Sa essida dei candelieri a Ploaghe

Sa essida dei candelieri a Ploaghe

13 Agosto 2019 Off Di sardegnasocieta

Nella nostra isola sono pochi i centri, come Ploaghe, Nulvi, Sassari ed Iglesias, che ancora oggi riescono a conservare intatta nel tempo, nonostante l’avanzare del processo di modernizzazione, un’antichissima tradizione come quella rappresentata dall’offerta dei ceri alla Vergine Assunta.

Molteplici sono state le ipotesi avanzate sulla genesi dei ceri anche se, ormai, appare consolidata la teoria che la loro origine sia da attribuire al periodo giudicale, e nello specifico alla presenza della Repubblica di Pisa che con l’arrivo sull’isola, nel XII XIII secolo, portò con sé quel ricco bagaglio di tradizioni – fra cui anche l’offerta di ceri aventi forma a tabernacolo e peso determinato – che finì col diventare parte integrante della cultura sarda.

Se in un primo momento, la tradizione dei candelieri è simbolo della presenza pisana, a partire dal XV secolo assume caratteri totalmente diversi. Infatti, in questo periodo storico, la Sardegna fu flagellata da numerose carestie e pestilenze che ne decimarono la popolazione. In molti casi si tentò di far fronte alla situazione non soltanto con la medicina ma servendosi anche del contributo religioso: in particolare, si chiese l’intercessione della Madonna affinché ponesse termine alla gravosa decimazione della popolazione.

Questo aspetto storico è molto importante in quanto molti paesi, soprattutto quelli che già ripetevano nel periodo di Ferragosto la tradizione pisana come simbolo di devozione della madonna di mezz’agosto, “decisero di fare un voto” a quest’ultima per scongiurare il morbo.

Purtroppo, la mancanza di dati ci impedisce di sapere con precisione le date in cui avvennero questi voti alla Vergine; l’unica cosa che potrebbe essere chiara è che a partire dal XIV secolo la tradizione dei candelieri non è più un ‘usanza pisana, ma il simbolo della devozione e del ringraziamento nei confronti della Madonna e che puntualmente, ogni anno, si rinnova lasciando immutato il fascino ed il mistero che si porta da secoli.

Le peculiarità dei candelieri di Ploaghe

La particolarità della festa che il 15 agosto si svolge a Ploaghe, avente come protagonisti principali i Candelieri, sta tutta nella morfologia dell’evento. Si può affermare che i due Candelieri ploaghesi esistono da oltre tre secoli. Una traccia importante di quest’esistenza ci arriva grazie al rettore Cossu, che riporta alcune date contenute in una tavola storico-cronologica, e parla di un voto emesso dall’amministrazione civica in occasione della peste del 1580.

Ogni Candeliere è composto di due parti: il piedistallo completamente in legno alto circa 1 metro e da un cilindro in legno (decorato a mano con immagini sacre). Alla sommità recano i simulacri di Gesù Bambino e di San Pietro patrono di Ploaghe

Aspetto unico dei due Candelieri di Ploaghe è rappresentato dalla “doppia uscita”: i candelieri sfilano nel giorno del “Corpus Domini” e successivamente anche il 15 agosto, con relative ottave. Gli obrieri, che a Ploaghe si chiamano “Candaleraju” sono quattro, due maggiori e due minori, e sono estratti a sorte, grazie ad un accordo del 1826 fra le associazioni dei Pastori e dei Messai. I maggiori organizzano la festa dell’Assunta e del Corpus Domini, mentre i minori si occupano delle due ottave.

La ritualita è molto particolare, e conta numerose regole riguardanti i rapporti fra la coppia e chi gli sta intorno, che superano la festa puramente pagana. E’ la rete di rapporti intessuta durante il periodo precedente la festa a caratterizzare la sfilata dei candelieri, con scambi di cortesie, doni e servizi che danno un senso a tutto lo svolgersi dei riti e delle celebrazioni. Particolare l’aspetto che riguarda un piccolo cuscino in baroccato che viene realizzato per il corredo della giovane sposa, cuscino che ospiterà il simulacro di Gesù bambino o di San Pietro (regalati nel 653 dal rettore Strinna ai due gremi) nei giorni precedenti l’uscita del Cero. Attorno al letto vengono poi disposte le bandiere che ornano la cupola del candeliere, da una parte quelle delle famiglie consolidate, e dall’altra quelle delle nuove famiglie.

Per quanto riguarda “sa essida” dei candelieri è compito degli obrieri organizzarne l’allestimento e realizzare “su ziriu” (una striscia di seta finemente ricamata in oro che veniva applicata al cero che gli obrieri portano durante la processione). Devono inoltre contattare i portatori “sos de sutta” che si offrono al trasporto dei ceri durante tutta la processione che culmina con i “balli” in piazza San Pietro dei due candelieri. I portatori non vengono ricompensati con del denaro ma con un quarto di pecora, una ricca cena e un abbondante ristoro durante tutta la sfilata; questo momento viene interpretato come segno di buon augurio per il paese intero.
I colori delle bandiere, sono rosse per i pastori, e più chiari come il giallo, il rosa e il celeste per gli agricoltori.

Altro particolare è quello che vuole il Candeliere di San Pietro guidare la processione per undici delle dodici “fermate”, sino al momento in cui prima della dodicesima, cede il passo a quello di Gesù bambino, che ha l’onore di entrare in chiesa per primo.

 

 

Da Comune di Ploaghe

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