Portoscuso: Il mare e le sue ricchezze

Alla scoperta del borgo di Portoscuso in compagnia del Sindaco Dott. Giorgio Alimonda

 

Naturalmente proteso in direzione Sud-Ovest, il borgo marinaro di Portoscuso, popolato da oltre cinquemila abitanti, nasce sul finire del XVI secolo. Il suo porto si trova esattamente di fronte alle isole dell’arcipelago del Sulcis, san Pietro e sant’Antioco ed è oggi una delle più importanti e note località turistiche della Sardegna. Nonostante i primi insediamenti antropici nel territorio risalgano, con tutta probabilità, al periodo Neolitico (tra l’8000 e il 3000 a.C.) la zona sarà frequentata dai fenici, seguiti dai punici e dai romani. L’antica Puerto Escuso (dal catalano Port Escus; escos o escus è il participio passato arcaico di escondir ossia “nascondere”; letteralmente dunque “porto nascosto”) fu inoltre un importante scalo commerciale per lo sbarco di merci destinate a Iglesias e, sul finire del XVI secolo, venne edificata la torre costiera, oggi nota come Torre Spagnola, posta sotto il comando di un alcalde, e la Tonnara “Su Pranu” (il Pianoro) attiva nei mesi di maggio e giugno per le mattanze: il paese, insieme a Carloforte, è famoso per la pesca del tonno. Nel corso dei secoli furono costruite attorno a su Pranu, case, magazzini per la lavorazione e conservazione del tonno e la chiesa di santa Maria d’Itria (1655), patrona dei pescatori festeggiata ogni 52 giorni dopo Pasqua, con eventi sportivi, musicali e folklorici. Durante i primi anni del Novecento, prese avvio la costruzione del moderno porto, oggi noto come Portovesme, portando il piccolo centro costiero a divenire uno dei punti nevralgici dell’intero territorio. Col finire della seconda guerra mondiale, tra gli anni sessanta e settanta, si sviluppò il polo industriale di Portovesme (1973). Dialogando con il sindaco di Portoscuso, dott. Giorgio Alimonda, abbiamo potuto approfondire alcuni aspetti della realtà sociale, turistica e culturale del borgo di Portoscuso: «Il più grande messaggio che la nostra amministrazione ha voluto trasmettere a tutta la cittadinanza è stato quello di ricreare un forte senso comunitario – specie dopo le profonde e dolorose conseguenze della crisi economica del 2008 – e rivalorizzare il centro cittadino nella sua parte storica, turistica e culturale: dalla cura dei litorali, alla manutenzione e salvaguardia della viabilità pubblica, ai lavori di bonifica e rifacimento di alcune aree interne. Tra le più importanti azioni ricordo, con non poca felicità, l’acquisto dello stabile della Tonnara Su Pranu. Quest’azione ci ha permesso di restituire ai portoscusesi uno dei suoi luoghi simbolo e, grazie al lavoro delle associazioni e comitati locali, stiamo riuscendo a far divenire l’antica tonnara sia un punto d’attrazione turistica ma anche uno spazio d’organizzazione di eventi e appuntamenti culturali ed enogastronomici che stanno avendo un impatto davvero significativo. Proseguiamo su questa linea, su una Portoscuso da creare insieme, con intelligenza, spirito di iniziativa e voglia di fare il bene comune».

 

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