Fiaba e mito a confronto

Fiaba e mito a confronto

8 Luglio 2019 Off Di Debora Zucca

Pensatori moderni e filosofi antichi, attraverso l’analisi e lo studio dei miti e delle fiabe, sono giunti alla conclusione che questi sono dei veri e propri modelli del comportamento umano, e permettono di dare significato e valore all’esistenza. Sia le fiabe che i miti derivano anticamente da riti di iniziazione o di passaggio, come per esempio la morte metaforica di un individuo o personaggio per rinascere come nuova figura. Le fiabe quindi soddisfano una necessità avvertita dall’essere umano, quella di cambiare e rinnovarsi. Esistono forti analogie tra gli avvenimenti fantastici delle fiabe e dei miti e le varie fantasticherie degli adulti, pensiamo ai desideri inconsci, le vittorie sui rivali, la distruzione o la sconfitta dei nemici. Nei sogni i nostri desideri sono mascherati, mentre nelle fiabe tutto è espresso apertamente, allentando in questo modo le tensioni e offrendo nuovi modi per risolvere i problemi. Se questa funzione non fosse presente la fiaba non si sarebbe tramandata da una generazione all’altra: solo se la fiaba risponde alle esigenze consce ed inconsce delle persone, viene narrata e ascoltata più e più volte con interesse.

Fiabe e miti ci parlano del linguaggio dei simboli, contenuto del nostro inconscio. Fanno entrambi appello alla nostra natura conscia e inconscia e ai suoi principali aspetti: Es, Io, Super Io. Ecco il perché della loro efficacia. Ma tra miti e fiabe esistono delle differenze: in entrambe possono essere presenti le stesse situazioni, gli stessi personaggi o eventi, ma c’è una fondamentale differenza nella modalità con cui tutto questo viene comunicato. La sensazione comunicativa del mito è “questo è assolutamente unico, non potrebbe mai succedere a nessun altro”. Gli eventi sono meravigliosi e grandiosi non potrebbero mai capitare a comuni mortali perché sono eventi “miracolosi”.

Per contrasto gli eventi delle fiabe sono ordinari, tutto potrebbe accadere a chiunque, anche ai comuni mortali.

Nei miti il finale è tragico, nelle fiabe lieto. Il mito è pessimistico, la fiaba è ottimistica. E’ questa decisiva differenza che distingue la fiaba da altre storie. I miti riguardano le richieste del Super Io in conflitto con azioni dell’Es e i desideri auto conservatori dell’Io: un mortale è troppo fragile per far fronte alle sfide degli Dei! Se il significato nascosto del mito venisse presentato come un avvenimento che avrebbe potuto manifestarsi nel corso della vita conscia della persona, questo aggraverebbe molto le ansie e produrrebbe una depressione molto profonda. Il mito non ammonisce come la fiaba! Pensiamo al mito di Edipo, che uccise il padre e sposò la madre: il mito di Edipo dice che cosa avviene se il sogno di sposare il genitore dell’altro sesso diventa realtà.

Il bambino dall’infanzia alla pubertà ha bisogno più di qualsiasi altra cosa di essere posto di fronte ad immagini simboliche che lo tranquillizzino assicurandogli che c’è una felice soluzione per i suoi problemi edipici, per quanto possa trovare difficile crederlo. La fiaba offre del materiale fantastico che suggerisce al bambino in forma simbolica in che cosa consiste la battaglia per il conseguimento dell’autorealizzazione, e garantisce un lieto fine. Gli eroi mitici offrono eccellenti immagini per lo sviluppo del Super Io, ma le richieste che questo incarna sono talmente rigide da scoraggiare il bambino nei suoi tentativi di volo verso una integrazione della sua personalità.

Il personaggio della fiaba vive felice sulla terra, proprio come noi, le crisi psico sociali della crescita sono abbellite in maniera fantastica e rappresentate simbolicamente come incontri con fate, streghe, animali feroci, ma l’eroe malgrado tutto rivela sempre la sua essenziale umanità. A differenza dell’eroe mitico la genuinità umana dell’eroe della fiaba suggerisce al bambino che qualunque siano gli avvenimenti fiabeschi questi sono fantastiche elaborazioni di ciò che egli deve affrontare nella sua vita. Le fiabe illustrano una integrazione dell’Io che consente una adeguata soddisfazione dei desideri dell’Es. La differenza spiega il contrasto tra il radicato pessimismo dei miti e il sostanziale ottimismo delle fiabe.

Ed ora per tenervi ancora compagnia una mia storia moderna, che attraverso oggetti animati cerca di raccontare la strada per l’indipendenza e la conquista della propria identità, passaggio necessario obbligato del percorso di crescita, buona lettura.

Storia di Natale

Tratta dal libro Altre…storie di Debora Zucca

E’ la sera del 24 dicembre, sulle strade c’è tanta gente che va e viene in grande fretta, perché devono ultimare le spese di natale. I negozi sono affollati : profumerie, pelliccerie, grandi magazzini, sono pieni di gente che con pacchi e pacchetti, cerca di trovare l’ultimo regalo per qualcuno che come al solito viene dimenticato !

L’unico negozio che resta vuoto, è quello degli strumenti musicali, giù in fondo alla strada. E’ un negozio antichissimo tramandato da varie generazioni, al suo interno l’atmosfera è calda e rassicurante, alle pareti violini, chitarre, flauti, tromboni, insomma un vero concerto!!!!!

Il suo proprietario, finisce di sistemare alcuni spartiti fra gli scaffali, e sbuffa tra sé: oramai non viene più nessuno, si chiude ! Così alle 22.00 in punto, le luci si spengono e il negozio chiude.

Proprio cinque minuti più tardi ecco arrivare una giovane coppia. – Il negozio è chiuso, ed ora come facciamo !! – Dai non preoccuparti, ci sarà ancora qualcuno…. Proviamo a suonare!!

Il campanello suonava e suonava ma all’interno ormai non c’era più nessuno.

  • Ti avevo detto che era tardi ed ora come facciamo con Nino ?

  • Ti giuro che la promessa che gli ho fatto, verrà mantenuta !!

Si ma come ? Dovete sapere che la giovane coppia, aveva un bambino, di 9 anni, era un bravo alunno a scuola e un ragazzo socievole con gli amici. La sua passione era la musica, ascoltava di tutto, blues, funky, jazz, soul, e passava ore e ore ad ascoltare sul vecchio giradischi del padre tutti i vecchi pezzi della sua grande collezione. Per questo Natale aveva chiesto una tromba, ma non una tromba giocattolo, una tromba vera, di quelle che vedeva spesso in mano ai musicisti sulle copertine dei dischi. Ma il sogno di trovare la tromba sotto l’albero sembrava ora svanire !

I genitori di Nino erano veramente preoccupati, non sapevano come fare, pensarono di rintracciare il proprietario del negozio a casa sua, ma questi non sembrava essere a casa, tutto era buio, non una luce a qualche finestra!

Oramai sconsolati e rattristati, i genitori del piccolo Nino, decisero di tornare a casa a mani vuote, in quanto niente avrebbe potuto sostituire il regalo dal bambino tanto atteso!

Ma dentro il negozio di strumenti musicali, la vicenda del piccolo non era passata inosservata…..

  • Allora non si fa niente ????? disse un piccolo flauto, ancora sul bancone del negozio.

  • Qualcosa dobbiamo inventarci, prepariamoci, organizziamo un piano! sbottò un violino impaziente.

  • Eccomi sono pronto, mi avete cercato ? esclamò un pianoforte a muro sul lato del negozio.

  • Ma no!! Come al solito dormivi eh!! Avremo comunque bisogno del tuo aiuto ! gli disse il violino.

  • Ma quale sarebbe il piano ? domandò una piccola tastiera elettronica.

  • Naturalmente quella di permettere alla tromba di evadere, dobbiamo fare in modo che esca da qua, e trovi la strada per arrivare dal nostro bambino! Disse il violino.

  • Un momento! mi lasciate andare via così, fuori al freddo e chissà dove!!!!! Rispose afflitta la tromba.

  • E’ ora che ti stacchi, dal quel trombone di tuo padre, non dicevi che volevi diventare famosa? Vuoi diventarlo restando qui? Questa è la tua buona occasione o ci stai o rimarrai li fino a chissà quanto!!! Le disse il violino.

  • Ma siete sicuri che questo bambino avrà cura di me? Domandò la tromba.

  • Hai sentito i suoi genitori, – disse il piano- ama la musica, è un appassionato di jazz, non eri tu che volevi fare jazz? Ecco allora il tipo giusto, giovane e con un grande futuro davanti a se!

  • Insomma ora basta con le ciance, qui bisogna organizzarsi – disse il trombone – so bene che sarà dura per noi, ma i figli devono crescere e noi dobbiamo dargli le giuste opportunità, quindi piccola adesso scendi dallo scaffale, tieni tra i tasti gli spartiti e preparati!

Intanto che tutti gli strumenti si davano da fare, l’oboe era riuscito trovare nel retro, una scatola con vecchi attrezzi, bisognava solo scassinare la porta del negozio; un piccolo gruppo di flauti dolci cercava di trovare l’indirizzo del padre di Nino, lo conoscevano molto bene perché da loro comprava i dischi, il piano e una grancassa si preparavano per aiutare l’oboe a sostenere la porta, quando si sarebbe aperta. Ad un certo punto……….. clack, la serratura scattò. La tromba con i suoi spartiti si avvicinò all’uscio, guardo il trombone suo padre, i suoi compagni strumenti che conosceva da tanto, e con un filo di voce si rivolse loro:

  • Beh!! Io vado.

  • Aspetta – le disse il violino – ecco l’indirizzo, non è poi lontano, vedrai sarà bellissimo, noi non ci dimenticheremo di te, speriamo anzi di vederti tra presto in una bella copertina!!!

  • Figlia sarò orgogliosa di te!!! Disse il trombone.

Tutti gli strumenti, con qualche lacrima, salutarono la piccola tromba, questa invece inizio la sua avventura nel mondo; infreddolita seguì tutto il percorso che gli amici flauti gli avevano disegnato fina quando, di fronte a lei comparve la casa con il numero 6.

Era finalmente arrivata, oramai era tardi, non poteva bussare, però doveva trovare il modo di entrare!! Facendo il giro nel retro della casa, trovò nella porta lo sportello per il cane; era un po’ stretta ma con qualche sacrificio riuscì ad entrare.

Dentro c’era un bel calduccio, nella stanza più grande c’era un magnifico albero di Natale, qualche pacchetto qua e la, e il cammino con ancora della brace accesa. Si sentiva felice, forse aveva fatto la scelta giusta, si guardò intorno e trovata una sciarpa se la avvolse intorno, ora poteva riposare, il giorno dopo sarebbe stato un giorno importante, per Nino e anche per lei.

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