Senso di colpa: Dal bisogno di essere riconosciuti alla paura di essere abbandonati

Senso di colpa: Dal bisogno di essere riconosciuti alla paura di essere abbandonati

3 Dicembre 2019 Off Di Riccardo Povolo

Introduzione

Un saluto a tutti i lettori.

In questo mensile proseguiremo la nostra rubrica creando un collegamento tra quanto detto nello scorso articolo “l’educazione e la sua influenza nella psiche come processo circolare” e i due estremi dello stare in relazione: la paura del rifiuto e il bisogno di essere riconosciuti.

Analisi

La cornice di riferimento all’interno della quale ci muoviamo è quella che considera la “relazione come base per un sano funzionamento psicologico” e conseguentemente la ricerca di un equilibrio tra l’esistere con le nostre individualità e il modellarci per come l’ambiente richiede.

Vediamo quindi come:

a) l’esistere di una individualità richiama la capacità nel contattare i propri bisogni successivamente a un attento ascolto delle sensazioni

b) il modellarsi per come l’ambiente richiede, richiama tutte quelle norme sociali che si sono andate a costruire all’interno della persona generando come pilastro il senso del dovere.

Ripresi questi punti, che esemplificano la cornice di riferimento all’interno della quale ragioniamo, inseriamo due importanti vissuti che si generano continuamente all’interno della relazione: “il bisogno di essere riconosciuti e la paura del rifiuto”. Ho appositamente posto come primo il bisogno di essere riconosciuti, perché esso oltre a essere presente sin dalla nascita ci permette d'iniziare a vivere. Il bisogno di essere riconosciuti si struttura, a livello mentale, come il principale motore che la persona ricerca nella relazione. La mancanza di esso genererà una “paura del rifiuto”, che spesso e volentieri prende il sopravvento senza alcun motivo. Come mai tutta questa paura e da dove nasce? Vediamola di seguito. L’educazione si pone il principale obiettivo di portare la naturalità di una persona verso un differente meccanismo, quello delle norme sociali. Come specificato nel precedente articolo, una funzionale educazione media e fa incontrare l’individualità con le norme sociali. Una disfunzionale educazione annulla l’individualità in virtù delle norme sociali. Ciò che riesce a generare questo cambio di comportamento da una propria naturalità verso le norme sociali, è basato sulla creazione di uno specifico vissuto, il senso di colpa”. Detto in altre parole, se una persona attua un comportamento differente da una norma sociale, il contesto esterno si mobiliterà per far sentire quel comportamento sbagliato, generando in contemporanea un senso di colpa nella persona perché ritenuta pienamente responsabile di quel comportamento. Proseguiamo inserendo un ulteriore elemento, “far sentire l’altro diverso da ciò che ci si aspetterebbe, e vediamolo come risultante e strettamente connesso al “senso di colpa”. Infatti quest’ultimo porta la persona a sentirsi non adeguato rispetto a ciò che ha appena detto o compiuto. Differenti sono i gradi di sensi di colpa che la persona acquisisce di riflesso dall’esterno, e conseguentemente esistono differenti livelli nel “sentirsi diversi”. Bassi livelli nel senso di colpa, trasmettono il messaggio che esiste la propria individualità, così come un contesto esterno col quale imparare a relazionarsi. Alti livelli nel senso di colpa puntano a comunicare che la propria spontaneità/individualità è totalmente sbagliata. Spenderemo un prossimo articolo per focalizzare una grande differenza tra un’educazione basata sul senso di colpa, e una che pone le proprie fondamenta sul far maturare il senso di responsabilità come motore di un corretto agire. Come ultimo punto uniamo il sentirsi diversi con l’allontanamento che da esso ne deriva. Maggiore è la diversità in uno specifico comportamento rispetto alle norme e aspettative altrui, maggiore sarà il grado con il quale l’altro non vorrà aver a che fare con quella persona. Vediamo nascere qui “la paura dell’abbandono” estremamente opposta al bisogno vitale di “essere riconosciuti” descritto a inizio articolo.

 

In Conclusione ...

Potete ritrovare pochi e basilari punti per focalizzare come il senso di colpa nasca e si solidifichi in modo disfunzionale nel vostro vivere quotidiano. Partiamo da una nostra spontaneità, che necessità d'incontrarsi con un mondo strutturato da norme sociali. Sulla base di questa differenza si porterà la persona a maturare un senso di diversità/inadeguatezza per conformarsi a quelle che sono le norme sociali. Aderire alla norma proposta andrà a generare un riconoscimento della persona. L’emergere della propria individualità discostandosi dalle norme, porterà ad un parziale o totale rifiuto da parte della società con un annesso senso d’abbandono.

 

 

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