La tassa sulla casa: come e quando si paga?

La tassa sulla casa: come e quando si paga?

1 Giugno 2019 Off Di Giovanni Fanni


Il 17 giugno molti contribuenti saranno chiamati al versamento dell’IMU, ma cosa è l’IMU, chi la paga e come si deve adempiere a tale obbligo? 
L’IMU (Imposta Municipale Unica) è un’imposta di tipo patrimoniale che grava sul possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli. Tale imposta sostituisce integralmente l’Irpef e le relative addizionali comunali e regionali, pertanto il contribuente che possiede un immobile non locato può ritenersi in regola con il fisco versando esclusivamente l’IMU. 


 

Ma chi deve pagare l’IMU e chi no?

Deve pagare l’imposta chi possiede beni immobili sul territorio del Comune e, in generale, chi detiene un diritto reale su tali beni. Pertanto ricadono nell’obbligo di pagamento non soltanto i proprietari dei fabbricati, delle aree fabbricabili e dei terreni agricoli, ma anche i seguenti soggetti:

  • gli usufruttuari;
  • i titolari del diritto d’uso; i titolari di enfiteusi;
  • i titolari del diritto di superficie. 


L’IMU non è dovuta sull’abitazione principale e sulle relative pertinenze. L’unica eccezione riguarda il caso in cui l’immobile è indicato come di lusso, quindi rientrante nelle categorie catastali A/1, A/9 e A/8 per le quali continua a pagarsi l’IMU. Si ricorda che si considera abitazione principale l’immobile utilizzato come dimora del possessore e del proprio nucleo familiare a condizione che vi risiedano anagraficamente. Oltre al caso dell’abitazione principale, sussistono una serie di casi in cui gli immobili sono equiparati per legge ad abitazione principale e l’imposta non è dovuta. I casi più frequenti sono i seguenti: 

  • casa coniugale assegnata al coniuge (a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio); 
  • unico immobile di proprietà di un cittadino italiano titolare di pensione residente all’estero e iscritto all’AIRE (se l’immobile non è dato in affitto o comodato d’uso) in cui l’imposta non è dovuta. 


Oltre ai casi di esenzione totale sull’abitazione principale, esistono dei casi di esenzione parziale che abbassano la base imponibile IMU al cittadino permettendogli di risparmiare qualcosa. I casi più classici sono la riduzione del 50% per i fabbricati di interesse storico o artistico e quella prevista per le case concesse in comodato d’uso gratuito, purché il contratto di comodato sia registrato, il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato. 


I termini di versamento sono i seguenti:

  • l’acconto deve essere versato entro il 16 giugno (17 giugno quest’anno perché il 16 cade di domenica);
  • il saldo deve essere versato entro il 16 dicembre.

I versamenti possono essere effettuati tramite modello F24 ordinario e semplificato. In alternativa al modello F24, i contribuenti residenti all’estero che possiedono immobili in Italia, potranno eseguire i versamenti acconto e saldo tramite bonifico bancario direttamente al Comune dove sono ubicati gli immobili. Per le coordinate su cui fare il bonifico è sempre bene rivolgersi all’ufficio tributi del Comune interessato.

 

Ma se ci dimentichiamo della scadenza del 17 giugno possiamo ravvederci? E quanto ci costa?

La buona notizia è che la risposta è positiva, possiamo sempre correggere il tiro:

  • se paghiamo l’imposta entro 14 giorni dalla scadenza del 17 giugno la sanzione è dello 0,1% per ogni giorno di ritardo;
  • se paghiamo l’imposta entro 14 giorni dalla scadenza del 17 giugno la sanzione è dello 0,1% per ogni giorno di ritardo;
  • se paghiamo tra il 15° giorno e il 30° giorno successivo alla scadenza, la sanzione è fissa all’1,5%; se paghiamo dopo il 30° giorno di ritardo fino al 90° giorno, la sanzione fissa sale all’1,67%;
  • se paghiamo dopo il 90° giorno di ritardo, ma comunque entro i termini di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione, la sanzione fissa è del 3,75%.

 

Rubrica a cura di Giovanni Fanni

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