L’isola con la voce delle donne

L’isola con la voce delle donne

28 Maggio 2019 Off Di sardegnasocieta

La nostra terra di Sardegna ci ha fatto conoscere tante donne
che in diversi ambiti si sono distinte per la loro professione, capacità artistiche, letterarie, musicali, ma anche religiose. Tra i volti delle donne mi piace citare Grazia Deledda nativa di Nuoro, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1926, prima donna italiana a ricevere questo premio. Con la sua bravura artistica non possiamo non ricordare Maria Lai nativa di Ulassai. Inconfondibile la voce di due grandi donne del panorama musicale come Marisa Sannia di Iglesias e Maria Carta nativa di Siligo, entrambi secondo generi diversi hanno saputo emozionare tante persone portando la musica fuori dalla nostra isola.
In campo sanitario Nereide Rudas nativa di Macomer, è stata la prima donna, in Italia, a fondare e dirigere, nel 1978, una clinica psichiatrica. Dopo di lei, bisognerà aspettare oltre vent’anni perché una donna sia di nuovo chiamata a ricoprire questo incarico.

Scorrendo le pagine della nostra storia di Sardegna non possiamo non citare Eleonora d’Arborea, rappresenta una dei principali personaggi della storia sarda. Viene definita, soprattutto dai Sardi, come una grande eroina, la patriota che dette la sua stessa vita per amore della sua terra, donna fiera e bellissima. Quel che è certo è che nella seconda metà del XIV secolo divenne giudicessa d’Arborea – ovvero sovrana – e si pose l’obiettivo – purtroppo per lei mai raggiunto- di unire l’intera isola, allora divisa in quattro parti, sotto un unico dominio, svincolandosi dal vassallaggio alla corona aragonese. La Sardegna, inoltre, le è debitrice di una carta legislativa, la Carta de Logu, decisamente avanzata per l’epoca, tanto da essere rimasta in vigore fino al 1827, quando venne sostituita dal Codice Feliciano.

La nostra isola ci fa ricordare anche le donne che hanno raggiunto la fama di santità come la Serva di Dio Edvige Carboni di Pozzomaggiore, che sarà beatificata il 15 Giugno, la Beata Gabriella Sagheddu di Dorgali, la Beata Antonia Mesina di Orgosolo, la Beata Elisabetta Sanna di Codrongianus, la Beata Maria Cristina di Savoia, la Serva di Dio Suor Anna Bachis, Ildegarde Cabitza, Maria Paola Muzzeddu, Simona Tronci, ed infine quelle donne silenziose che l’isola le reputa figlie adottive essendo talvolta punti di riferimento per tanta gente come la Beata Giuseppina Nicoli che si prese cura de Is Piccioccus de Crobi, alla Serva di Dio Suor Teresa Tambelli.

E’ veramente difficile citare ogni nome con il rischio di dimenticare qualcuno, ma ognuno ha lasciato la sua firma nella nostra isola. Ricordiamo inoltre quelle donne lavoratrici nelle miniere in particolar modo quelle vittime di Montevecchio.

 

 

di Andrea Agostino

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( In foto Grazia Deledda )

 

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