Fantasia e immaginazione

Fantasia e immaginazione

13 Agosto 2019 Off Di Debora Zucca

La fantasia, come dice Rodari, è uno degli strumenti essenziali per conoscere la realtà e per dominarla. Ma dobbiamo fare una distinzione importante tra “fantasia” e “fantasticheria”: se si sogna ad occhi aperti di essere un direttore d’orchestra, figurandosi sul podio dirigendo una grande orchestra, allora parliamo di fantasticheria come intelligenza, memoria, attenzione, spirito critico, spirito logico, uno strumento cioè per conoscere e affrontare il reale.

Tempo addietro ancora, si faceva distinzione tra fantasia e immaginazione, dove la fantasia faceva rima con “creazione”, roba da artisti, talenti e musicisti. Questa distinzione tra fantasia e immaginazione attribuiva una sostanza biologica alla divisione tra l’uomo artista, creativo, e l’uomo comune, meccanico, dotato di una immaginazione “pratica”. Fantasia e immaginazione consistono nella capacità di combinare i dati dell’esperienza come materiali per produrre qualcosa di nuovo.

In realtà,non si crea proprio niente, ma sorprendentemente si organizza qualcosa in modo del tutto nuovo e diverso. Non ci sono molte differenze biologiche tra gli uomini che hanno fantasia e quelli che dimostrano di non averne; in realtà gli uomini in generale senza fantasia sono quelli, dice Rodari, “che hanno due braccia come tutti, solo che ne portano uno legato al collo tutta la vita, come se avessero un braccio in meno (ma in realtà c’è l’hanno ancora!)”.

L’apprendimento “creativo” nel bambino è quello più naturale, nella scuola ci si preoccupa troppo di creare metodi di insegnamento, apprendimento che non tengono conto della natura creatrice del bambino, ma solo imposizioni e azioni di forza. Con l’immaginazione e la creatività ad iniziativa dei bambini è possibile creare ed elaborare dei veri e propri strumenti tecnici della conoscenza. Inventare regole matematiche per esempio, acquisire dati tecnici, uso della scrittura, persino il leggere. Tutto ciò per dire che quando parliamo di creatività, non parliamo solo di immaginazione ma anche di scienza, per affermare che se rafforziamo l’immaginazione rafforziamo tutta la mente.

Debora Zucca

 

La fuga del Cellulare

Il signor Alfonso è un impiegato di banca, lavora ormai da trent’anni in un istituto di credito ed è veramente bravo con i numeri. Ha acquistato da poco un nuovo e modernissimo cellulare, che porta sempre appresso, guai lo perdesse: ha tutti i numeri di telefono, internet, le chat, la posta elettronica e varie applicazioni. Ormai non fa altro che utilizzare solo quello anche per il lavoro e il suo cellulare non ne può più! Infatti un bel giorno questo stufo dell’immenso lavoro decide di scappare. Appena il signor Alfonso poggia il suo cellulare sul comodino prima di andare a dormire, dopo aver letto per l’ennesima volta tutte le e mail del giorno, questo quatto, quatto, scappa via! Ma dove può andare un cellulare? In qualsiasi posto, l’importante non nella tasca della giacca del signor Alfonso! Uscito dalla camera da letto si dirige verso la cucina; anche qui lo avrebbe trovato, non era un buon posto per nascondersi! La mattina dopo, avrebbe fatto colazione e cercandolo lo avrebbe trovato. Allora proviamo il soggiorno! – disse tra se e se. Anche qui lo avrebbe trovato! Deciso, allora prese la porta d’ingresso e finalmente si ritrovò in giardino. Finalmente aria fresca, un bella nottata, quella si che era vita anche per un cellulare! Cammina, cammina, incontrò subito un suo parente:

  • Ciao anche tu in libera uscita? – chiede il cellulare

  • Ma no, quello sbadato del mio padrone mi ha appena perso e ora mi trovo qui senza far niente!

  • E non sei contento? Io non ne potevo più di quelle dita che scivolavano sullo schermo, tutte appiccicose e sudate!

  • Ah! Ma tu sei uno moderno! Io ho ancora i tasti, sai il mio padrone è un po’ all’antica!

  • Di cosa ti occupi in particolare?

  • Niente di strano: telefonate varie, alla mamma, alla moglie ai figli, e la chat di Facebook! Tu invece?

  • Non me ne parlare: internet a tutto spiano, conti e mail, ho mandato almeno trenta mail al giorno! Decisamente ero un po’ stanco e quindi sono scappato!

  • Non mi dire! Ed ora cosa speri di fare?

  • Niente assolutamente niente, la mia batteria ha bisogno di riposo, sta sempre a caricare, meno male che non mi ha ancora abbandonato!

  • Ma non ti preoccupa che il tuo padrone sia in pensiero per te?

  • So molto bene che sarà in pensiero, secondo me, mi cercherà come un disperato!

  • Il mio la stessa cosa!

  • Per oggi però prendiamoci una giornata di vacanza, troviamo un posto tranquillo e ci godiamo la giornata! Questi umani dovranno pur imparare a stare senza di noi!

I due cellulari si sistemarono sotto una siepe al fresco, li non gli avrebbe notati nessuno e potevano stare tranquilli per un po’. Le batterie anche loro al fresco finalmente potevano non surriscaldarsi per il troppo funzionamento:

_ Che grande idea, ci voleva proprio uno stacco! – dissero entrambe.

La nottata passò velocemente, i due cellulari si raccontarono le loro vicende di vita, parlando dei loro padroni e delle loro innumerevoli funzioni; si scambiarono le app e il numero di telefono per rimanere in contatto, in previsione di un’altra uscita fuori porta!

Ormai stava per fare giorno, forse era meglio rientrare pensò il cellulare. Ma era dispiaciuto per l’amico che non sapeva dove andare.

  • Perché non vieni con me? Domani il mio padrone ti può portare al posto di polizia per la denuncia della tua scomparsa, e quindi attraverso i tuoi numeri potrai ritornare a casa!

  • Forse è una buona idea, ma non darò troppo disturbo?

  • C’è sempre posto per un amico!

Decisero di tornare insieme a casa del signor Alfonso, che disperato la mattina versava lacrime per la perdita del suo cellulare, quando finalmente lo rivide! Non immaginate la sua gioia, iniziò a saltellare per tutto il soggiorno!

  • Dopo tutto è vero che mi fa lavorare, ma se questa è la gioia nel rivedermi, vuol dire che mi vuole anche bene! – pensò il cellulare.

Trovando inspiegabilmente un altro cellulare vicino al suo, pensò alla sua gioia nell’aver ritrovato il proprio e decise che avrebbe fatto piacere al suo proprietario riaverlo, così il giorno dopo decise di andare al posto di polizia per la denuncia. Il cellulare conosceva molto bene il suo padrone!

Era dunque ora di lasciarsi, ma avevano il numero di contatto, così di nascosto dai loro padroni ogni tanto si sarebbero sentiti e raccontati le loro vicende. Ecco finalmente un buon uso del cellulare pensarono: quando si è lontani e non ci si può vedere, sentirsi è l’unica cosa, ma quando c’è la possibilità di vedersi e toccarsi, possiamo anche spegnerli e farli riposare!

Ci ringrazieranno di cuore!

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