Aprire un attività commerciale, quale la forma giuridica più agevolata?

Aprire un attività commerciale, quale la forma giuridica più agevolata?

6 Ottobre 2019 Off Di Giovanni Fanni

Quando si decide di “mettersi in proprio” aprendo un’attività commerciale ci si trova di fronte a molteplici aspetti da affrontare.

Uno di questi è sicuramente la scelta della forma giuridica: è meglio una società di capitali, una società di persone o una ditta individuale?

Partiamo dal presupposto che non esiste una forma giuridica oggettivamente migliore dell’altra ma, al contrario, il legislatore ha previsto l’esistenza di vari tipi societari al fine di garantire agli imprenditori la possibilità di scegliere quella più idonea al caso specifico. Possiamo però dire che il regime giuridico dell’impresa dipende dagli obiettivi che il neo imprenditore si pone e dalla rischiosità dell’impresa. Più la struttura è semplice, più vi è responsabilità personale e diretta dell’imprenditore o del socio di società. Pertanto, quanto più si prevede un business ampio e rischioso e tanto più si propenderà per strutture complesse e a responsabilità limitata quali le società di capitali. Viceversa per attività minori e con poco rischio sono sicuramente più adatte le società di persone e le ditte individuali. Oltre agli obiettivi e al grado di rischiosità dell’impresa non bisogna mai trascurare il lato economico: il costo di costituzione e di gestione di una società di capitali è sicuramente maggiore di quello di una ditta individuale. Inoltre, sempre dal punto di vista economico, va considerato che se per l’esercizio dell’attività che si intraprende servono ingenti capitali non posseduti dall’imprenditore, diventerà necessario scegliere una società di capitali per limitare la responsabilità patrimoniale dei soci finanziatori. Ma vediamo nel dettaglio quali sono queste diverse forme giuridiche previste dalla legge, andando dalla più semplice alla più complessa.

 

Partiamo dalla ditta individuale

E’ la forma giuridica più semplice, per costituirla basta l’iscrizione del Registro Imprese e l’apertura della partita IVA, nessun atto notarile. Il commerciante che apre una ditta individuale è interamente proprietario e unico responsabile del rischio dell’attività d’impresa e risponde illimitatamente per le obbligazioni che assume in nome della ditta. Ciò sta a significare che, in estrema sintesi, risponde con il proprio matrimonio presente e futuro per i debiti contratti dall’azienda. L’attività va esercitata individualmente con l’eventuale supporto di collaboratori familiari e/o personale dipendente e la tassazione del reddito avviene sulla base delle ordinarie aliquote Irpef previste dalla Legge, a meno che non si opti per il regime fiscale agevolato forfettario. Ad un grado intermedio di complessità troviamo le società di persone, definite dal Codice Civile come un “contratto tra due o più persone per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili”. Queste possono essere di tre tipi: società semplice, società in nome collettivo (Snc) e società in accomandata semplice (Sas). La società semplice può esercitare soltanto attività non commerciali, pertanto la lasceremo da parte e concentreremo le nostre attenzioni sulle restanti due. La società in nome collettivo (Snc) si costituisce mediante la stipulazione di un atto pubblico o di una scrittura privata autenticata dal Notaio e va iscritta presso il Registro Imprese nei 30 giorni successivi. Il nome della società (ragione sociale) deve contenere il nome di almeno uno dei soci e l’indicazione che si tratta di una Snc. Ciascun socio esercita l’attività in nome e per conto dell’azienda e la amministra disgiuntamente dagli altri, salvo patti contrari. La responsabilità, così come nelle ditte individuali, è illimitata e solidale tra i soci, che rispondono delle obbligazioni sociali con il proprio patrimonio. La tassazione avviene per trasparenza, ovvero l’utile societario viene direttamente ripartito tra i soci in proporzione alla quota stabilito in atto costitutivo e costituisce il reddito sul quale poi graverà l’Irpef secondo le aliquote ordinarie. La società in accomandita semplice, pur essendo anch’essa una società di persone, si differenza dalla Snc perché presenta due categorie di soci: i soci accomandanti e i soci accomandatari. Gli accomandanti non amministrano l’azienda e rispondono delle obbligazioni sociali soltanto limitatamente alla q uota di capitale conferito, gli accomandatari amministrano in via esclusiva l’azienda, la gestiscono ma di contro hanno una responsabilità illimitata e solidale ricoprendo un ruolo identico ai soci di Snc.

 

Infine le società di capitali

Tra queste possiamo fare una distinzione tra le società per azioni (Spa), società a responsabilità limitata (Srl e Srls) e società in accomandita per azioni (Sapa). Le più diffuse per gli imprenditori che vogliono iniziare una nuova attività sono sicuramente le società a responsabilità limitata (Srl) e a responsabilità limitata semplificata (Srls). Entrambe si costituiscono con atto notarile ma si differenziano dalle società di persone perché hanno personalità giuridica perfetta: sono cioè dei soggetti giuridici distinti dalle persone dei soci. Di conseguenza per tutti i debiti societari risponde la società con il suo patrimonio senza coinvolgere le proprietà personali dei soci (ovviamente al di fuori della quota conferita dal socio in sede di costituzione societaria). L’amministrazione spetta all’organo amministrativo, che può essere costituito da un consiglio di amministrazione o da un amministratore unico e la tassazione rimane in capo alla società che pagherà le imposte a titolo di Ires e non di Irpef come nel caso delle ditte individuali e delle società di persone.

 

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