Classi sociali e successo scolastico

Classi sociali e successo scolastico

19 Settembre 2019 Off Di Debora Zucca

Oggi vorrei parlare di successo scolastico, mettendolo in relazione con la classe sociale. Molti studiosi, sociologi che hanno studiato il fenomeno, sostengono che c’è una stretta correlazione tra classe sociale e successo scolastico, vale a dire che quanto è più alta la classe sociale dell’alunno, maggiore è il suo rendimento scolastico lungo il corso di studi. Le ricerche condotte in tale ambito hanno messo in evidenza che nel rendimento scolastico non influisce il reddito della famiglia di origine o l’occupazione dei genitori, bensì il titolo di studio.

Ma riguardo a questa relazione di cui parliamo, sono state date spiegazioni diverse: la prima teoria denominata “del deficit” sostiene che se i giovani delle classi sociali più basse hanno un rendimento scolastico negativo, e interrompono molto spesso gli studi, dipende dal fatto che la famiglia non fornisce loro capacità cognitive linguistiche, né valori, ne aspirazioni che la scuola richiede. In poche parole questi giovani si trovano in una situazione di privazione culturale.

I sostenitori della “teoria della differenza”, critici nei confronti di questa prima teoria, sostengono che lo scarso rendimento dei giovani dipende esclusivamente dall’ambiente di origine. Varie ricerche hanno dimostrato che gli allievi provenienti dalle classi sociali basse, hanno un rendimento altrettanto basso perché è esattamente ciò che la scuola si aspetta da loro.

Pierre Bourdieu, sociologo francese, spiega il fenomeno semplicemente nel fatto che i giovani delle classi sociali alte hanno maggiori privilegi sociali. La famiglia trasmette loro un bagaglio culturale, cioè un insieme di conoscenze, valori, un ethos di classe, un atteggiamento particolare verso la cultura. Questa eredità viene trasmessa per osmosi, rafforzando le loro conoscenze che vengono percepite come doti naturali e non forme di addestramento.

Trattando gli studenti come se fossero tutti uguali, la scuola conferisce alle differenze culturali, una sanzione formale, le legittima e le giustifica. Induce a pensare che le disuguaglianze sociali siano dovute alle doti, siano cioè naturali. La scuola accorda un vantaggio supplementare ai più avvantaggiati, perché il sistema di valori impliciti che presuppone, è molto più simile a quello delle classi agiate. Quando gli insegnanti privilegiano le qualità “brillanti” a scapito della serietà, non fanno altro che valorizzare quei tratti che i giovani delle classi agiate hanno acquisito dai loro genitori e che sembrano naturali ai componenti della classe colta, soltanto perché costituiscono la cultura di tale classe.

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