Diventare cittadini del mondo: La rivincita di Erasmo

Diventare cittadini del mondo: La rivincita di Erasmo

12 Agosto 2019 Off Di Luca Biggio

 

IL PROGETTO ERASMUS

Il progetto Erasmus, acronimo di ”European Region Action Scheme for the Mobility of University Students” nasce per opera della Comunità Europea poco più di vent’anni fa, nel 1987. «Ci si accorse che se si prendevano le iniziali, veniva fuori ERASMUS, come l’umanista e teologo olandese Erasmo da Rotterdam, vissuto nel XV secolo, grande visitatore dell’Europa cristiana»; con queste parole Sofia Corradi, nota come “Mamma Erasmus” – in un’intervista rilasciata per Rai 3, trasmissione Nuovi Eroi, nel 2016 – racconta del programma dell’Unione europea che permette agli studenti universitari di seguire i corsi e sostenere gli esami in un altro Paese dell’Ue per un certo periodo accademico. La vita di Erasmo fu un susseguirsi di viaggi e scoperte: critico sul metodo di insegnamento dell’epoca, come sulla grave crisi dei valori che la cristianità soffriva in quell’epoca, ha usato le sue teorie e vissuto, studiato e lavorato in diverse zone d’Europa (bastino gli esempi di Parigi, Bologna, Venezia, Torino, Padova, Siena, Napoli, Roma, Basilea) per comprenderne le differenti culture. Questo progetto, nelle idee della Corradi, nasce in gioventù, quando ella non riuscì a farsi riconoscere in Italia una laurea ottenuta alla Columbia University. Da qui la battaglia che la porterà alla grande vittoria e alla creazione del progetto culturale europeo ERASMUS Azione Studio. Proprio come fece Erasmo diversi secoli fa, gli studenti del nuovo millennio attraverso quest’esperienza di studio possono diventare cittadini del mondo; basti pensare infatti che il progetto fu creato proprio per educare le generazioni future all’idea di appartenenza a un unico blocco, quella che poi sarebbe stata l’Unione Europea. 


I DATI

L’Unione Europea ha stanziato, per il periodo 2014 – 2020, un fondo di finanziamento di sviluppo culturale e didattico nella misura di 15 miliardi di euro. Un numero intorno ai 5 milioni di studenti è partito grazie al progetto di mobilità internazionale ERASMUS; a questo, bisogna aggiungere l’appoggio e l’adesione al programma di circa 4000 università in tutta Europa. Oltre che ad avere punti in più, l’Erasmus serve anche per incontrare persone provenienti da tutta Europa, e per provare diversi modi di vivere. Su questa linea, la Regione Sardegna si è posta l’obiettivo di raddoppiare le adesioni di studenti e tirocinanti ai programmi di mobilità studentesca stanziando oltre 3 milioni di euro per i progetti Erasmus, Leonardo ed Erasmus Plus. Grazie all’aumento del budget nel 2016 sono stati molti di più gli studenti sardi che hanno potuto frequentare corsi di studio o di alta formazione all’estero, aumentando nel contempo le loro esperienze e migliorando le loro possibilità future di trovare un lavoro. Ai progetti, nel caso più vicino e particolare della nostra isola, possono partecipare gli studenti delle università di Sassari e Cagliari, dell’Accademia delle Belle Arti di Sassari e dei Conservatori di musica di Sassari e Cagliari. All’università di Cagliari si è passati da 986 studenti (anno accademico 2016-2017) a 1215 (anno accademico 2017-2018). All’università di Sassari, invece, si è passati da 876 a 992.

 

LE LINGUE

Le esperienze internazionali siano quelle che maggiormente contribuiscono alla acquisizione di competenze trasversali da parte degli studenti. In questo panorama, l’esperienza all’estero, l’immersione in una realtà che vive e parla un’altra lingua, acquisisce un’importanza maggiore di quella che ci si sarebbe aspettati fino a qualche anno fa. E non si tratta soltanto dell’inglese, lingua franca oramai parlata in tutto il mondo. Dati del 2014 alla mano, l’Italia è al 27esimo posto per conoscenza della lingua inglese, dietro molti Paesi dell’Europa orientale, ma c’è da sottolineare che negli ultimi anni è uno dei Paesi in cui questo indice è migliorato di più.


INDIPENDENZA E AUTONOMIA

 Andare in vacanza in qualche meta europea gettonata possono farlo tutti, ma lavorare e studiare in questi posti è diverso. Significa che per un certo periodo di tempo lo studente dovrà vivere quel luogo, capire lo spirito dei locali e gestirsi da solo, magari per la prima volta lontano da casa. Affrontare la quotidianità quando non si parla bene la lingua del luogo, non si conosce profondamente la città e bisogna anche cavarsela da soli rafforza il carattere e arricchirà il bagaglio culturale. 


NUOVA MENTALITA’

 Relazionarsi con un sistema di studio o di lavoro diverso, con persone che parlano un’altra lingua e hanno un’altra cultura, cambia profondamente qualsiasi studente. Questo tipo di esperienza darà allo studente una nuova concezione della realtà, con orizzonti più ampi e una maggiore apertura mentale. Lo studente che fa un’esperienza all’estero è un giovane che sa che le cose possono essere giudicate da più punti di vista e che esiste più di un approccio, e chissà che quanto appreso all’estero non lo aiuti anche nella vita scolastica e in futuro in quella professionale, usando proprio quei metodi appresi in un Paese lontano da casa e dagli affetti. 


ASSOCIAZIONI STUDENTESCHE E REGIONE SARDEGNA

 Sicuramente, il progetto “Summer School” è uno dei più conosciuti nel panorama studentesco universitario. Una possibilità per unire vacanza e formazione. Sono corsi tematici di qualche giorno, settimane o mesi che vengono organizzati durante l’estate, utili all’acquisizione di specializzazioni in diversi settori. Tutte le Summer School sono a pagamento ma molte offrono la possibilità di borse di studio e sovvenzioni. Tra queste, a livello regionale, spiccano ESN Cagliari, AEGEE Cagliari, TDM 2000 Cagliari, nate con l’obiettivo di promuovere la mobilità e la cooperazione internazionale anche al di fuori dell’ambito della didattica universitaria. Esempio ne è il Local Training Course di AEGEE Cagliari che ha visto i partecipanti, ospiti nel paese di Portoscuso, nell’estremo Sud Ovest della Sardegna, approfondire la conoscenza sulle Summer Universities, la loro organizzazione e gestione, sperimentando i possibili inconvenienti per poter porre in essere le capacità di co-working, problem solving e lavoro di squadra. 
 SVE – SERVIZIO VOLONTARIO EUROPEO. Si parla di volontariato, quindi non è prevista una retribuzione ma non bisogna pagare nessuna spesa di vitto e alloggio. Il Servizio volontario europeo propone progetti di lungo periodo, che durano dai due ai dodici mesi. L’unico limite di partecipazione è l’età: dai 17 ai 30 anni. Si può scegliere il Paese, europeo o extra europeo, e l’area di intervento preferita. Le attività da svolgere riguardano tutti i campi in cui sono attive le organizzazioni no-profit: dall’assistenza ai disabili all’educazione ambientale, fino alla cultura, la musica e il teatro. 


LE NOVITÀ: I DOPPI TITOLI.

Una delle grandi novità che le Università sarde stanno sperimentando riguarda gli accordi di Double Degree, o Doppi Titoli, con le università dell’Europa e del mondo. Tali accordi prevedono che gli studenti possano svolgere una parte del proprio percorso accademico presso l’università estera, attraverso un’esperienza di studio prolungata ad un intero anno accademico, con l’obiettivo di ottenere un titolo di studio parimenti riconosciuto, sia in Italia che nel paese di destinazione. Si tratta di un titolo di studio con un taglio nettamente internazionale, con garanzie di alta competenza linguistica e con una spendibilità sul mercato del lavoro dal grande potenziale. Vediamone un esempio: dal Maggio 2018, l’Università di Cagliari e l’Universitè Paris Nanterre hanno stipulato un accordo di doppio titolo impegnandosi entrambi all’elaborazione congiunta dei percorsi formativi. Sulla base delle statistiche di AlmaLaurea, vi è un significativo rialzo del 20% sulle possibilità di trovare impiego rispetto ai coetanei che sono sempre rimasti in Italia.

Hits: 14