Carlo Maria Acutis: un piccolo gigante della fede cristiana

«L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo. Noi siamo più fortunati degli Apostoli che vissero 2000 anni fa con Gesù: per incontrarLo basta che entriamo in chiesa. Gerusalemme l’abbiamo sotto casa». Questa parole tanto semplici quanto disarmanti sono di Carlo Maria Acutis, giovane nato al Cielo a soli 15 anni dopo una breve ma intensa convivenza con una leucemia fulminante. Anche in quella sofferenza Carlo ha innanzitutto tenuto lo sguardo sul suo migliore Amico, Gesù, offrendoGli tutto il suo patire.

Carlo è un ragazzo normale, che ha saputo circondarsi dell’affetto di tante persone, di ogni credo religioso e ceto sociale. È cresciuto in una famiglia benestante, ma non si è mai adagiato nella sua condizione, né ha mai sperperato i suoi risparmi. Anzi, donava tutto in beneficenza e si spendeva per i poveri, gli emarginati, quelli che spesso sono “invisibili” ma nei quali è presente il Signore. Carlo lo sapeva bene e proprio con Lui strinse da subito un profondo (e sanamente invidiabile) rapporto. Infatti frequentava quotidianamente la Messa e, ogni volta che poteva, si fermava in chiesa per salutarLo e restare lì in adorazione. Si confessava frequentemente perché, diceva, «come la mongolfiera per salire in alto ha bisogno di scaricare i pesi, così l’anima per levarsi al Cielo ha bisogno di togliere anche quei piccoli pesi che sono i peccati veniali».

Questo piccolo gigante della fede cristiana verrà beatificato il 10 ottobre di quest’anno, ma penso che Carlo fosse santo già alla nascita. Perché con la sua gioia e la sua fede ha contagiato proprio tutti, persino la sua mamma. Non sarebbe bello, forse, fare altrettanto? Ma non è impossibile, perché è un dono che possiamo chiedere anche noi.

 

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