Il genio di Gianni Rodari

Il genio di Gianni Rodari

14 Ottobre 2019 Off Di Debora Zucca

Tempo fa, ad un corso per insegnati, specifico sul tema lettura, mi venne chiesto se c’era stato un libro che mi aveva segnato, e in qualche modo contribuito alla mia formazione. Devo ammettere che ho letto parecchio fin da bambina, fiabe, favole, racconti, poi libri, saggi, narrativa, gialli.

Ma se devo scegliere un libro che mi ha aperto la mente anche su quello che volevo diventare, scelgo Rodari e la sua Grammatica della fantasia. Gianni Rodari è stato un maestro, scrittore, inventore se vogliamo definirlo veramente. Un educatore che ha saputo interpretare il pensiero dei bambini, venendo loro incontro con ciò che meglio sanno fare: creare e fantasticare. La sua opera è stata riconosciuta come un valido strumento educativo, che fornisce al bambino quegli strumenti necessari per capire il mondo circostante, ma ancora di più per rispettarlo dico io. Se tutte le fiabe hanno una funzione educativa, catartica, necessaria per lo sviluppo psicologico del bambino, i racconti, le filastrocche di Rodari hanno la funzione di stimolare e trattenere una capacità importantissima del bambino: quella di creare, inventare, che noi adulti abbiamo perso ormai. Con il dovuto rispetto, mi permetto di dire che io proprio questa capacità grazie a Rodari non l’ho affatto persa, anzi, l’ho coltivata come fosse una piantina che mi forniva ossigeno. Perché dare tanta importanza alla creatività? Perché è proprio da questa che poi si sviluppano tante potenzialità e capacità umane. La creatività, nutre i processi mentali, li sollecita a lavorare, a risolvere, a capire. Oggi troppo spesso nella mia professione mi capita di incontrare bambini che non pensano di saper disegnare, inventare una storia, creare un personaggio fantastico, immaginare qualcosa di diverso che vada oltre il mondo sensibile. Ebbene per fare tutto questo ci vuole creatività. Ma dove va a finire la creatività del bambino che possiamo notare nel gioco simbolico, quando un manico di scopa diventa un cavallo, oppure una scatola di cartone, una bella auto sportiva? Credo di poter dire con franchezza che, i viaggi sulle ali della fantasia della nostra mente si sono un po’ ingarbugliati in strumenti che tutto vogliono sapere, giochi elettronici, tablet, cellulari, che spesso vengono forniti ai bambini in tenera età.

Tutto è dato, tutto è già creato e a nostra disposizione, non dobbiamo fare altro che usufruire di un piatto già pronto. Questa non è creatività, non è neanche educazione. Soprattutto non è libertà. Si perché la creatività è sinonimo di libertà, di scegliere, di creare ciò che più mi piace, di divertirmi con ciò che mi intrattiene facendomi sorridere. Rodari mi ha insegnato proprio questo: se sono costretta dalle norme sociali ad adeguarmi alla società è giusto per la convivenza pacifica; ma ho la mia dimensione di libertà in cui posso viaggiare, fantasticare e sentirmi finalmente libera da vincoli, e queste sono le sue storie, ma anche quelle che lui mi ha insegnato a scrivere, che scrivo tutt’ora per non perdere la mia anima di bambina.

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