Mense a KM0, tra opportunità e valorizzazione del territorio

Mense a KM0, tra opportunità e valorizzazione del territorio

16 Maggio 2019 Off Di sardegnasocieta

Da una indagine Coldiretti/Ixe’ divulgata in occasione dell’inizio della scuola risulta che più di un italiano su quattro (26%) ritiene scarsa la qualità del cibo offerto nelle mense della scuola. Il 71% ritiene che le mense dovrebbero offrire i cibi più sani per educare le nuove generazioni dal punto di vista alimentare mentre solo il 12% ritiene che dovrebbero essere serviti i piatti che piacciono di più. La ristorazione collettiva con le mense scolastiche incide sulla qualità della vita, dell’alimentazione e, di conseguenza la salute degli studenti in età evolutiva (pranzano 5 volte su 7 alla settimana). Un impegno importante dove quasi un bambino su tre (30,6% dato nazionale) pesa ancora eccessivamente. Inoltre il 20% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura. Per assicurare una migliore alimentazione ma anche per educare le nuove generazioni, sono gli stessi genitori (il 36% dato nazionale) a chiedere di privilegiare nelle mense scolastiche i cibi locali a km 0 che valorizzano le realtà produttive locali e garantiscono genuinità e freschezza. Per questo è fondamentale investire sui prodotti di qualità e a km0 che portano dei benefici anche all’economia locale, all’ambiente ma anche ai gestori delle mense. Si, perché acquistare i prodotti locali di qualità conviene anche dal punto di vista economico.

 

Sulle mense si sono fatti dei passi in avanti importanti (con l’utilizzo di prodotti di qualità e locali e l’educazione alimentare) ma purtroppo persistono ancora diverse lacune. Ci sono ancora degli appalti a massimo ribasso che devono scomparire a favore di quelli che premiano la qualità, i cui parametri andrebbero comunque migliorati. In queste ultime gare, infatti, è richiesto un minimo di 40% di prodotti locali e di qualità (quindi a km0 e marchiati Dop – Igp – Pat), il 30% biologici (a prescindere dall’origine) e il restante 30 % libero. E dovrebbero migliorare anche i controli che garantiscano il rispetto dei parametri degli appalti. La strada dunque è ancora lunga ma abbiamo già degli esempi virtuosi che stanno a dimostrarci che è possibile utilizzare prodotti locali e di qualità nelle mense. Ne è la prova tra le altre anche la Corisar che da circa tre anni, con la collaborazione dei tecnici di Laore, sta portando avanti, nellle mense scolastiche del sud Sardegna, un progetto di mensa con prodotti locali, dove sono previsti quelli a marchio Igp, Dop, i prodotti tradizionali (Pat) e biologici. Impresa con la quale da dicembre stiamo collaborando rafforzando il loro progetto. Grazie ad un accordo con Coldiretti e Campagna Amica Cagliari, per due giorni al mese (ma siamo già passati a tre) il menù per 9 mila bambini dei Comuni di Cagliari, Sestu, Dolianova, Monastir, Uta, Silius, Soleminis, Serdiana, Burcei e Decimoputzu sarà composto di soli prodotti provenienti dalle aziende agricole di Campagna Amica del territorio (Sud Sardegna), quindi freschi e garantiti. Non solo anche la cooperativa La Clessidra di Iglesias, utilizza per una scuola dell’infanzia del Sulcis quasi ed esclusivamente i prodotti delle aziende di Campagna Amica. Esempi concreti che dimostrano che il menù con prodotti freschi, di stagione e a km0 è possibile. Ed infatti anche qualche altra impresa che gestisce le mense scolastiche si è fatta avanti per collaborare con le nostre aziende.

 

I menù a km0 nelle mense porterebbe dei benefici per chi li consuma: ricordiamoci anche che l’agricoltura italiana è al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,5%), quota inferiore di 3,2 volte alla media UE (1,7%) e ben 12 volte a quella dei Paesi terzi, 5,6%); ma anche per l’ambiente, non solo perché riduciamo i trasporti ma si riesce a coinvolgere anche quegli agricoltori e allevatori che presidiano le terre marginali altrimenti destinate all’abbandono con la coltivazione dei prodotti di nicchia, quelli biodiversi riconosciuti come tradizionali previsti in questo progetto. Oltre, importantissimo, ai risvolti economici per le aziende agricole e la Sardegna. Il giro di affari nelle mense è infatti consistente. Solo per le mense scolastiche dell’Isola, si stima una spesa per l’acquisto dei prodotti agroalimentari che si aggira intorno agli 8 milioni di euro per circa 5 milioni di pasti all’anno. Questo darebbe respiro e aiuterebbe l’agricoltura locale e quindi l’economia, acquistando i prodotti dagli agricoltori ad un prezzo equo. Per esempio la cooperativa dei pastori del sud Sardegna Oproc grazie all’accordo con la Corisar riesce, in una stagione molto difficile come questa, a vendere una parte del proprio prodotto ad un prezzo che ripaga il lavoro dei pastori. Per questo è, non solo fondamentale introdurre i prodotti locali e di qualità nelle mense scolastiche ma anche estenderlo a tutte le mense pubbliche e collettive. Inoltre bisogna insistere e rafforzare con l’educazione alimentare che va di pari passo con i prodotti locali e di qualità. Il consumo dei prodotti locali e la conoscenza dei metodi di produzione e di chi li coltiva porta ad una rivoluzione culturale, con l’educazione dei palati al buon cibo e al consumo consapevole, un processo virtuoso che incentiva il consumo di prodotti di qualità e locali anche oltre le mense.

 

La Coldiretti è già impegnata da anni nel progetto “Educazione alla Campagna Amica” che coinvolge alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che partecipano a lezioni in programma nelle fattorie didattiche e nei laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe (in Sardegna quest’anno incontreremo oltre 10mila alunni). L’obiettivo è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con i cibi consumati ogni giorno e fermare il consumo del cibo spazzatura.

 

del Dott. Michele Arbau

Coordinatore Campagnia Amica Sardegna

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