Con i Candelieri Sassari rinnova il suo voto fatto 439 anni fa alla Vergine

Con i Candelieri Sassari rinnova il suo voto fatto 439 anni fa alla Vergine

10 Agosto 2019 Off Di sardegnasocieta

IL 14 DI AGOSTO SASSARI (COSTA NORD-OVEST SARDEGNA) SI IMMERGE IN QUESTA RIEVOCAZIONE STORICA E CELEBRATIVA DEL VOTO ALLA MADONNA CONTRO LA PESTE NEL 1580: 10 CERI DI 300-400 KG TRASPORTATI DAI RAPPRESENTANTI DEI GREMI DANZANO A RITMO DI MUSICA PER LE VIE DELLA CITTÀ.

Trae origine da un episodio realmente accaduto la Discesa dei Candelieri, una delle manifestazioni più attese dai sardi, che si svolge a Sassari ogni anno, il 14 di agosto. La Faradda, questo il suo nome in dialetto locale, rievoca il voto fatto dall’intera popolazione nel 1580, quando le antiche associazioni di arti e mestieri, i Gremi, portarono nella chiesa di Santa Maria di Betlem otto grandi ceri per chiedere alla Madonna di far cessare la peste, che aveva ormai mietuto migliaia di vittime.

 

UN CERO DA 300-400 KG

Un’offerta rinnovata tutti gli anni dopo la fine del contagio e divenuta nel tempo una grande festa che coinvolge tutta la città nella corsa di 12 ceri lignei rappresentanti i Gremi, portati a spalla e a braccia da giovani e robusti volontari. I pesanti cilindri di legno, di circa 300-400 chili ciascuno, sono alti circa 3 metri per 40 centimetri di diametro e sono decorati con l’immagine della Madonna, lo stemma della corporazione e del relativo Santo protettore. Su ogni cero sono presenti diverse bandierine e annodati lunghi nastri di seta colorata che durante la corsa sono tenuti in mano dai componenti del Gremio.

 

LA CORSA

La Discesa, che ha indubbie analogie con la Corsa dei Ceri che si tiene a Gubbio in onore del patrono sant’Ubaldo ogni 15 maggio e con la processione dei Candelieri di Iglesias, si svolge lungo un percorso prestabilito che attraversa tutto il centro storico dalla metà del pomeriggio. Dopo la partenza in piazza Castello, si prosegue fino a piazza Azuni lungo l’intero Corso Vittorio Emanuele, dove il Gremio dei Massai fa sosta al Palazzo civico, sede dell’antico Municipio, per un brindisi di augurio con le autorità. Dopo essersi sottoposti al giudizio della folla, secondo una tradizione in uso dal secondo dopoguerra, sindaco ed assessori si uniscono al corteo che prosegue per Porta Sant’Antonio e Corso Vico fino all’arrivo alla chiesa di Santa Maria di Betlem, in piazza Santa Maria. Qui si svolge il rito religioso, che ogni anno rinnova il legame di Sassari con la Vergine Assunta.

 

LA DANZA DEI CANDELIERI

La Discesa non è però una corsa forsennata per le vie della città. Nonostante il peso e la mole, i Candelieri si muovono come in una sorta di coreografia scandita dalle note dei suonatori di tamburo e di piffero che li accompagnano lungo il tragitto. Uno spettacolo nello spettacolo, in cui gli enormi ceri si piegano, si curvano e roteano a suon di musica. Bambini e sardi illustri. Alla festa del 14 agosto si accompagnano due sfilate riservate ai volontari più piccoli: il 5 agosto si tiene quella detta dei ‘mini-candelieri’, dove i ceri sono portati da ragazzi che non hanno ancora compiuto tredici anni, mentre il 10 tocca ai ‘medi-candelieri’, tutti intorno ai diciotto anni. La Discesa è anche l’occasione per premiare i sassaresi emigrati tornati in città proprio per l’omaggio alla Madonna, con il Candeliere d’oro e il Candeliere d’argento, e i sardi che si sono distinti nel campo culturale, scientifico o sociale.

 

I CANDELIERI

Un tempo i Candelieri erano macchine dalla forma di tabernacolo che contenevano ceri, con il passare dei secoli si è abbandonata l’offerta della cera e si è mutata la forma in colonne lignee di forma cilindrica munite di piedistallo e capitello. Nel piedistallo vengono inserite le quattro stanghe per il trasporto, mentre il fusto deve avere un’altezza di 3 metri e una circonferenza di 40/50 centimetri, per il capitello invece non sono previste misure predefinite e su di esso vengono dipinte immagini del santo protettore del gremio. Complessivamente un Candeliere pesa all’incirca 4 quintali.

 

LA VESTIZIONE

Ogni Candeliere viene conservato nella cappella cittadina dedicata al santo protettore, la mattina del 14 agosto vengono portati ognuno nella sede del proprio gremio e addobbati con il gonfalone del gremio e nastri colorati e quindi nella serata vengono portati in processione.

 

LA STORIA DEI GREMI

Il loro numero non è mai fisso, attualmente oscilla fra le otto e le dodici unità, ma i Gremi sono gli indubbi protagonisti della Discesa dei Candelieri di Sassari. Le corporazioni cittadine di arti e mestieri sono le depositarie della storia cittadina fin dal Medioevo, epoca in cui funzionavano un po’ come le confraternite religiose e le associazioni di mutuo soccorso, regolate da appositi Statuti.

 

ARTI E MESTIERI

Nel corso del secoli fra le categorie rappresentate si sono distinte i Massai (lavoratori della terra), gli Ortolani, i Sarti e Calzettai, i Falegnami, i Calzolai e Miniatori di Pelli, i Muratori, i Sellai e Bastai, i Cavallanti o Viandanti (ossia i mercanti), i Piccapietre (lavoratori della pietra), i Macellai, i Pellicciai, i Facchini, i Pittori e gli Acquaioli. La Discesa li vede sfilare in molti casi con abiti nobiliari del Trecento, epoca della dominazione spagnola, e con divise dell’Ottocento, con tanto di frac, capello a feluca e spadino.

 

IL COMPITO DEI GREMI

I Gremi persero la loro funzione corporativa nel 1846, quando una legge del Regno Sardo-Piemontese gli tolse ogni prerogativa, ad eccezione del mutuo soccorso e del loro valore religioso. Da quel giorno, la loro attività prosegue secondo riti pressoché inalterati, che trovano l’apice nella Discesa del 14 agosto. Tutti i componenti, divisi in rigide gerarchie, lavorano alla preparazione della festa sotto la guida dell’Obriere maggiore, capo e rappresentante del Gremio eletto ogni anno durante la festa patronale, a cui spetta il compito di portarne lo stendardo nelle manifestazioni ufficiali e durante le processioni civili e religiose. Uno scalino sotto ci sono l’Obriere di Candeliere, che organizza la discesa del proprio Candeliere; e l’Obriere di cappella, che lo custodisce nei dodici mesi prima della corsa.

 

 

Ph. Pierino Vargiu

da icandelierisassari

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