L’attesissimo ritorno dell’opera al Lirico

Sarà una “breve stagione settembrina” a completare la programmazione di classicalparco2020. Così l’ha definita Nicola Colabianchi, sovrintendente del Lirico, con una sobrietà che non riesce a celare l’intima soddisfazione per un’iniziativa “risultata piuttosto fortunata”. Sarebbe d’altronde scorretto e ingiusto non dargliene atto. Non solo a fronte del discreto riscontro ottenuto presso il pubblico o della concomitante inaugurazione (leggasi valorizzazione) dell’arena di piazza Nazzari, fortemente voluta anche dal presidente della Fondazione, nonché primo cittadino di Cagliari, Paolo Truzzu. Ma soprattutto per il valore simbolico della proposta: con classicalparco2020 Colabianchi ha dato infatti un segnale inequivocabile, rilanciando con coraggio l’importanza del mondo teatrale e musicale all’indomani della chiusura obbligata imposta dal lockdown.

Dopo una breve pausa di riposo, in corrispondenza della festività ferragostana, il Teatro Lirico dunque è ripartito. Ieri mattina la conferenza stampa convocata da Truzzu – assente a causa di precedenti impegni istituzionali – e da Colabianchi per presentare i tre appuntamenti musicali di settembre e lasciar trapelare qualche cauta anticipazione sulla stagione 2021 (a tal proposito pare certa la ripresa del cancellato West Side Story). Interrogato sulla programmazione per il prossimo autunno, il sovrintendente è stato invece chiarissimo: in via Sant’Alenixedda non sono rimasti immobili ed è pronta una nutrita serie di proposte. La parola definitiva spetta tuttavia al governo, perché fino al 15 ottobre le norme di distanziamento e di sicurezza non consentono di riprendere le attività al chiuso. Di fatto quindi un “si naviga a vista”, oltre il quale non rimane che attendere le prossime misure del legislatore. L’incontro ha rappresentato inoltre una felice occasione per dare il benvenuto a Giovanni Andreoli, il nuovo maestro del coro del Lirico. Appena arrivato dal Teatro Nacional de São Carlos di Lisbona, con in mano un invidiabile curriculum di esperienze nelle maggiori istituzioni musicali italiane e internazionali, Andreoli esordirà già negli spettacoli di settembre, sostituendo Donato Sivo.

Si inizia subito, martedì 8, con l’atteso ritorno dell’opera (benché in forma di concerto): al giovane direttore toscano Valerio Galli, presente alla conferenza e al suo debutto a Cagliari, il compito di dirigere uno dei melodrammi più noti e cari al pubblico, Cavalleria rusticana di Mascagni (per 5 recite complessive). Nei ruoli principali sono stati annunciati i nomi di valenti artisti: Alessandra Volpe (Santuzza), Amadi Lagha (Turiddu), Devid Cecconi (Alfio), recentemente applauditi dal pubblico cagliaritano.

Il 18 e 19 settembre sarà poi la volta di due serate che Colabianchi ha inteso dedicare a tutte le vittime colpite dalla pandemia, anche a quelle che indirettamente ne hanno subito le drammatiche conseguenze. Il programma, che vedrà protagonisti i due complessi stabili della Fondazione, verterà su tre raffinate pagine di Fauré: la suite dalle musiche di scena Pelléas et Mélisande, il Cantique de Jean Racine, il Requiem per soli, coro e orchestra. I tre brani saranno diretti sempre da Galli, mentre nei ruoli solistici del Requiem si esibiranno il soprano Claudia Urru e il basso Francesco Leone.

In chiusura, il 25 e 26 settembre, un sentito e doveroso omaggio a Ennio Morricone, scomparso lo scorso 6 luglio. A dirigere orchestra e coro del Lirico, è stato invitato il figlio del maestro, Andrea Morricone, che vanta importanti e numerose collaborazioni con teatri e festival musicali e che si esibirà per la prima volta a Cagliari.

Tutti gli spettacoli, come consueto, inizieranno alle 20.30, non avranno intervallo e saranno ancora all’aperto, nell’arena di piazza Nazzari, nel rigido rispetto della normativa anti Covid.

 

Foto di Priamo Tolu

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