Mascherine protettive: quando é possibile detrarre le spese?

Le mascherine protettive, anche se acquistate in esercizi diversi dalle tradizionali farmacie, sono detraibili in sede di dichiarazione dei redditi. Ma attenzione, solo se sono rispettati i requisiti normativamente imposti.

In questo periodo di emergenza sanitaria, la mascherina é diventata parte integrante “dell’abbigliamento quotidiano” delle persone. Nonostante molti enti locali di piccole dimensioni si siano attrezzati per consegnarle ai cittadini, la maggior parte degli italiani ha dovuto provvedere autonomamente all’acquisto. Ma quali sono le mascherine effettivamente detraibili? A quanto ammonta la percentuale di detraibilità di tali dispositivi medici?

La percentuale di detraibilità é del 19% del costo sostenuto. A titolo di esempio, un contribuente che ha sostenuto 50 euro per acquistare una confezione da 100 mascherine, potrà recuperare in sede di dichiarazione dei redditi 9,50 euro (50 euro x 19%). Ma attenzione, é necessario che la mascherina sia effettivamente un dispositivo medico con le caratteristiche definite dal Ministero della Salute. A ribadirlo è stata la recente Circolare n. 11/E del 6 maggio 2020 dell’Agenzia delle Entrate. Ma quali sono queste caratteristiche? Per capire se quelle che abbiamo acquistato sono detraibili o meno, é necessario analizzare lo scontrino (in alternativa la ricevuta o la fattura) che dovrà riportare la data di acquisto, la descrizione del prodotto acquistato e quella del soggetto che ha sostenuto la spesa. La mascherina deve essere una di quelle presenti nell’elenco della “banca dati dei dispositivi medici” pubblicato sul sito del Ministero della Salute e, se non presente nell’elenco di cui sopra, deve comunque possedere sia la marcatura CE che la conformità alle direttive europee (93/42/CEE, 90/385/CEE e 98/79/CE e successive modificazioni e integrazioni).

 

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