Vado al mare al museo!

Entrare in un museo nel mese di agosto, o comunque nei mesi caldi estivi, è sempre stata per noi un’esperienza sorprendente. Non ci riferiamo ovviamente alla possibilità di trovare refrigerio, con l’aria condizionata che spesso o è altissima o addirittura assente. Ci riferiamo al fatto che ci sembra che le opere d’arte custodite nei musei d’estate abbiano un aspetto diverso. Comunque arrivano ai sensi in maniera nuova. Proviamo a riflettere, anche fantasticando un poco. Per esempio, la prima differenza evidente è che le opere classiche, pittoriche in verità, ci sembrano più invernali, quasi ci fa caldo a vederle, sono più godibili d’inverno, mentre quelle contemporanee, sempre pittoriche, risultano più estive, più fresche, sarà per i colori, per le misure, per la differenza di linguaggi, ma questa è la nostra impressione, facendo ovviamente ricorso esclusivamente alla sensazione e un po’ anche al gioco. Ci perdoneranno i nostri lettori. I musei d’estate sono luoghi meravigliosi. E’ davvero lodevole la notizia di molti musei italiani e non solo di rimanere aperti in agosto nel rispetto della normativa Covid, per permettere a chi deciderà di andare in vacanza in Italia, di arrivare nelle località e godere dell’arte custodita nei musei locali. Perché serve aggiungere anche questo!

Oltre ai conosciutissimi musei nazionali, ne esistono una moltitudine di regionali, comunali, diocesani che molte volte all’interno conservano veri e propri tesori, visitabili in beata solitudine proprio d’estate. Ma ribaltiamo la riflessione, è l’arte? gli artisti? si sono mai occupati di sviluppare il tema “l’estate”? Da una breve ricerca realizzata appositamente per questa rubrica, possiamo affermare che “sì”! C’è tanta estate nel mondo dell’arte. E’ la stagione del caldo, della luce del sole, della vita all’aria aperta, del riposo, sono immagini che già potrebbero ricondurci a opere d’arte famose, basti pensare alle opere di Edward Hopper, le sue case meravigliose sul mare, le sue spiagge, le sue stanze sul mare, le finestre aperte, i suoi personaggi seduti a leggere in verande bellissime, gli ombrelloni colorati e le sdraio rivolte verso l’azzurro dell’oceano.

Potremmo a questo punto dire che l’estate per gli artisti, la maggior parte è stata ed è ancora la stagione più amata. Monet, Bruegel, Isaac Levitan, Christen Kobke, molti e molti altri ci hanno regalato immagini estive fatte di prati di papaveri assolati, donne con ombrellini nella natura, campi di grano con spighe mature, e infinite vedute marine. Non basta? Aggiungiamo tutte quelle opere che rappresentano e descrivono minuziosamente, a volte meglio che dal vero, la gamma di frutti, verdure, ortaggi che l’estate soltanto può offrire, un tripudio di colori, forme, composizioni che immortalano la bellezza, che sfiorisce veloce, dell’estate. Non siamo abituati a pensare l’estate come tempo per l’arte, invece non è affatto così. Quasi tutti gli artisti hanno voluto e sentito il bisogno di lasciare traccia della loro esperienza di questa stagione. Guardando l’arte che testimonia l’estate, e guardandola nei musei quelli meno frequentati, scatta subito un sentimento nostalgico, un sentimento melanconico, ci si accorge subito che anche il modo di vedere e vivere l’estate è cambiato.

L’estate non è più quella raffigurata, brillante, calda ma non asfissiante, non è più la stagione spensierata, l’estate oggi è imprevedibile, quella del clima impazzito, del caldo killer e delle bombe d’acqua. Delle spiagge certo ventilate, ma sporche e sovraffollate. Le belle ville al mare che raffigurava Hopper esistono ancora, nei suoi quadri, oggi sono blindate, sorvegliate a vista, spesso luogo di violenze e brutalità. L’estate non prevede più donne con l’ombrellino e bambini che giocano sulla spiaggia, ma volgarità spacciata per moda, gusto, benessere, i bambini sempre meno bambini. E così potremmo continuare all’infinito. Ci restano i quadri, le opere, i musei, restano a documentare una stagione che fu, che forse è ancora in qualche angolo della terra, ma che in verità è finita. Un ultimo pensiero va al mare. Simbolo e paradigma dell’estate. Il mare che l’arte ha esaltato in ogni forma, linguaggio, possibilità. Il mare che fortunatamente ancora resiste, non solo nei quadri e nelle fotografie, ma per quanto tempo potremmo godere ancora della sua meraviglia se lo trattiamo come una discarica? se lo sfruttiamo senza tutele? se per molti è solo un’enorme massa di acqua? Forse sarà proprio l’arte a salvare il mare, spiegando che oltre la massa d’acqua salata, il mare è poesia.

 

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