Crisi sanità

Crisi sanità

6 Giugno 2019 Off Di Marco Deplano

Ultimamente è balzato alla cronaca il fatto che un medico ad Aosta sia stato sanzionato per non aver effettuato i crediti ECM di aggiornamento.


Ogni triennio ogni medico ha il dovere di guadagnare 150 crediti ECM, educazione continua in medicina, al fine di garantire un aggiornamento continuo. Tale limite è stato siglato nel 2007 e spesso è stato oggetto di proroghe per i non adempimenti. Teoricamente l’aggiornamento obbligatorio è un ottimo modo per stimolare il personale sanitario a conoscere nuove strategie di cura nonché le nuove impostazioni diagnostiche. In pratica le cose sono un po’ diverse. I corsi a volte non sono ultraspecialistici e spesso si ha difficoltà a seguirli in primis perché hanno costi a volte proibitivi e in secondo luogo bisogna avere tempo a disposizione.

Ogni giorno saltano alla cronaca fatti di personale sanitario costretto a turni massacranti e spesse volte le aziende sanitarie stesse non organizzano dei corsi che possano aiutare a racimolare i fantomatici crediti. Per fortuna è possibile aggiornarsi anche con dei corsi on line ma in ogni caso richiedono del tempo sia per seguire delle teleconferenze sia per studiare delle lezioni e_learning. Nessuno prescinde sull’importanza del tenersi aggiornati ma bisogna anche essere messi nella condizione di poterlo fare, magari garantendo turni di servizio adeguati e corsi gratuiti per i dipendenti aziendali. Una riorganizzazione dei criteri di aggiornamento in questo momento storico di grande carenza del personale e malcontento generale sarebbe doveroso.

 

del Dott. Marco DEPLANO

Segretario ANAAO GIOVANI regionale e aziendale ATS ASSL Cagliari

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