Al Lirico pioggia di applausi per Lü Jia

Al Lirico pioggia di applausi per Lü Jia

23 Novembre 2019 Off Di Nicola Pinna

Il direttore ritorna a Cagliari dopo vent’anni di assenza

 

Ad accoglierlo è stato un sorprendentemente lungo e caloroso applauso a fine concerto, soprattutto se si tiene conto che in sala c’erano tante – troppe – poltrone vuote. Lü Jia, apprezzato a livello internazionale, ha debuttato al Lirico quando ancora era un giovane ma già affermato direttore, avviato a percorrere una carriera brillante. Oggi ricopre il ruolo di direttore principale del National Centre for the Performing Arts di Pechino e dell’Orchestra sinfonica di Macao e ritorna in città con un ricchissimo percorso alle spalle. Si esibisce nei teatri più prestigiosi di tutto il mondo, ha pubblicato decine di dischi e padroneggia un repertorio assai vario, che spazia da Donizetti a Mozart, da Rossini a Weber, da Verdi a Gounod.

Ieri sera alle 20.30 la celebre bacchetta di Shanghai ha guidato, per il quattordicesimo appuntamento della stagione concertistica, Orchestra e Coro del Lirico. In programma due tra le più importanti composizioni sinfonico-corali di Brahms e Mahler: Schicksalslied per coro e orchestra op. 54 e Das Lied von der Erde, sinfonia per contralto tenore e orchestra. Le parti solistiche di quest’ultima erano affidate ai finlandesi Niina Keitel (contralto) e Tuomas Katajala (tenore), entrambi al loro debutto a Cagliari. Il maestro del Coro era Donato Sivo.

Due sublimi meditazioni filosofiche sulla vita, sulla morte, sul destino dell’uomo. Omogenee nel loro statuto incerto, a metà tra sinfonia e Lieder, spiccano per l’ardita originalità compositiva, per le bilanciate architetture. Misurarsi con due capolavori simili non è impresa di poco conto. Ma Lü Jia è stato capace di straordinarie letture, porgendo due interpretazioni emozionanti, con rara precisione. Squisito il colore orchestrale della composizione brahmsiana, terso e genuino, specie nei passaggi in cui la musica e il testo evocano atmosfere olimpiche, distese e delicatissime; suadente il timbro degli archi e dei legni; ineccepibile il ritmo e il controllo nelle variazioni dinamiche tra le sezioni. Un Brahms restituito, con cura e attenzione, a sé stesso, alla sua tensione caratteristica tra severa tragicità e contemplazione elegiaca. Ammaliante la conduzione del brano mahleriano, efficace nella vibrante resa timbrica delle tinte tenui e sensuali come di quelle più vaghe e indefinitamente sospese, cupe. Il suono rotondo e nitido ne ha evidenziato la profonda finezza di scrittura. Pregevolissima poi l’esecuzione dell’ultima sezione, Der Abschied (“Il congedo”), in cui i fiati hanno brillato sotto una sinistra luce fatale, poggiando sul lungo velo tessuto dagli archi, finché musica e voce, lentissime e inesorabili, non si sono dissolte nel nulla.

Buona la prova di Coro e Orchestra del Lirico, come quella dei due solisti (Katajala in particolare).
Oggi alle ore 19 la replica.

 

Nella foto di Priamo Tolu, il maestro Lü Jia

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