La conquista della giuria di XFactor con Simone Cheri

La conquista della giuria di XFactor con Simone Cheri

25 Giugno 2019 Off Di Andrea Agostino

Simone se dovessi descriverti cosa diresti di te?

Sono un ventiduenne come tanti altri, appassionato di musica, letteratura e filosofia, con la testa decisamente per aria. Probabilmente chi ha ascoltato già il mio brano avrà capito che la mia forza è l’ironia, che uso non solo per esprimermi nei brani ma anche per affrontare la vita di tutti i giorni, per non prendermi mai troppo sul serio.

 

A X Factor hai esordito con un tuo inedito qual i sono state le paure più grandi nel momento in cui t i esibivi e lo stupore di avere 4 si da parte del la giuria?
La paura più grande è stata quella di dimenticare le parole! Esibirsi ad X Factor è come dare un esame davanti a migliaia di persone, con la differenza che basta un secondo per mandare tutto in malora e bruciare l’occasione, ma diciamo che questo è un rischio di cui, chiunque faccia musica o esibizioni dal vivo di qualunque tipo, deve farsi carico. Ai giudici in quei momenti non ci pensi, ci sei solo tu e il tuo pianoforte, ma una volta finito la sorpresa per la i 4 sì è stata grande, sapevo che il brano aveva delle potenzialità (sennò non lo avrei proposto), ma sinceramente non mi aspettavo una reazione di questo tipo come penso si noti dalle infinite volte in cui ringrazio i giudici e il pubblico
dopo l’esibizione.

 

Xfactor è un trampolino di lancio che ha permesso a tanti di seguirti, apprezzarti ascoltando il tuo inedito “L’artista” , cos’è cambiato oggi da quel l ‘esibizione ?
Tante visualizzazioni in più sul video del brano e sul mio canale YouTube, tante persone che hanno iniziato a seguirmi e che mi mostrano il loro affetto! Una bellissima esperienza che mi ha lasciato uno splendido ricordo e tanta visibilità.

Chi è l ‘artista ?
Non sono io! L’artista descritto nel brano, è chiunque spinto più dall’ambizione di apparire che dal fuoco sacro dell’arte compia uno sforzo titanico per mettersi in mostra, stereotipando un “alternativismo” (mi si passi il termine) da quattro soldi che lo rende ridicolo agli occhi degli altri. In questo senso l’artista è da compatire, un povero diavolo rigettato dalla stessa società appariscente che lo ha prodotto. Non sono io dicevo, avrei una ben bassa opinione di me, ma è
un po’ il mio antieroe.

Che consigl io darest i ai tanti giovani sardi dopo questa esperienza ?
Non mi sento di poter dare grandi consigli, se non uno spassionato e forse banale “credeteci fino in fondo”, qualunque sia il vostro obiettivo studiate e mettetecela tutta con i piedi sempre saldi per terra. Ma non per il raggiungimento dell’obbiettivo in sé, che alle volte non dipende solo dalle nostre scelte,ma per voi stessi, per rendervi persone migliori,
perché le passioni (come ad esempio la musica) servono soprattutto a questo!

” Credeteci fino in fondo” qualunque sia i l vostro obiettivo studiate e mettetecela tutta con i piedi sempre saldi per terra”

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