Gli studenti di UniCa incontrano Umberto Galimberti

Gli studenti di UniCa incontrano Umberto Galimberti

2 Dicembre 2019 Off Di Luca Biggio

“EDUCARE ALL’EDUCAZIONE”
UMBERTO GALIMBERTI INCONTRA GLI STUDENTI DI UNICA

 

Il 5 Dicembre 2019, alle ore 15:00, presso l’Aula Magna Capitini della Facoltà di Studi Umanistici dell’Università degli studi di Cagliari, si svolgerà un incontro didattico formativo con lo studioso, filosofo e accademico italiano Umberto Galimberti, organizzato dalla Commissione Paritetica del corso di Scienze dell’Educazione e della Formazione.

Nato a Monza nel 1942, Umberto Galimberti è considerato uno dei maggiori studiosi italiani della nostra epoca. In gioventù, a Basilea (1963 – 1965) venne a contatto con lo psichiatra e filosofo Karl Jaspers – di cui diverrà poi uno dei principali traduttori e divulgatori italiani – che lo consiglierà ad approfondire i legami fra psicopatologia e filosofia. È stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale presso la neonata Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Ca' Foscari Venezia divenendo in seguito professore associato, nel 1983, di Filosofia della Storia. Dal 1999 è stato professore ordinario all’università Ca’ Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Ha collaborato settimanalmente con Il Sole 24 Ore dal 1987 al 1995, anno in cui inizia la collaborazione, a tutt'oggi attiva, con il giornale La Repubblica sia con editoriali su temi d'attualità che con approfondimenti di carattere culturale.

Riprendendo importanti autori come Marx, Heidegger, Jaspers, Marcuse, Freud, Severino e Anders e coinvolgendo discipline quali l’antropologia filosofica e la psicologia, Galimberti sostiene che oggi l’uomo occidentale dipende completamente dall’apparato tecnico, è un uomo-protesi come sosteneva già Freud, e questa dipendenza non sembra potersi spezzare. Nelle sue opere più importanti come Heidegger, Jaspers e il tramonto dell'Occidente (1975), Psichiatria e Fenomenologia (1979), Il corpo (1983), La terra senza il maleJung dall'inconscio al simbolo (1984), Gli equivoci dell’anima (1987) e Psiche e techne. L'uomo nell'età della tecnica (1999), Galimberti indaga il rapporto che effettivamente sussiste tra l’uomo e la società della tecnica. Sostiene che nelle condizioni attuali l’uomo non è più al centro dell’universo come intendeva l’età umanistica: tutti i concetti chiave della filosofia (individuo, identità, libertà, salvezza, verità, senso, scopo, natura, etica, politica, religione, storia) dovranno essere riconsiderati in funzione della società tecnologica attuale.

Noi continuiamo a pensare la tecnica come uno strumento a nostra disposizione, mentre la tecnica è diventata l’ambiente che ci circonda e ci costituisce secondo quelle regole di razionalità (burocrazia, efficienza, organizzazione) che non esitano a subordinare le esigenze proprie dell’uomo alle esigenze specifiche dell’apparato tecnico.

Al centro del discorso filosofico di Galimberti vi è dunque la tecnica: essa è il luogo della razionalità assoluta, in cui non c’è spazio per le passioni o le pulsioni, è quindi il luogo specifico in cui la funzionalità e l’organizzazione guidano l’azione. Tutto rientra nel sistema tecnico, qualsiasi azione o gesto quotidiano l’uomo compie ha bisogno del sostegno di questo apparato. La scienza, che è il luogo pensante, potrebbe diventare, invece, il luogo etico della tecnica. In questo senso va recuperato il valore umanistico della scienza: la scienza al servizio dell’umanità e non al servizio della tecnica. La scienza potrebbe diventare il luogo eminente del pensiero che pone un limite mentre la tecnica è un fare senza scopi, è solo un fare prodotti. Il punto cruciale sta nel fatto che tutto ciò che finora ci ha guidato nella storia (sensazioni, percezioni, sentimenti) risulta inadeguato nel nuovo scenario e, non avendo i mezzi intellettuali per comprendere la nostra posizione nel cosmo, ci adattiamo sempre di più all’apparato e ci adagiamo sulle comodità che la tecnica ci offre.

«Umberto Galimberti è un grandissimo maestro del nostro tempo. La stima per lui e per i suoi studi ci ha portato ad invitarlo come ospite di una giornata all’insegna del dialogo e della formazione. Crediamo sia molto importante affrontare il tema dell’educazione e dei giovani con un grande esperto come lui. Il valore più profondo del suo pensiero filosofico consiste proprio nel tentativo di fondare una nuova filosofia dell'azione che ci consenta, se non di dominare la tecnica, almeno di evitare di essere da questa dominati» ha detto Davide Moreno, rappresentante degli studenti del Dipartimento di Psicologia, Pedagogia e Filosofia dell’Università di Cagliari, tra gli organizzatori del simposio.

 

 

 

Riproduzione Riservata

Hits: 228