I weekend dell’autunno da settembre a dicembre. Prima tappa: BITTI

I weekend dell’autunno da settembre a dicembre. Prima tappa: BITTI

23 Agosto 2019 Off Di sardegnasocieta

E’ tutto pronto per l’edizione 2019 di Autunno in Barbagia, si partirà nel primo fine settimana di Settembre alla conoscenza di Bitti.

Una miriade di sentieri si snodano lungo il territorio di Bitti alla scoperta di oasi naturali, ricoperte da rigogliose foreste, scenari incantevoli tra picchi granitici e meravigliosi scorci acquatici formati da cascate e laghetti.

A ovest dell’abitato, circondato da verdi colline, si sviluppa un esteso pianoro con campi coltivati tra cui spuntano alcuni santuari campestri. A meno di 10 km dal centro si trovano le graziose cascate Sas Lapias de Monte Ruju dove l’acqua cade da un costone granitico.

Più a nord si incontra l’affascinante complesso forestale di Crastazza-Tepilora inserito nel Parco Naturale Regionale dell’Oasi di Tepilora che comprende anche la foresta storica di Sos Littos-Sas Tumbas.

Nell’areadi Crastazza si possono intraprendere straordinari percorsi su antiche mulattiere e sulle vie percorse dai carbonai. Gli interventi di rimboschimento hanno restituito l’originale paesaggio in cui predomina il leccio, il ginepro (nelle aree più elevate), e la sughera (più a valle) incorniciati dalla vegetazione spontanea costituita da corbezzolo, fillirea ed erica.

Una strada asfaltata che passa vicino al carcere di Mamone conduce a Su Pranu de Cheddai, un fertile altipiano che si affaccia su incantevoli panorami e da cui è possibile ammirare le scenografiche cascate di S’Illiorai formate dal rio Nurasè. Seguendo i sentieri naturalistici si giunge in prossimità di questo straordinario spettacolo naturale: da un’altezza di circa 40 metri il torrente si tuffa nei sottostanti laghetti avvolti in una nuvola di piccolissime gocce d’acqua che irrigano la lussureggiante vegetazione.

Dolci colline e ripide alture sono attraversate dalle antiche vie della transumanza che conducono ai numerosi santuari campestri e agli incredibili siti nuragici.

Incastonata tra graziose valli percorse da corsi d’acqua che defluiscono nel Rio Posada, si innalza la caratteristica sagoma triangolare del colle granitico di Tepilora (528 m s.l.m.) che a ovest confina con la storica foresta Sos Littos-Sas Tumbas. Qui sono custoditi magnifici boschi secolari di lecci acquisiti dal demanio fin dal 1914. Alla principale formazione arborea costituita da lecci si associano filirea, ginepro, corbezzolo, erica arborea e le altre specie tipiche della macchia mediterranea come il lentisco, l’olivastro e il mirto. Lungo i corsi d’acqua predominano l’ontano nero, l’oleandro e il Salice di Gallura.

In questo splendido contesto ambientale vivono il cinghiale, la lepre sarda, la volpe, il gatto selvatico. Importanti iniziative dell’Ente Foreste Sardegna hanno condotto al ripopolamento della pernice sarda e alla ricomparsa di daino e muflone.

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