Brillo: Bolle di Arte Contemporanea

Brillo: Bolle di Arte Contemporanea

29 Novembre 2019 Off Di Massimiliano Ferragina

Parlare di arte contemporanea è sempre un problema. E ci piace proprio per questo. La bellezza è un problema, se poi questa viene riletta alla luce dei linguaggi, tanti, del mondo contemporaneo, oltre ad essere un problema, la bellezza diventa anche enigma. Non a caso la maggior parte delle persone di fronte all’arte contemporanea esclama: non la capisco! Questa rubrica non vuole scrivere solo del problema dell’arte contemporanea vuole accompagnare verso un orientamento ad essa, non verso una comprensione, sarebbe ambizioso e non necessario. Proviamo intanto a distinguere in partenza l’ambiguità lessicale molto comune “arte moderna non è arte contemporanea”. Spesso le due espressioni vengono usate come parallele e complementari. Intendiamoci. L’arte moderna è l’insieme di quei movimenti che hanno contrassegnato il secolo scorso, nasce con il pre-impressionismo. A questo si accompagnano l’Impressionismo, il Romanticismo, il Realismo, il Futurismo, Cubismo e molti altri.

Per la definizione di arte contemporanea la situazione è un po’ più complicata perché è difficile inquadrarla in un arco temporale preciso. Secondo alcuni manuali di storia dell’arte l’espressione può essere usata per indicare tutta l’arte del ‘900 (fondendosi quindi con l’arte moderna?), per altri solo l’arte del dopoguerra, o l’arte dagli anni ’60 in avanti, o addirittura solo l’arte degli ultimi 15-20 anni. Come si può notare c’è ancora molta confusione in merito però possiamo certamente osservare che per arte contemporanea si intendono tutte le espressioni artistico culturali ancora in atto ed in formazione.

Questa incertezza storiografica, va detto, è dovuta alla mancanza di una scuola artistica dominante o distinta, riconosciuta da artisti, storici dell’arte e critici. Bisogna anche aggiungere a questo breve tentativo di fare chiarezza che l’arte contemporanea è riconoscibile dal fatto che utilizza linguaggi, mezzi espressivi, materiali, propri del nostro tempo. Lo dice la parola stessa, arte contemporanea, del nostro tempo, e questa sarà per noi la definizione. L’altro punto da definire è il titolo di questa rubrica. Un nome davvero singolare: BRILLO! Bolle di arte contemporanea.

Brillo Box è stata una delle opere più rappresentative di Andy Warhol, pittore, scultore, sceneggiatore, regista, fotografo, esponente dominante della Pop Art. Cos’è la Pop Art? Ne parleremo presto. Brillo richiama una nota marca di detersivo per il bucato, diffusissimo negli Stati Uniti tra gli anni 70 e 80, icona di un consumismo nascente, ma non solo. Si tratta di una scatola “bella” messa a disposizione di tutti. La bellezza che per la prima volta diventa democratica. L’opera di Warhol non è la trasposizione di un oggetto dal reale al museale, si tratta di un’opera realizzata con arte, in legno, lamina, vernice, come fosse una scultura dal vero. La realtà, seppur consumistica, diviene metafora del bello, anzi torna ad esserlo. Brillo, diviene in breve tempo simbolo di un’arte, di una bellezza offerta a tutti per pochi centesimi, ecco allora il senso di questa rubrica: offrire a tutti coloro che hanno interesse la possibilità di accedere alla bellezza dell’arte contemporanea, fatte anche di bolle di sapone (a proposito di detersivo) ovvero di apparente superficialità o banalità.

Cercheremo di addentrarci nei concetti, nei progetti, negli studi degli artisti per carpirne le visioni. Brillo diventa la chiave di lettura dei contenuti di questa rubrica, chiediamo al gentile lettore di fare pulizia di ogni forma di pregiudizio nei confronti del contemporanea, chiediamo durante la lettura di immaginarsi chiuso in una bolla di sapone per lasciarsi andare al proprio sentire, alle proprie impressioni, col mondo dei, cosiddetti esperti, all’esterno. In ultimo, ma non per importanza, chiediamo lo sforzo di immaginare oltre quello che si legge, di soffiare metaforicamente sulla schiuma prodotta dal nostro Brillo e generare sogni splendenti, puliti, bianchi che più bianchi non si può (era un altro detersivo…ma il senso è quello!), l’arte contemporanea serve soprattutto a questo: sognare un mondo nuovo. Brill-ante.

 

 

 

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