opere di Verdi. Interprete colto e dotato di grandissimo talento, Sciortino si è contraddistinto per la suprema capacità narrativa, tenendo lontano lo spettro del virtuosismo che si risolve tutto in una stucchevole retorica declamatoria.

Infine venerdì 27 è stata la volta della stagione di Lirica e Balletto: alle 20:30 è iniziata la première dell’Attila di Verdi, in un nuovo allestimento del Teatro Lirico (in coproduzione con la State Opera di Stara Zagora). Opera davvero interessante, complessa e potente, cui bisogna guardare con occhi attenti, per superare le impressioni di disorganicità o debolezza strutturale. A un esame più accurato Attila saprà rivelare tutta la sua grandezza, fatta di nobiltà, di passioni divoranti, ribollenti, totali, di palpiti sanguigni, di accenti patetici. Non a caso, assieme a Giovanna d’Arco e Macbeth, va idealmente a formare la prima grande e giovanile trilogia di Verdi, come suggeriva tempo addietro Riccardo Chailly.

 

Foto di Priamo Tolu

 

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