14/15 Settembre Autunno in Barbagia a Oliena

14/15 Settembre Autunno in Barbagia a Oliena

13 Settembre 2019 Off Di sardegnasocieta

La leggendaria ospitalità dei suoi abitanti ha reso Oliena uno dei luoghi più apprezzati e conosciuti dai viaggiatori alla scoperta di affascinanti aree archeologiche, artigianato e folklore.

Il suo territorio è costellato di monumenti preistorici tra cui l’importante Grotta Corbeddu dove sono state ritrovate le prime testimonianze di vita umana nell’Isola risalenti al Paleolitico Superiore. La grotta si sviluppa su tre sale per una lunghezza di circa 130 metri. Nell’Ottocento fu rifugio del bandito Giovanni Corbeddu da cui prende il nome. Al Neolitico Recente risalgono oltre 40 domus de janas, sepolture scavate nella roccia, e numerosi insediamenti della cosiddetta Cultura di Ozieri (3.200-2.800 a.C.).

Dell’epoca nuragica si conservano più di 30 nuraghi e numerosissimi villaggi. Al Bronzo Medio risale il villaggio nuragico di Sa sedda de sos carros in cui è conservata una straordinaria fonte sacra: nei blocchi di calcare sono scolpite protomi d’ariete da cui fuoriusciva l’acqua che si riversava all’interno di un bacile circolare in pietra collocato al centro della stanza.

L’abitato è attraversato dal rio Golathi che suddivide il paese in due zone storiche chiamate Sa Banditta a ovest e Sa Banda Manna a est. Ancora oggi è possibile distinguere alcuni degli antichi rioni ognuno dei quali comprendeva la chiesa da cui spesso deriva il nome. Nel quartiere di San Francesco ad esempio si trova la chiesa di San Francesco da Paola costruita nel XVI secolo insieme al convento che ospitava i Frati Minori Osservanti. La facciata molto semplice è arricchita da un grande campanile a vela a tre aperture.

Nelle strette viuzze si affacciano le case più antiche, costruite in pietra, che conservano bellissime corti interne (alcune in comproprietà con più abitazioni dove spesso si trovava il pozzo per l’acqua), graziosi balconi in legno e i tipici porticati a cui si accede dalle scale esterne sostenute dai caratteristici archi.

Alle piccole costruzioni ad uno o due piani si contrappongono le imponenti abitazioni dei possidenti e dei nobili come il complesso dei Tolu, che recava la data del 1612 e il nome della casata nell’architrave della finestra. Il palazzo culmina con la loggia ad archi a sesto acuto che spunta dal rione Loggia de Canales (da cui probabilmente prende il nome) ed è impreziosito da pittoreschi comignoli.

Tra le tradizioni più suggestive che si svolgono nel paese vi è quella de S’Incontru, l’incontro tra la statua del Cristo e della Madonna che si svolge il giorno di Pasqua in cui si possono ammirare gli splendidi abiti tradizionali indossati per l’occasione. La cerimonia si svolge nella piazza della chiesa di Santa Maria, edificata in stile gotico aragonese nel  XV secolo e fortemente rimaneggiata nel ’900.

La parrocchiale intitolata a sant’Ignazio di Loyola fu eretta alla fine del Seicento dai Gesuiti che qui fondarono un collegio nella seconda metà dello stesso secolo. La facciata è suddivisa in tre parti da lesene ed è arricchita da un’imponente scalinata doppia.

 

di Autunno in Barbagia

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