Cagliari attende affinchè Suor Tambelli sia Beatificata

Cagliari attende affinchè Suor Tambelli sia Beatificata

12 Novembre 2019 Off Di sardegnasocieta

Domenica 17 novembre in Cattedrale, l’arcivescovo di Cagliari Mons. Arrigo Miglio chiuderà ufficialmente il Processo diocesano sulla vita, le virtù e la fama di santità di suor Teresa Tambelli. Alle 16,30 l’Arcivescovo raccoglierà e sigillerà i faldoni che saranno inviati a Roma alla Congregazione per le Cause dei Santi. Si attenderà cosi' il via libera da Roma affinchè Suor Tambelli possa essere dichiarata Beata. 

 

Inizio del Processo Diocesano di Suor Tambelli nel 2016

 

Suor Teresa Tambelli sbarca a Cagliari nel settembre del 1907, ha 23 anni. Nasce a Revere, provincia di Mantova, il 17 gennaio 1884, da Rosa Laina e da Giulio Tambelli. La sua è una famiglia agiata, i nonni hanno una farmacia. Il papà, pur essendo avvocato, anziché esercitare la sua professione, segue Garibaldi nella famosa “Spedizione dei Mille”. Olga, nata da parto gemellare, è la sesta di sette figli. Riceve la Prima comunione a sette anni e, subito dopo, per mano di Mons. Giuseppe Sarto, il futuro Papa Pio X, il Sacramento della Confermazione. A 13 anni rimane orfana di entrambi i genitori. Compie i suoi studi a Parma presso le Figlie della Croce. Il rinvenimento quasi fortuito di un’immagine raffigurante una Figlia della Carità che battezza un piccolo cinese e di un’altra che ne allontana con gesto drammatico una bestia feroce, la avvicina alle Figlie della Carità che incontra durante le sue vacanze di educanda, ad Ostiglia, presso la sorella maggiore. È conquistata dal loro portamento semplice e cordiale. Dopo il Diploma, ad ottobre del 1903, sceglie di seguire il Carisma di Vincenzo de Paoli tra le Figlie della Carità. Da quel momento la sua vita è tutta una Missione di bruciante Carità. Nonostante la salute molto delicata, a causa del suo ardente desiderio delle Missioni Estere, è inviata in Sardegna, dove vi resta per ben 57 anni. Suor Tambelli s’inserisce ottimamente nella sua nuova realtà Comunitaria e di servizio. È amabile, umile, disponibile e caritatevole verso tutte le consorelle. Da subito conquista i cuori di tutti. L’audacia della sua Carità ben si accorda con quella altrettanto coraggiosa della nuova suor servente, suor Giuseppina Nicoli; con lei condivide l’avventura educativa della carità che fa dell’Asilo della Marina “la centrale della Carità”. Nel 1925 Suor Tambelli, succede a suor Nicoli come nuova suor Servente della casa. Ne prosegue l’opera con finezza di tratto, infaticabile generosità, pietà e purezza di vita. Adegua le Scuole alle nuove norme, mantiene vivo e dinamico l'asilo e i laboratori. Nel 1941, apre la Scuola Media parificata e le Magistrali Legalmente riconosciute. Ma ad avere un posto tutto speciale nel suo cuore sono i Marianelli (i celebri piccioccus de crobi di Suor Nicoli). Con angelica pazienza ed affetto veramente materno, raccoglie i bambini che dormono sotto i portici di Via Roma, avvolti in cenci o sdraiati sulle panche del giardino pubblico o sul fondo di una barca o nell'atrio di un palazzo. Per loro, suor Teresa fa tintinnare un campanello ed essi arrivano, chiassosi, per unirsi al gruppo e arrivare in orario alla Messa delle sei, a Sant'Eulalia. All’Asilo della Marina poi la colazione per tutti con pane e mortadella. Fa loro catechismo, il suo metodo è così vivo, chiaro e comunicativo che arriva sempre a conquistare i suoi piccoli amici. La sua dedizione la spinge fino alle periferie di Cagliari. Insieme con le sue suore più giovani, con marce forzate e penose, visita con sacchi di provviste, il Lazzaretto, allora Ospizio dei senza-tetto, le grotte di Palabamba, di Monte Urpinu, Is Mirrionis e Sant’Elia. Ha immensa fiducia nella Provvidenza. Ogni Natale, organizza il pranzo per i Poveri; l’avarizia o il risparmio a danno della Carità non è mai il forte di suor Tambelli…

 

Al di sopra di ogni attività esterna, Suor Tambelli cerca la perfezione secondo lo spirito vincenziano. Il 23 febbraio 1964, subito dopo la S. Messa, il suo cuore cessa di battere improvvisamente, sfinita dalla stanchezza ma con le armi in mano. La notizia della morte si propaga immediata in tutta Cagliari. Nel primo pomeriggio una grande folla sfila dinanzi alla sua bara per renderle omaggio. Una donna con una gran borsa vuota quando le è accanto, scoppia in pianto: «come faremo noi a vivere ora che voi siete morta!» I Poveri arrivano in massa, la piangono e non la lasciano fino al momento della sepoltura. «Era la nostra mamma - ripete uno di loro mentre sostiene il feretro fino al cimitero di Bonaria - da ragazzi veniva a svegliarci a casa per la Messa». La preghiera che Suor Teresa ha sempre insegnato ai Marianelli con tanto fervore: «Gesù, Giuseppe, Maria vi dono il cuore e l’anima mia; Gesù, Giuseppe, Maria che il mio ultimo mio cibo sia la Santa Eucarestia»: è ormai esaudita. Tutto ha dato alla Comunità e ai Poveri, fino all’ultimo istante. Di lei è stato detto che nessuno saprà mai in quale maniera riuscisse ad aiutare tutti. Suor Tambelli è una testimonianza autentica della CARITA' di CRISTO vivente nella Sua Chiesa.

 

In Cattedrale a Cagliari, il 16 Febbraio 2016 si è ufficialmente aperta la causa di beatificazione, mentre il 23 Febbraio 2019 la salma della Serva di Dio è stata traslata dal Cimitero di Bonaria alla cappella dell'Asilo della Marina, dove riposa la Beata Suor Giuseppina Nicoli.

 

 

 

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