Recensione: L’attraversaspecchi – fidanzati dell’inverno

Recensione: L’attraversaspecchi – fidanzati dell’inverno

27 Agosto 2019 Off Di Alessandra Stara

 

Trama: L’ Attraversaspecchi è una saga letteraria in tre volumi che mescola Fantasy, Steampunk e Belle Époque, paragonata dalla stampa francese alle saghe di J.K. Rowling e Philip Pullman. Fa da sfondo un universo composto da 21 arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra. La protagonista, Ofelia, è originaria dell’arca “Anima”; una ragazza timida, goffa e un po’ miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un’altra arca, “Polo”, molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra di loro.

Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei? Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo. Fidanzati dell’inverno è il primo capitolo di una saga ricca e appassionante che sta conquistando migliaia di lettori giovani e adulti.

Fidanzati dell’inverno è il primo libro di una saga fantasy francese composta da quattro volumi, due dei quali editi in Italia grazie a Edizioni e/o. L’uscita del terzo è prevista per ottobre.

A metà tra il distopico e lo steampunk, questo romanzo fonde i cliché e i topoi del fantasy e li rimodella per farci assaporare un’opera tra le più originali e brillanti del genere. L’ambientazione è innovativa: il mondo come lo conosciamo non esiste più in seguito a una frattura che lo ha spaccato in parti definite “Arche”, ciascuna con delle caratteristiche peculiari. Gli abitanti delle varie Arche possiedono poteri particolari, associati al sangue della famiglia di appartenenza. Tra oggetti con una spiccata sensibilità, poteri al limite dell’assurdo e personaggi stravaganti, troviamo la protagonista Ofelia.
Nel bel mezzo di una specchiera emerse un naso. Il naso venne avanti, subito seguito da un’arcata sopraccigliare, una fronte, una bocca, un mento, guance, occhi, capelli, collo e orecchie. Sospesa al centro dello specchio fino alle spalle, la faccia guardò a destra e a sinistra. Poi, più in basso, affiorò la piega di un ginocchio portandosi dietro un corpo che si estrasse dal vetro tutto insieme, come se uscisse da una vasca da bagno. La figura sbucata dallo specchio consisteva in un cappotto logoro, un paio di occhiali grigi e una lunga sciarpa a tre colori. Sotto quegli strati c’era Ofelia.
Ofelia è una ragazza in età da marito e abita ad Anima, una delle Arche. È un’animista e possiede la capacità di attraversare gli specchi e di teletrasportarsi grazie a essi; inoltre, è in grado di leggere la storia degli oggetti soltanto toccandoli. Viene descritta come una donna minuta, fragile, un po’ goffa come la maggior parte delle protagoniste di questo tipo di fantasy. A differenza dei soliti stereotipi, però, dimostra un carattere pacato, intelligente e acuto. È intraprendente e capace di cavarsela da sola nelle situazioni peggiori. È una protagonista moderna che incarna in pieno gli ideali del femminismo e l’ho apprezzata moltissimo.

La trama, all’apparenza semplice, prende il via quando Ofelia viene promessa sposa a Thorn, un uomo proveniente da Polo. Polo è un’Arca gelida e inospitale, non soltanto per le temperature rigide, ma anche per lotte intestine a suon di sorrisi ammalianti e ipocriti che celano invece coltelli affilati. Nonostante possa trarre in inganno, non si tratta di una storia d’amore o, perlomeno, non è una storia d’amore classica. Thorn è un tipo spigoloso, maleducato e impenetrabile, e Ofelia prova immediatamente antipatia nei confronti dei suoi modi bruschi.
La loro relazione è gestita in modo ineccepibile, molto diversa dai soliti romance. E infatti è stato questo ad avermi conquista, oltre all’abilità dell’autrice di dipingere un mondo del tutto nuovo con maestria.
Da momento in cui Ofelia mette piede a Polo, la sua vita cambia. Viene portata a Chiardiluna, la corte del sovrano Faruk, e in quel luogo all’apparenza patinato ma ricco di insidie pericolose impara a doversi salvare con le sue sole forze, spesso senza poter contare sul suo promesso sposo.
Tra segreti, bugie e sanguinose faide tra famiglie, il romanzo procede con un ritmo sostenuto seppur un po’ lento nelle battute iniziali. Tuttavia, trattandosi del primo di quattro volumi, ho trovato saggia la scelta di accompagnare lentamente il lettore in un mondo complesso come questo per non lasciarlo disorientato.

Le descrizioni sono sublimi: l’autrice è fenomenale non soltanto nel mostrarci gli ambienti e l’universo in cui è ambientata la storia, ma riesce anche a far emergere il carattere dei personaggi attraverso le descrizioni fisiche. Una nota succulenta che mi ha stregato.
Infatti, ognuno dei personaggi si delinea senza fatica nella mente del lettore, che si abitua a riconoscerlo non solo per il modo di comportarsi ma anche per i dialoghi efficaci. Vediamo ogni cosa con gli occhi di Ofelia, eppure ciò non intacca la caratterizzazione degli altri personaggi.

Ho amato questo fantasy così originale e ben strutturato, perciò non mi resta che consigliarvelo!

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