Fine settimana tappa a ORGOSOLO

Fine settimana tappa a ORGOSOLO

8 Ottobre 2019 Off Di sardegnasocieta

Terra di artisti e culla di arcaiche tradizioni Orgosolo rivela uno spirito vivace e un profondo legame con le sue radici. Il ricco patrimonio archeologico vanta  importanti monumenti dell’epoca prenuragica: nel circondario si possono visitare diversi  menhir e domus de Janas tra cui si ricordano quelle di Tettene, Istovuzzi e Pandelai.

Nel territorio si incontrano numerosi villaggi nuragici e sono stati  censiti più di 30 nuraghi . Di grande interesse è  quello di Mereu immerso nella cornice del Supramonte. La struttura è costruita con  conci squadrati di calcare bianco che gli donano un particolar fascino ed è formato da una  torre principale ,  che conserva la copertura a thòlos (una sorta di cupola)  ancora integra , e due minori racchiuse da un  possente bastione sul versante ovest. Da qui si gode uno  spettacolare panorama sul Canyon di Gorroppu .

A nord-est è ben visibile il vicino  nuraghe Presethu Tortu (chiamato anche Gorroppu per la vicinanza alla gola) in una  suggestiva posizione sul ciglio di una parete rocciosa . Una grande  muraglia alta oltre i 3 metri testimonia la presenza di un imponente antemurale a difesa dell’insediamento. Nel cuore della foresta tra i due nuraghi si incontrano i  resti di un ampio villaggio e alcune sepolture dell’epoca chiamate  Tombe dei giganti .

Al  Medioevo risalgono i  ruderi dell’antico villaggio di Loco e a nord del paese, intorno a cui sono ancora visibili i resti della parrocchiale intitolata a San Leonardo oltre a quelli delle chiese di Santa Maria, San Paolo e San Marco.

Il centro storico è caratterizzato da  strette stradine e case in pietra arricchite dai bellissimi murales che hanno portato Orgosolo ad una fama internazionale. I primi  dipinti murali di stampo politico-sociale risalgono alla  fine degli anni Sessanta del Novecento e furono realizzati dal  professor  Francesco Del Casino aiutato dagli alunni della scuola media. In seguito numerosi artisti hanno offerto il loro contributo trasformando il paese in  un vero e proprio museo a cielo aperto . A partire dagli anni ’80 si sono aggiunti altri soggetti ispirati alle scene vita quotidiana e alle tradizioni locali.

Tra le scenografiche vie si trova l’ antica parrocchiale di San Pietro dalle forme neoclassiche.  Eretta nell’età bizantina ha subito diverse modifiche nei secoli come testimonia il  bel campanile cuspidato di stile gotico risalente al Quattrocento.

Il paese è noto per la produzione di su Lionzu , la raffinata benda che incornicia il viso delle donne quando indossano l’ abito tradizionale orgolese . Per la realizzazione del copricapo si utilizzano  fili di seta prodotta da una selezionata varietà di baco allevato esclusivamente per questo utilizzo da una  famiglia di artigiane che lo eredita di generazione in generazione . Per l’ordito si usa la seta al naturale mentre la trama è colorata con lo zafferano. Il prezioso filato viene pazientemente  tessuto a mano su telai appositi seguendo  antichi metodi e accurate composizioni .

Orgosolo è uno dei centri della Barbagia in cui si tramanda l’arcaico  canto a Tenore, proclamato dall’UNESCO Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità.

 

 

di Autunno in Barbagia – Ph. Pierino Vargiu

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